Una carriera di lungo corso nelle stanze del potere, tra stampa, imprenditoria e politica. Ecco cosa sappiamo su Luigi Bisignani e sul patrimonio dell’ex faccendiere indagato dalla procura di Roma
C’è un nome che, da mezzo secolo, ricompare puntuale ogni volta che il potere italiano cambia pelle: Luigi Bisignani. E il 15 settembre di quest’anno quel nome è tornato al centro della cronaca giudiziaria. La Procura di Roma lo ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di aggiotaggio, mentre i carabinieri del nucleo investigativo eseguivano una serie di perquisizioni. Con lui finiscono sotto inchiesta i vertici della Banca del Fucino: il presidente Mauro Masi, ex direttore generale della Rai, e l’amministratore delegato Francesco Maiolini.
Al centro dell’indagine, la campagna di pressioni per spingere Claudio Lotito a vendere la Lazio. Ma chi è davvero l’uomo che Silvio Berlusconi arrivò a definire l’uomo più potente d’Italia, e che da decenni si muove nell’ombra tra stampa, finanza e palazzi della politica? Ecco cosa sappiamo su di lui e sul suo patrimonio.
Chi è Luigi Bisignani, il «manager del potere nascosto»
Nato a Milano il 18 ottobre 1953, figlio di Renato, dirigente della Pirelli, Bisignani si laurea in Economia ma sceglie il giornalismo: a vent’anni entra all’ANSA, dove diventerà caporedattore. La svolta arriva presto e con una regia pesante: su segnalazione di Licio Gelli, a 23 anni è nominato addetto stampa del ministro Gaetano Stammati nei governi Andreotti tra il 1976 e il 1979. Nel 1981 il suo nome compare negli elenchi della loggia P2 sequestrati a Castiglion Fibocchi, un’appartenenza che lui ha sempre smentito.
Da lì una carriera che intreccia informazione, industria e inchieste. Nel 1989 è distaccato al comitato organizzatore di Italia 90; nel 1992 approda al gruppo Ferruzzi-Montedison, dove resterà invischiato nello scandalo Enimont: arrestato nel 1994, viene condannato in via definitiva a due anni e sei mesi, con conseguente radiazione dall’Ordine dei giornalisti nel 2000. Il capitolo giudiziario più discusso è però l’inchiesta sulla P4 del 2011, chiusa con un patteggiamento a un anno e sette mesi. In altri filoni gli atti a suo carico sono stati annullati o archiviati, come quello sulla presunta loggia Ungheria nel 2023. Oggi presiede la società di consulenza Four Consulting.
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Bisignani, Lotito, la Lazio e l’ultima indagine per aggiotaggio
Oggi editorialista de Il Tempo, diretto da Daniele Capezzone, Bisignani ha dedicato negli ultimi mesi numerosi interventi alla Lazio e alla contestazione della tifoseria contro il patron Claudio Lotito, senatore di Forza Italia. Secondo la Procura di Roma quella campagna avrebbe avuto uno scopo preciso: fare pressione per indurre Lotito a vendere il club, quotato in Borsa. Da qui l’ipotesi di aggiotaggio, ossia la manipolazione del prezzo di uno strumento finanziario attraverso la diffusione di notizie.
Nel registro degli indagati, oltre a Bisignani, figurano il presidente della Banca del Fucino Mauro Masi e l’amministratore delegato Francesco Maiolini: l’istituto avrebbe fornito assistenza alla Fondazione Noi Oltre 365, che ha curato la raccolta fondi per organizzare le proteste. L’attività si innesta su un fascicolo più ampio, che ipotizza anche tentata estorsione e atti persecutori ai danni di Lotito, ascoltato dai pm come persona offesa il 30 giugno 2026. Già a dicembre 2025 cinque persone erano state perquisite per le minacce rivolte al presidente biancoceleste.
Quanto guadagna Luigi Bisignani? Cosa si sa sul patrimonio
Sul fronte dei numeri, la figura di Bisignani resta avvolta nel riserbo. Non esiste una stima ufficiale del suo patrimonio: le sue entrate derivano oggi dalla presidenza della società di consulenza Four Consulting, dall’attività di editorialista e dai diritti d’autore dei suoi libri.
Sul piano letterario i risultati sono documentati: il saggio L’uomo che sussurra ai potenti (2013), scritto con Paolo Madron, ha superato le 150.000 copie vendute diventando un autentico bestseller, cui sono seguiti I potenti al tempo di Renzi (2015) e I potenti al tempo di Giorgia (2023). Prima ancora, le spy-story Il sigillo della porpora (1988) e Nostra signora del KGB (1992) gli avevano garantito notorietà editoriale. Le cifre esatte dei suoi guadagni non sono però mai state rese note. In passato, nel corso di alcuni procedimenti giudiziari, era emersa l’ipotesi di disponibilità economiche all’estero, un aspetto mai quantificato con precisione. Quel che è certo è che, da decenni, Bisignani si muove ai vertici del potere economico e politico italiano.