Le donazioni e i trasferimenti di denaro tra parenti funzionano in modo diverso rispetto a quelle tra estranei, e possono non essere soggette a imposte.
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La donazione di denaro tra parenti è un atto generoso e molto comune: aiutare un figlio a comprare casa, fare un regalo importante a un nipote o sostenere un familiare in un momento di difficoltà. Muoversi con leggerezza in questo ambito, però, può mettere di fronte a insidie che non ci si aspetta. Il passaggio di denaro, anche tra le mura domestiche, non mette al riparo dai controlli del Fisco e dalle regole del codice civile.
Per evitare accertamenti dell’Agenzia delle Entrate e future liti ereditarie, nonché per garantire il corretto versamento delle imposte è necessario conoscere i limiti oltre i quali scatta la tassazione e l’obbligo del notaio.
In questa guida completa vedremo quali sono le regole da rispettare nel 2026, come funzionano le franchigie sulle tasse di donazione e quali strumenti utilizzare per trasferire il denaro in totale sicurezza.
Donazione di denaro tra parenti
Tra parenti, in particolare tra genitori e figli, è possibile procedere con il trasferimento di denaro in forma di donazione senza che questo venga necessariamente tassato, se entro il limite imposto per legge. Questa regola vale, con franchigie differenti, anche per trasferimenti tra persone con diversi gradi di parentela.
Inoltre, sebbene per le donazioni di rilevante valore sia prescritta la forma dell’atto pubblico notarile, questo non è sempre necessario quando si parla di trasferimenti di “modico valore”, situazione in cui la donazione non risulta neanche soggetta a imposta. Di seguito le informazioni su come comportarsi in questi casi, anche per evitare problemi con eventuali controlli da parte del Fisco.
Donazioni di modico valore
La donazione viene definita come un “atto di liberalità“, quindi fatto con lo scopo di aiutare il ricevente senza che questo vada a vantaggio del donante. I trasferimenti di denaro tra genitori e figli (ma anche tra parenti in generale) solitamente ricadono in questa situazione.
Normalmente perché una donazione venga considerata valida, e quindi il donante non possa cambiare idea e richiedere indietro quanto donato, sono necessari due elementi: l’atto pubblico della donazione alla presenza di un notaio, e la presenza di due testimoni.
Questa è la regola generale, che non si applica nel caso delle donazioni definite di “modico valore”, che vengono considerate valide semplicemente nel momento in cui avviene il passaggio di proprietà.
Questo significa che un genitore che trasferisce dei soldi al figlio non convivente per aiutarlo a mantenersi non dovrà rivolgersi al notaio perché questo procedimento sia valido, a patto che la somma trasferita risulti di modico valore.
Per definire il “modico valore” è necessario tenere in considerazione, in particolare, lo stato economico del donante e valutare l’entità della donazione in confronto alla situazione di quest’ultimo. In generale, comunque, anche quando non è necessaria la presenza del notaio, è consigliabile svolgere il trasferimento di denaro attraverso modalità tracciabili, come bonifici bancari, possibilmente specificando la causale.
Tasse donazioni tra parenti
Il trasferimento di denaro tra parenti non prevede, entro specifici limiti, la tassazione. Questi variano a seconda del grado di parentela delle persone coinvolte.
- donazioni tra coniugi, genitori e figli: l’aliquota del 4% si applica solo sulla parte di valore eccedente la franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario;
- donazione tra fratelli e sorelle: fino alla franchigia di 100.000 euro non vengono tassati, oltre sono soggetti a una tassazione del 6%;
- donazione tra parenti fino al quarto grado: subiscono subito una tassazione del 6%;
- donazione tra amici ed estranei: tassate con l’aliquota dell’8% (senza alcuna franchigia, salvo il caso del modico valore);
- donazioni a portatori di handicap: in questo caso la tassazione scatta al superamento della soglia fissata a 1.500.000 euro, e l’aliquota in questione varia a seconda del grado di parentela.
Il trasferimento di denaro tra genitori e figli quindi non è soggetto a tassazione fino a quando non viene superata la franchigia di 1 milione di euro. Chiaramente, anche prima di questa soglia ci si troverà in situazioni che non possono rientrare nel “modico valore” ed è quindi richiesta la presenza di un notaio e due testimoni.
Donazioni non soggette a imposta
Esistono alcune tipologie di donazione che, in generale, non sono mai soggette a imposta.
Si tratta dei seguenti casi:
- donazioni di modico valore, sia di soldi, sia di altri beni mobili;
- le spese di mantenimento, educazione, matrimonio, e abbigliamento;
- veicoli iscritti al PRA;
- donazione di aziende o rami di aziende, azioni, o quote sociali, quando fatte in favore dei figli o dei genitori o del coniuge;
- donazione indiretta, nel rispetto di specifiche regole.
Donazioni indirette per l’acquisto della prima casa
Per donazione indiretta si intende la donazione di denaro con lo scopo di fornire al donatario le capacità economiche necessarie per poter acquistare uno specifico bene. Questo significa che un genitore che trasferisce ai figli una somma di denaro, con lo scopo di permettere l’acquisto di una casa, potrà farlo senza che su questa somma vengano pagate delle imposte (se supera i limiti precedenti) e senza la necessità di un notaio.
