Nel 2027 arriverà un nuovo bonus trasporti. Fino a 400 euro di contributo per chi soddisfa i requisiti.
Un nuovo bonus trasporti potrebbe arrivare in Italia dal 2027.
La misura, denominata “Il mio conto di mobilità”, è prevista dal Piano Sociale per il Clima, il progetto da oltre 9 miliardi di euro con cui l’Italia punta ad accompagnare la transizione energetica, tutelando allo stesso tempo le famiglie e le microimprese più vulnerabili.
Come noto, il vecchio bonus trasporti non è più disponibile da tempo, ma con il nuovo Piano potrebbe tornare una forma di sostegno economico destinata a chi utilizza il trasporto pubblico e incontra maggiori difficoltà nel sostenere i costi della mobilità. Il nuovo strumento avrebbe però caratteristiche diverse rispetto al passato: l’importo potrebbe arrivare fino a 400 euro l’anno e verrebbe determinato sulla base di specifici criteri.
Siamo comunque ancora nel pieno dell’iter burocratico. Il Piano, predisposto dall’Italia ai sensi del Regolamento (UE) 2023/955 e necessario per accedere alle risorse del Fondo Sociale per il Clima dell’Unione europea, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 e trasmesso alla Commissione europea il 6 agosto, come ricordato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin nel question time del 9 settembre.
Gli interventi previsti dal Piano si collocano nell’arco temporale compreso tra il 2026 e il 2032, mentre per il conto mobilità sono previste risorse dal 2027 al 2032. L’atto nazionale di attuazione è atteso entro il primo trimestre del 2027, ma l’avvio effettivo resta subordinato al completamento dell’iter europeo e alla definizione delle modalità operative: non è ancora possibile presentare domanda.
Una parte rilevante delle risorse sarà destinata proprio alla mobilità: secondo quanto illustrato dal ministro, oltre 4,6 miliardi di euro riguardano complessivamente la mobilità sostenibile, tra potenziamento del trasporto pubblico e conto mobilità. Per quest’ultimo sono previsti 1,74 miliardi di euro a sostegno degli utenti vulnerabili.
Vediamo quindi come funzionerà il nuovo conto mobilità e quali saranno i requisiti per ottenere fino a 400 euro l’anno con il nuovo bonus trasporti sulla base delle previsioni del Piano e in attesa delle disposizioni attuative.
A chi spetterà il nuovo bonus trasporti
Il nuovo conto mobilità sarà rivolto agli utenti vulnerabili dei trasporti, ossia alle persone che, per condizioni economiche e caratteristiche degli spostamenti quotidiani, incontrano maggiori difficoltà nel sostenere i costi necessari per muoversi.
Una sorta di bonus sociale, quindi, non sulle bollette ma sui trasporti. E il Piano individua già una prima soglia economica di riferimento: per accedere alla misura sarà necessario avere un Isee non superiore a 20.000 euro, mentre chi supera tale importo risulterà escluso dal beneficio.
Nel dettaglio, la platea individuata dal Piano comprende innanzitutto gli utenti abituali del trasporto pubblico che si trovano in una condizione di vulnerabilità alla povertà dei trasporti, una platea potenziale di circa 3 milioni di persone secondo le stime contenute nel documento. Oltre a chi utilizza già autobus, metropolitane o treni, tra i potenziali destinatari rientrano anche coloro che oggi dipendono dall’automobile e risultano quindi maggiormente esposti all’aumento dei costi dei carburanti legato alla transizione energetica.
L’obiettivo, infatti, è ridurre anche per loro il peso economico degli spostamenti e, allo stesso tempo, favorire il passaggio verso forme di mobilità pubblica e più sostenibile.
Quanto spetta e calcolo
L’importo del nuovo conto mobilità non sarà uguale per tutti. Il Piano prevede infatti tre diversi livelli di sostegno, pari a 100, 200 oppure 400 euro l’anno, da riconoscere in funzione del grado di vulnerabilità del beneficiario.
Per stabilire quanto spetta verrà utilizzato un apposito indice di vulnerabilità, costruito su una scala massima di 100 punti. Il parametro che avrà il peso maggiore sarà l’Isee, che potrà valere fino a 60 punti: con un Isee fino a 10.000 euro vengono attribuiti 60 punti, tra 10.001 e 15.000 euro 45 punti e tra 15.001 e 20.000 euro 25 punti. Come visto, oltre i 20.000 euro si viene invece esclusi dalla misura.
Al punteggio economico si aggiungerà quello legato al costo della mobilità, valutato prendendo come riferimento la distanza da percorrere per raggiungere il luogo di lavoro, di studio o, negli altri casi, la destinazione abituale degli spostamenti.
Sono previsti 5 punti fino a 10 chilometri, 10 punti tra 10 e 30 chilometri e 20 punti oltre i 30 chilometri.
Ulteriori punti potranno poi essere riconosciuti a chi utilizza già il trasporto pubblico: la presenza di un abbonamento mensile o annuale recente e certificabile vale altri 10 punti. Altri 10 punti spettano invece ai nuclei familiari che non possiedono un’automobile.
Una volta sommati i diversi punteggi, sarà quindi possibile determinare la fascia di importo del beneficio:
- con un IdV pari o superiore a 80 punti il contributo previsto è di 400 euro l’anno;
- con un punteggio compreso tra 55 e 79 punti il contributo previsto è di 200 euro;
- con un punteggio compreso tra 35 e 54 punti il contributo previsto è di 100 euro;
- sotto i 35 punti il beneficio non viene riconosciuto, salvo eventuale scorrimento delle risorse disponibili.
L’assegnazione avverrà attraverso una graduatoria nazionale, nei limiti delle disponibilità. Il Piano prevede ogni anno fino a 300.000 conti da 400 euro, 350.000 da 200 euro e un milione da 100 euro.
È prevista, inoltre, una corsia prioritaria per alcune situazioni di particolare fragilità.
Ai caregiver familiari che assistono persone con disabilità certificata, alle persone con disabilità certificata e a chi è sottoposto a trattamenti sanitari continuativi che richiedono spostamenti frequenti viene attribuito direttamente un punteggio di 100 punti, con conseguente accesso prioritario al conto mobilità da 400 euro, fermo restando il requisito economico e nei limiti delle risorse disponibili.
In questo modo il bonus non sarà legato esclusivamente al reddito, ma terrà conto anche di quanto pesa effettivamente la mobilità sul bilancio familiare e della difficoltà effettiva del beneficiario nel raggiungere lavoro, studio e servizi essenziali.
Per cosa si potrà utilizzare
Il conto mobilità potrà essere utilizzato per sostenere le spese legate agli spostamenti attraverso un portafoglio digitale personale, spendibile presso più operatori. Il beneficio servirà per acquistare biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale e regionale, su gomma e su ferro, compresi i servizi di trasporto a domanda.
L’eventuale estensione ad altri servizi, tra cui quelli di mobilità condivisa, dovrà essere precisata nell’atto nazionale di attuazione. Non va quindi considerata già definitiva l’ammissione di tutte le forme di sharing o del trasporto ferroviario di media-lunga percorrenza.
L’elenco dei servizi ammessi dovrà comunque essere definito in fase attuativa, anche con il coinvolgimento degli enti territoriali, chiamati a contribuire alla scelta delle prestazioni che potranno beneficiare dell’agevolazione.