Borsa Italiana: Salini Impregilo in caduta libera

Pessima performance a Piazza Affari per le azioni del gruppo italiano, che ha perso la controversia giudiziaria contro l’Autorità del Canale di Panama.

Borsa Italiana: Salini Impregilo in caduta libera

Pessima apertura in Borsa per Salini Impregilo. Il gruppo è sotto i riflettori oggi per diverse ragioni legate sia alla conclusione dell’operazione di vendita della divisione Plants & Pavings della controllata americana Lane, sia per la sentenza a suo sfavore nella disputa contro l’Autorità del Canale di Panama.

Grande attenzione viene anche riservata ai prossimi passi che la quotata intende compiere sul caso Astaldi: si va verso la creazione di una newco per rilevare le attività di costruzioni della società in forte crisi finanziaria?

Intanto, a Piazza Affari il titolo Salini Impregilo sta soffrendo: al momento della scrittura le azioni stanno lasciando sul terreno quasi il 10%.

La controversia contro l’Autorità del Canale di Panama

Ad oscurare la performance azionaria di Salini Impregilo, la notizia della sconfitta nella controversia con l’Autorità del Canale di Panama. Un Tribunale arbitrale ha infatti ordinato al Consorzio che si è occupato del progetto di allargamento di pagare 848 milioni di dollari alla stessa Autorità.

La cifra rappresenterebbe un rimborso per il superamento dei costi legati ai lavori della via navigabile che sono stati completati nel 2016.

Nella disputa giudiziaria contro l’Autorità del Canale di Panama, c’è un gruppo di costruttori che ha lavorato al progetto, guidato dal gruppo spagnolo Sacyr e da Salini Impregilo, appunto.

Conclusa vendita asset Plants & Paving di Lane

Notizie positive invece sul fronte della cessione della divisione Plants & Paving della controllata americana Lane. Il gruppo ha finalmente concluso la vendita dell’attività ad Eurovia Sas del Gruppo Vinci, che pagherà 555 milioni di dollari in contanti e “aggiustamenti di prezzo per ulteriori asset”.

L’operazione, annunciata l’estate scorsa, si inserisce in un più ampio progetto di consolidamento di Lane negli Usa nel settore delle grandi opere, mercato in cui Salini Impregilo punta da sempre, visto che gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per il gruppo per ricavi.

Non a caso l’amministratore, Pietro salini ha commentato:

“Siamo molto soddisfatti della chiusura nei tempi previsti di una operazione che ci ha permesso di dismettere un settore non core per Lane, per focalizzarci con sempre maggiore determinazione su segmenti su cui il Gruppo ha incentrato il proprio modello di business, in particolare per l’acquisizione di grandi progetti infrastrutturali nei settori trasporti, acqua e tunnelling, in linea con la strategia di crescita globale. L’operazione ci ha permesso di creare valore anche dal punto di vista finanziario, con una dismissione che genera cassa per 555 milioni. Con la cessione di questo asset consolidiamo la crescita di Lane, una società destinata a diventare il nostro polo di sviluppo per il Nord America in tutti i segmenti delle grandi infrastrutture complesse”.

Il dossier Astaldi

Tornando in Italia, Salini Impregilo sta lavorando al salvataggio di Astaldi, società da tempo in forte crisi finanziaria.

I tempi stringono: per presentare un piano di risanamento c’è tempo fino al prossimo 16 dicembre.

Un’operazione che il gruppo ritiene di poter realizzare e non in solitaria. Proprio nei giorni scorsi, infatti, a margine di un convegno,il Cfo Massimo Ferrari aveva annunciato che si sta pensando “ad aggregare anche altri partner, partner italiani e anche finanziari”.

Secondo i ben informati, Salini Impregilo punterebbe a creare una newco nella quale coinvolgere eventualmente anche le banche creditrici, al fine di rilevare almeno il ramo d’azienda più allettante di Astaldi, quello delle costruzioni.

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