La donazione indiretta per l’acquisto della casa si verifica quando i genitori (o altri familiari) forniscono la disponibilità economica per comprare un immobile intestato direttamente al beneficiario. Può avvenire in due modi: pagando direttamente il venditore o inviando al figlio un bonifico specifico.
Il vantaggio principale della donazione indiretta per acquistare casa è che, per legge, è totalmente esclusa dall’imposta sulle donazioni. Sullo stesso patrimonio il Fisco evita la doppia tassazione: l’operazione sconta soltanto le imposte legate alla compravendita (imposta di registro proporzionale o IVA) versate al momento del rogito. Questo tipo di donazione, tra l’altro, non intacca la franchigia di un milione prevista per le donazioni dirette tra genitori e figli.
Perché l’operazione sia sicura al 100% e per evitare contestazioni non serve un atto notarile, ma si devono rispettare precisi passaggi:
- il passaggio di denaro deve essere eseguito tramite bonifico bancario nella cui causale deve essere scritta una formula chiara (ad esempio «Donazione indiretta per acquisto prima casa di [Nome e Cognome Beneficiario]»);
- al momento del rogito il notaio deve inserire un’apposita clausola in cui dichiara espressamente che il pagamento del prezzo viene effettuato dal genitore (parziale o totale) o che proviene da fondi donati dal genitore per l’acquisto.
Causali corrette del bonifico per le donazioni
Per non attirare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate ed evitare contestazioni successive, la causale del bonifico deve essere chiara, specifica e non equivoca. La causale varia a seconda dello scopo della donazione e dell’importo (di modico valore o di valore importante).
Ecco i alcuni esempi di causale corretti suddivisi per tipologia di operazione:
Se il denaro serve a pagare un bene specifico intestato al parente, la causale deve esplicitare il collegamento.
- per l’acquisto della casa causale consigliata: «Donazione indiretta per acquisto prima casa di [Nome Cognome del figlio]»;
- per l’acquisto dell’auto causale consigliata «Contributo parentale per acquisto autovettura targata [Targa]».
Usare queste causali collega formalmente il flusso di denaro all’acquisto del bene che verrà poi menzionato nell’atto notarile, esentando l’operazione dall’imposta sulle donazioni ed evitando che, in futuro, il Fisco possa venire a chiedere la provenienza di quel denaro.
Se si tratta di cifre contenute in base al patrimonio di chi dona (es. regalo di compleanno, laurea, o piccolo aiuto mensile), non serve l’atto notarile, ma è bene specificare la natura non commerciale del bonifico.
- per regali «Regalo di [Natale / Compleanno / Laurea] da parte di [Padre/Madre/Nonno]» o «Regalo per modico valore art. 783 c.c.»;
- per un aiuto economico «Contributo familiare per spese di sostentamento»;
Questo tipo di causale chiarisce subito al Fisco che si tratta di un atto di liberalità occasionale e non di un pagamento per una prestazione lavorativa o una vendita in nero.
Se la cifra che si dona è importante rispetto alle possibilità economiche del donante, è obbligatorio l’atto pubblico del notaio. Il bonifico si fa dopo o contestualmente alla firma dell’atto.
Donazioni in contanti e controlli del Fisco
In caso di donazioni, in particolare nel caso di quelle particolarmente onerose, oppure in situazioni in cui le spese di una persona non risultino attuabili se confrontate con il suo reddito, possono scattare dei controlli da parte del Fisco.
Situazioni del genere possono accadere in particolare nel caso di trasferimento di soldi in contanti, che sarà difficile giustificare nel momento in cui non si avranno prove per dimostrarlo. Oltretutto bisognerà anche tenere conto del fatto che esistono dei limiti, piuttosto stretti, per quel che riguarda la quantità di soldi contanti che si possono utilizzare per i pagamenti e le donazioni.
Il modo migliore per evitare problemi è quello di utilizzare sistemi tracciabili, come bonifici, possibilmente aggiungendo anche la causale, anche in caso di donazioni di modico valore e quindi senza il supporto di un notaio che possa andare a testimoniare il trasferimento di denaro, facilmente giustificabile nel caso di genitori e figli.
Il trasferimento di denaro in contanti tra parenti è soggetto a rigidi limiti di legge. Per l’anno 2026, la soglia massima per il trasferimento di denaro contante tra soggetti diversi è fissata a 5.000 euro. Qualsiasi donazione pari o superiore a questa cifra deve essere effettuata obbligatoriamente tramite strumenti tracciabili, come un bonifico bancario, pena pesanti sanzioni amministrative.
Al di là del limite di legge, la donazione in contanti presenta elevati rischi di accertamento fiscale: l’Agenzia delle Entrate, tramite lo strumento del redditometro, può contestare al beneficiario qualsiasi spesa effettuata (es. l’acquisto di un’auto o il pagamento di un affitto) che non risulti proporzionata al suo reddito dichiarato. Senza la tracciabilità di un bonifico, diventa quasi impossibile dimostrare al Fisco la provenienza lecita di quelle somme, con il rischio di subire una tassazione immediata e sanzioni per presunti redditi in nero.