Ddl Caregiver, via libera della Camera al bonus fino a 400 euro mensili. Come funziona, requisiti di 91 ore, ISEE 25.000 euro e fasce INPS.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Il disegno di legge sui caregiver, dopo l’approvazione del CdM di gennaio 2026, incassa il primo via libero alla Camera il 14 ottobre 2026 (153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti). Il nuovo pacchetto di tutele per chi si prende cura di un familiare disabile o non autosufficiente prende forma e tra le novità maggiormente attese c’è il contributo economico che arriva fino a 400 euro mensili che sarà erogato direttamente dall’Inps.
Un punto critico, al momento, è che il bonus non è universale e spetterà soltanto a chi riesce a soddisfare requisiti molto rigidi tra convivenza, ore di assistenza e reddito personale.
Vediamo nei dettagli chi potrà avere il bonus, come funzionerà e quali sono i tempi di attuazione del nuovo sostegno per i caregiver.
A chi spetta il bonus caregiver fino a 400 euro?
Il provvedimento si concentra sulla figura del caregiver prevalente. Quando in una famiglia c’è un disabile o un soggetto non autosufficiente a prendersene cura sono, solitamente, diversi familiari. La misura prende a riferimento chi si assume la responsabilità principale di cura e assistenza del parente non autosufficiente o con grave disabilità. Solo per questa categoria, infatti, il testo del decreto prevede il contributo mensile esentasse che può arrivare fino a 400 euro al mese.
Il bonus sarà erogato direttamente dall’Inps con cadenza trimestrale (fino a 1.200 euro ogni tre mesi).
Chi può avere diritto al contributo? I requisiti per accedere alla misura sono molto rigidi ed è richiesto che:
- il caregiver sia convivente con il disabile e che si impegni almeno per 91 ore a settimana nella sua cura e nella sua assistenza (circa 13 ore al giorno);
- che il caregiver abbia un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi l’anno;
- che l’Isee del nucleo familiare non sia superiore a 25.000 euro (il tetto è stato innalzato, perché prima il testo prevedeva un limite di 15.000 euro), ma l’importo massimo del bonus spetterà solo a nuclei con l’Isee che si colloca nella fascia più bassa.
Le tutele per i caregiver
Il decreto non prevede soltanto il sostegno economico (che però, come abbiamo detto è il provvedimento più atteso). Per chi garantisce un certo numero di ore di cura e assistenza sono previste tutele anche per i caregiver non conviventi.
Le fasce introdotte dal Ddl sono le seguenti:
- fascia 1: caregiver prevalente (almeno 91 ore la settimana) a cui è riservato il contributo economico fino a 400 euro al mese e tutte le altre tutele;
- fascia 2: caregiver convivente che presta da 30 a 90 ore settimanali di cura e assistenza. Deve convivere con la persona da assistere e non ha diritto al contributo economico. Ha diritto a priorità nello smart working, alla trasformazione del contratto il part-time e all’accesso alle ferie solidali;
- fascia 3: caregiver non convivente che presta almeno 30 ore di cura settimanali. In questo caso spettano gli strumenti di flessibilità lavorativa;
- fascia 4: caregiver a impegno ridotto che presta tra le 10 e le 29 ore di cura e assistenza a settimana. Si può essere conviventi o non conviventi con il disabile e spetta il riconoscimento dei crediti formativi per gli studenti, mentre per i lavoratori sono riconosciute le tutele contro le discriminazioni sul posto di lavoro.
Decreto Caregiver, la strada è ancora lunga
Nonostante il primo via libera della Camera, l’entrata in vigore del decreto caregiver appare ancora molto lontana. Il testo ora, passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva, ma l’erogazione del contributo economico non partirà prima del 2027.
Il fondo struttale, a regime, prevede stanziamenti di 250/260 milioni di euro l’anno. Anche se può sembrare una cifra importante, se si rapporta alla platea dei potenziali beneficiari risulta del tutto insufficiente.
Da considerare che prima di erogare il bonus vero e proprio è necessario mappare la categoria dei caregiver in Italia: l’Inps dovrà creare un portale telematico per raccogliere tutti i dati necessari e verificare le disabilità. Questi dati, poi, andranno incrociati con i database dell’Isee. Solo dopo il censimento e dopo la pubblicazione dei decreti attuativi si aprirà l’erogazione vera e propria del bonus.
Se le domande dovessero essere troppe, rispetto ai fondi stanziati, l’importo spettante a ogni caregiver potrebbe essere ridotto o, in alternativa, potrebbero essere stilate delle graduatorie basate sulla gravità della disabilità e sull’Isee.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.