Corea del Nord torna minacciosa, ma non per voce del leader Kim Jong-un

La Corea del Nord è tornata sulla scena politica internazionale con minacce contro Seul. Se il contrasto, mai sopito, non stupisce, a destare interesse è soprattutto il ruolo avuto nella vicenda dalla sorella di Kim Jong-un

Corea del Nord torna minacciosa, ma non per voce del leader Kim Jong-un

La Corea del Nord ha interrotto le comunicazioni ufficiali con Seul.

La notizia ha riportato sulla scena internazionale l’atteggiamento minaccioso di Pyongyang. E, soprattutto, ha riacceso i riflettori sulla sorella del leader Kim Jong-un.

Indicata come erede del presidente nordcoreano, soprattutto durante le concitate e misteriose settimane in cui il mondo aveva insinuato addirittura la morte del leader, Kim Yo Jong è tornata protagonista in questa vicenda con Seul.

Kim Yo Jong minaccia la Corea del Sud

Ormai la sorella del presidente viene considerata la sostenitrice ufficiale di Kim Jong-un, e, soprattutto, l’addetta alla campagna propagandistica del regime. Un’attività delicata e importante in un Paese come la Corea del Nord.

Non stupisce, ma sicuramente suscita interesse, che proprio la sorella del leader abbia avuto un ruolo di spicco nell’escalation di tensione che si è verificata all’inizio di giugno tra le due Coree. Nemiche storiche, di fatto ancora in guerra dal lontano 1953, le nazioni confinanti hanno chiuso i canali ufficiali delle comunicazioni.

La decisione è arrivata proprio da Pyongyang, dopo gli avvertimenti minacciosi di Kim Yo Jong. La donna ha replicato con fermezza al lancio di palloni con messaggi anti-regime eseguito dagli esuli nordcoreani - disertori - che si trovano nella Corea del Sud.

Il 2 giugno la sorella di Kim Jong-un ha avvertito Seul di una probabile interruzione delle comunicazioni se si fosse continuato con tali operazioni. L’indignazione, poi, è stata espressa con più veemenza il giorno successivo.

La donna ha definito “spazzatura” i volantini contro la Corea del Nord, minacciando ulteriori ritorsioni. Non è la prima volta che Kim Yo Jong si occupa personalmente e a nome del regime delle complesse relazioni con Seul.

La vicenda, poi sfociata nell’interruzione delle comunicazioni tra le due Coree, è stata quindi gestita dalla sorella del presidente nord coreano. La donna avrà davvero un ruolo di potere nel blindato regime di Pyongyang?

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO