Crollo FTSE Mib: quali sono state le 10 peggiori sedute del 2018?

Le pesanti vendite odierne hanno reso la seduta odierna del FTSE Mib la peggiore da inizio anno in termini di range apertura-chiusura. Ma nel 2018 quali sono state le altre sessioni con un forte scostamento delle quotazioni? L’Ufficio Studi di Money.it ha individuato le 10 peggiori giornate di Borsa (e spiegato i motivi dei movimenti)

Crollo FTSE Mib: quali sono state le 10 peggiori sedute del 2018?

La seduta odierna sul FTSE Mib è stata caratterizzata da forti vendite che hanno spinto l’indice italiano a lasciare sul terreno quasi quattro punti percentuali.

A pesare sulle sorti di Borsa Italiana le notizie di natura politica relative all’accordo del Governo gialloverde concernente il fatto di portare il rapporto deficit/pil al 2,4% per il triennio 2019-2021.

Il nervosismo a Piazza Affari è stato rilevante, con gli investitori internazionali preoccupati per le sostenibilità del debito italiano, così come fotografato dall’allargamento dello spread Btp-Bund.

In questa occasione l’Ufficio Studi Money.it ha così deciso di analizzare l’andamento del FTSE Mib, indice di riferimento della Borsa Italiana, durante i primi 9 mesi di questo 2018, andando a misurare l’ampiezza del range tra i valori di apertura e quelli di chiusura delle varie sedute.


Elaborazione Ufficio Studi Money.it

Ecco quali sono state le 10 giornate di Borsa più movimentate.

Al primo posto troviamo proprio la seduta odierna che con un’apertura a 21.298,65 punti e una chiusura a 20.511,05 ha fatto registrare un range di ben 787,6 punti. Valore che peraltro non considera i punti del gap down tra la chiusura del 27 settembre e l’open odierno. Considerando la chiusura di ieri e quella di oggi, il range salirebbe infatti quasi a 1.000 punti, 999,98 per la precisione.

Secondo gradino del podio per la giornata del 28 maggio. Quel lunedì i mercati furono intimoriti dalla presa di posizione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contro il Governo targato Giuseppe Conte. L’allora Premier incaricato rimise nelle mani dell’inquilino del Colle il mandato per formare l’esecutivo. Mattarella provò a dare l’incarico a Carlo Cottarelli e le tensioni politiche tra i diversi partiti favorirono anche in quell’occasione una forte avversione al rischio Italia da parte degli investitori. Quel giorno il FTSE Mib fece segnare un range tra i valori di apertura e di chiusura di ben 702,08 punti.

Al terzo posto la seduta del 21 giugno, giorno in cui il comparto bancario italiano subì una brusca serie di vendite. Il peso della componente bancaria all’interno del paniere principale di Piazza Affari causò una discesa tra l’open e il close di 527,70 punti di indice.

Appena fuori dal podio la seduta del 18 maggio. Anche in quell’occasione a dominare furono ragioni politiche. A penalizzare il FTSE Mib, che quel giorno lascio sul terreno 468,95 punti, la pubblicazione dei dettagli del contratto di Governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle.

Che il mese di maggio sia stato particolarmente caldo per Piazza Affari lo dimostra la seduta del 16 maggio, che si classifica al quinto posto tra quelle con maggior scostamento in questo 2018. Quel giorno il FTSE Mib perse 441,52 punti e la causa è da attribuirsi ad una serie di indiscrezioni riguardanti il contratto di Governo giallo-verde, la cui successiva smentita non è bastata a far calmare la fame di vendite.

La prima seduta del mese di agosto fu invece caratterizzata da un nervosismo di matrice macroeconomica. Il dato deludente sulla manifattura relativo al mese di luglio, pubblicato il 1° agosto, causò una perdita di 432,86 punti alle quotazioni del FTSE Mib, valore che colloca la seduta al sesto posto di questa classifica e che rese in quell’occasione l’indice italiano il peggiore tra quelli europei.

Si deve invece tornare all’8 febbraio per individuare la seduta che si classifica in settima posizione. Unica seduta di questa classifica pre tornata elettorale, in quell’occasione a penalizzare l’indice italiano fu il sell-off generale sul comparto azionario europeo. La perdita per il FTSE Mib fu di 408,53 punti.

Giornata da dimenticare anche quella del 25 maggio dove a gravare sui titoli del principale paniere italiano, che ha perso 396,56 punti, sono soprattutto i titoli bancari, con le incertezze politiche e l’aumento dello spread Btp/Bund, che al tempo si aggirava nell’intorno dei 220 punti base.

In penultima posizione della classifica la seduta del 25 giugno, negativa per gran parte delle principali piazze del Vecchio Continente. In quell’occasione il FTSE Mib perse 375,78 punti e a pesare fu l’allargamento dello spread tra il BTP e il Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato a 10 anni arrivò a toccare i 250 punti base, favorendo un violento sell-off sul comparto bancario italiano.

Al decimo e ultimo posto della nostra classifica la seduta del 2 marzo: la perdita per il principale indice italiano ammonta a 371,80 punti. A contribuire alle perdite questa volta sono le minacce di Trump relative all’introduzione dei dazi su acciaio e alluminio ma soprattutto gli alleggerimenti verso il sistema Italia attuati dagli investitori in vista delle elezioni nazionali del 4 marzo.

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