Alert sui BTP, dai grafici arriva un segnale che non va sottovalutato. Ecco cosa potrebbe accadere ora

Gerardo Marciano

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La BCE alza i tassi e il BTP Future rompe importanti supporti. I rendimenti sono vicini al 4%, ma potrebbero non aver ancora raggiunto il punto d’arrivo.

Alert sui BTP, dai grafici arriva un segnale che non va sottovalutato. Ecco cosa potrebbe accadere ora

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La BCE ha alzato nuovamente il costo del denaro e il mercato obbligazionario manda contemporaneamente un segnale che merita attenzione. Nella riunione del 10 settembre, il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di riferimento. Il tasso sui depositi sale così al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%.

Dietro la decisione c’è soprattutto il ritorno del problema inflazione. Le nuove proiezioni della BCE indicano un’inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e ancora del 2,1% nel 2028. Per l’inflazione core, al netto di energia e alimentari, le stime sono rispettivamente del 2,5%, 2,6% e 2,3%. La stessa BCE ritiene quindi che l’inflazione possa rimanere sopra il proprio obiettivo ancora per un periodo prolungato. E per i prossimi mesi lascia aperta una questione fondamentale.

Francoforte non ha indicato un percorso prestabilito dei tassi. Le prossime decisioni verranno prese riunione dopo riunione sulla base dei dati, dell’evoluzione dell’inflazione e dei rischi legati soprattutto allo shock energetico. In altre parole, dopo il rialzo appena deciso, non esiste oggi la certezza che il costo del denaro abbia raggiunto il suo massimo. Ed è proprio mentre cambia nuovamente lo scenario della politica monetaria che dal mercato dei BTP arriva un secondo segnale. Questa volta dai grafici.

BTP Future, sul grafico mensile si accende un Alert

Negli ultimi mesi il quadro grafico del BTP Future aveva progressivamente indicato area 114 come possibile obiettivo del movimento. Il 2 settembre le quotazioni erano arrivate a 114,29 e da quel livello era partita una prima reazione. Quel supporto, però, non ha retto. Negli ultimi giorni 114,29 è stato violato al ribasso e il BTP Future è sceso in area 112,32.

Ma c’è qualcosa di ancora più interessante. Osservando il grafico mensile, è stata violata al ribasso anche la trendline ascendente tracciata a partire dai minimi di settembre 2022. Per chi utilizza l’analisi grafica è un passaggio importante, perché non riguarda soltanto le oscillazioni delle ultime sedute. Viene messa in discussione una struttura tecnica costruita nell’arco di circa quattro anni.

Questo significa che il BTP Future continuerà necessariamente a scendere? No. L’analisi tecnica non offre certezze. Una rottura può essere successivamente recuperata e un segnale può essere negato dal mercato.

Ma se i grafici non rappresentano una certezza, non per questo possiamo ignorare le probabilità che descrivono, soprattutto quando più segnali iniziano a convergere nella stessa direzione. Ed è esattamente ciò che sta accadendo. Prima il raggiungimento di 114,29, poi la rottura di questo livello e contemporaneamente il deterioramento della struttura tecnica di lungo periodo sul grafico mensile.

Per gli analisti grafici, quindi, la situazione si è complicata. Adesso diventano particolarmente importanti due livelli.

Il primo è 114,29. Dopo essere stato violato al ribasso, rappresenta una prima area che il BTP Future dovrebbe recuperare per iniziare a modificare nuovamente il quadro tecnico.

Il secondo si trova più in basso, in area 109,54 (minimo della settimana del 10 giugno 2024), e rappresenta il successivo riferimento grafico qualora la pressione ribassista dovesse continuare. Non significa che il Future debba necessariamente raggiungere 109,54. Significa che, dopo la rottura di 114,29, quello diventa uno dei livelli da osservare nello scenario di prosecuzione della discesa.

E proprio qui il grafico del BTP Future incontra una questione molto concreta: cosa potrebbe accadere adesso ai rendimenti dei BTP?

Un BTP a circa 5 anni rende già vicino al 4%. Ma potrebbe essere soltanto una tappa

Prezzi e rendimenti obbligazionari tendono generalmente a muoversi in direzione opposta. Quando i prezzi dei titoli di Stato scendono, i rendimenti effettivi tendono a salire. Quando i prezzi recuperano, generalmente accade il contrario.

