Da tempo l’oscillatore di trend denominato Rsi non era sceso per Telecom Italia così in basso. Considerato che di solito il livello di 30 segnala un ipervenduto di tutto rilievo, nel caso dell’azione telefonica ieri è atterrato addirittura sotto 15. Il motivo di tanta debolezza dipende da vari fattori.
Effetto post Opas di Poste Italiane
Era inevitabile che succedesse dopo la corsa speculativa da Offerta pubblica di acquisto e scambio effettuata da Poste Italiane. L’interesse per l’operazione risultava di tutto rilievo e il titolo ha raggiunto un massimo oltre 7,8 Eur, comunque inferiore rispetto all’8,19 Eur di inizio luglio. Poi il crollo, con numeri impietosi da questo punto di vista: dal 18 settembre si sono succedute 13 candele rosse contro una (e minima) verde. Più “sell off” di così non si potrebbe! Con una chiusura ieri a 5,625 Eur è tornato sui livelli di inizio anno, cancellando tutto quanto avvenuto in direzione rialzista da allora.
Un titolo bloccato?
Di fatto gli investitori hanno visto nella conclusione dell’operazione effettuata da Poste l’epilogo di una fase e temono che Telecom stia trasformandosi in una specie di azione esanime. La si vende quindi, anche perché non si sa quali saranno le evoluzioni operative e commerciali post integrazione. Potrebbe quindi trattarsi di una fase di sgonfiamento abbastanza accentuato ma temporaneo in attesa di notizie sul futuro della società.
C’è poi da ricordare che la fase ribassista era iniziata nei giorni scorsi dopo che la conclusione dell’offerta era avvenuta con una partecipazione dell’85,82%, al di sotto della soglia del 90% che avrebbe consentito uno squeeze-out (diritto di acquisto coatto che permette a un azionista di maggioranza di obbligare i piccoli azionisti a vendere le loro quote residue) nell’ambito di un potenziale delisting. Si attendono ora le evoluzioni e nel frattempo i “sell” predominano sulla scena.
I riferimenti grafici
La chiusura di ieri è interessante, poiché è avvenuta in corrispondenza di un significativo supporto di lungo periodo (a 5,59 Eur), con una precisione grafica di tutto rilievo. La coincidenza fra questo posizionamento e la discesa dell’Rsi a 13,57 – ben sotto il livello di 30, solitamente valutato come avvio di una prevalenza delle forze venditrici – lascia sperare in un possibile rimbalzo tecnico del titolo nel breve termine. Se ciò non avvenisse e il supporto dei 5,59 Eur fosse decisamente rotto al ribasso, l’area dei 5,15/5,20 Eur sarebbe un nuovo possibile obiettivo.
Telecom Italia è quindi diventato un titolo molto tecnico in attesa di evoluzioni societarie e soprattutto del delisting da Borsa Italiana, obiettivo che rimane centrale e che probabilmente sarà perseguito da Poste attraverso strade alternative, come un’eventuale fusione o con delibera attraverso un’assemblea straordinaria.
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