Bonus 80 euro a rischio con assegno unico?

Il Bonus 80 euro è a rischio con l’assegno unico? La legge di Bilancio 2020 potrebbero introdurre un sostengo alle famiglie con figli al posto del bonus Renzi. Analizziamo i dettagli delle proposte in manovra.

Bonus 80 euro a rischio con assegno unico?

Bonus 80 euro a rischio con assegno unico? La domanda è lecita viste le proposte e le ultime ipotesi che si rincorrono sulla Legge di Bilancio 2020.

In occasione dell’audizione al Senato per la Nadef, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha confermato che il bonus di 80 euro resterà nelle buste paga degli italiani. Almeno per ora. Cosa significa?

Nei piani strategici del governo rientra un progetto più ampio e di riformulazione delle misure a sostegno della crescita e, in particolare, delle famiglie. Anche il ministro lo ha ribadito, aprendo la strada ad interrogativi sul futuro del bonus Renzi e sulla durata della sua erogazione..

Tra le novità della manovra, infatti, si è parlato in questi giorni anche di un assegno unico da destinare ai nuclei familiari con figli. La misura diventerebbe la sola prevista per il sostegno al reddito.

Il bonus 80 euro è quindi a rischio con l’assegno unico?

Bonus 80 euro e assegno unico: quale dei due?

L’idea di un assegno unico per le famiglie con figli a carico è stata presentata da Graziano Delrio con lo scopo di accorpare le agevolazioni attualmente in atto in un’unica soluzione.

Per questo si dubita sulla possibilità di mantenimento del bonus Renzi nella stessa formula in vigore oggi. L’assegno unico è pensato come un sostegno a chi ha figli da 0 a 26 anni di età ed un reddito non superiore a 100.000 euro annui. Potrebbe essere erogato direttamente in busta paga, in 12 mensilità, proprio come funziona il bonus 80 euro.

Lo scopo è di sollevare le economie delle famiglie con figli e di semplificare le procedure di riscossione del sostegno economico. Il bonus di 80 euro, quindi, potrebbe essere inglobato proprio nel nuovo assegno familiare, cambiando completamente i requisiti di ottenimento.

Se il bonus Renzi aveva come obiettivo quello di sostenere i lavoratori dipendenti, il bonus famiglia si rivolge esclusivamente a chi ha figli.

Verrebbero quindi esclusi tutti coloro che percepiscono uno stipendio da lavoro, ma non hanno figli a carico.

Bonus 80 euro per ora resta in busta paga. Chi lo percepisce

Le ultime parole di Gualtieri hanno tranquillizzato per adesso tutti i beneficiari del bonus 80 euro. La manovra, al momento, non prevede la sua eliminazione.

Il sussidio di 80 euro previsto da Renzi è destinato ai lavoratori dipendenti con un reddito compreso tra 8.174 e 24.600 euro annui. Per tutti coloro che rientrano nelle specifiche categorie di lavoratori, soci, percettori di indennità dalla legge, il bonus di 80 euro viene pagato ogni mese direttamente in busta paga.

Se il governo deciderà di introdurre nuove misure di sostegno al reddito e alla ricchezza delle famiglie, come l’assegno unico, il bonus di 80 euro attuali è destinato a scomparire o a cambiare ulteriormente.

Il rischio è che circa 2,8 milioni di contribuenti che oggi percepiscono gli 80 euro ma che non hanno figli non ricevano più il sussidio.

Le prossime decisioni sulla Legge di Bilancio chiariranno il futuro a lungo termine del bonus Renzi.

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1 commento

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Calogero • Ottobre 2019

Buongiorno! Vorrei ottenere delle informazioni più precise sugli 80 euro di «Renzi». Si dice che chi sta sotto la soglia dei 24000 euro lordi abbia diritto agli stessi.Ma dico in una famiglia nella quale i due coniugi stanno sotto questa soglia percepiscono ognuno 80 euro quindi in due 160. In una famiglia che sta esempio a 30000 ma monoreddito non spetta nulla. Questo non è fortemente discutibile e fondamentalmente ingiusto?

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