Un caso interessante è rappresentato dal BTP 3,15% novembre 2031. Con un prezzo di riferimento intorno a 96,85, il titolo presenta un rendimento effettivo a scadenza lordo del 3,86% e netto del 3,45%, a fronte di una cedola nominale del 3,15%. La duration modificata è pari a circa 4,58. È una scadenza di circa cinque anni che presenta oggi un compromesso interessante da analizzare tra cedola, rendimento e sensibilità ai movimenti dei tassi.

Ma proprio il comportamento del BTP Future suggerisce di non commettere un errore. Il rischio è considerare il rendimento attuale come un punto di arrivo, quando il grafico del BTP Future lascia aperta la possibilità che possa essere soltanto una tappa. Se il Future continuasse a perdere terreno e i prezzi dei titoli di Stato italiani scendessero ulteriormente, i rendimenti offerti dal mercato potrebbero infatti aumentare ancora.

Naturalmente esiste anche lo scenario opposto. Un recupero significativo del BTP Future e dei prezzi obbligazionari potrebbe determinare una riduzione dei rendimenti. Non sappiamo oggi quale dei due scenari prevarrà. Possiamo però osservare quello che il mercato sta facendo e individuare i livelli che potrebbero aiutarci a comprenderne l’evoluzione.

C’è poi un’altra distinzione fondamentale. Chi detiene un titolo fino alla sua naturale scadenza si trova in una situazione diversa rispetto a chi potrebbe avere necessità di venderlo anticipatamente. Durante la vita del BTP il prezzo continua infatti a oscillare in funzione dei tassi di interesse, dell’inflazione, delle aspettative del mercato e del rischio percepito sull’emittente.

Chi dovesse vendere prima della scadenza sarebbe quindi esposto al prezzo disponibile sul mercato in quel momento. Se nel frattempo i rendimenti fossero aumentati e il prezzo del titolo fosse diminuito, la vendita potrebbe comportare una minusvalenza rispetto al prezzo pagato. Rendimento a scadenza e andamento del prezzo durante la vita del titolo sono quindi due elementi differenti che non andrebbero confusi.

BCE e BTP Future stanno mandando due segnali da leggere insieme

È qui che la decisione della BCE e il comportamento del mercato obbligazionario diventano parti dello stesso scenario. La BCE ha appena aumentato nuovamente i tassi e prevede un’inflazione ancora al 2,5% nel 2027, superiore al proprio obiettivo. Allo stesso tempo non ha indicato un percorso prestabilito per le prossime decisioni.

Il BTP Future, intanto, ha perso 114,29, quota in area 112,32 e ha violato sul grafico mensile la trendline ascendente costruita dai minimi di settembre 2022. Al ribasso, il successivo riferimento tecnico individuato dal grafico si trova in area 109,54.

Nessuno di questi elementi permette di conoscere oggi dove saranno i prezzi dei BTP tra qualche settimana o qualche mese. Ma insieme raccontano qualcosa che il lettore dovrebbe tenere presente: la politica monetaria è tornata più restrittiva proprio mentre la struttura tecnica del mercato obbligazionario si sta deteriorando.

Ed è qui che si crea il paradosso. Più i prezzi dei BTP scendono, più i rendimenti diventano elevati. Ma un rendimento più alto non significa automaticamente che il prezzo non possa scendere ulteriormente.

Ed è proprio qui che cambia la prospettiva con cui leggere il mercato dei BTP. Non basta osservare quanto rende oggi un titolo. Occorre comprendere cosa quel rendimento stia già incorporando nei prezzi: il nuovo scenario su inflazione e tassi è già stato assorbito dal mercato oppure il processo di aggiustamento non è ancora terminato?

Il comportamento del BTP Future, almeno per il momento, suggerisce che questa partita potrebbe non essere ancora conclusa.

L’analisi ha finalità esclusivamente informative e descrive possibili scenari di mercato sulla base dell’andamento dei prezzi. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione personalizzata, invito all’acquisto o alla vendita né sollecitazione all’investimento.

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