L’agricoltura verticale come soluzione per avere più cibo e meno emissioni

Redazione LifeGate

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Impellente la necessità di aumentare la produzione di cibo e ridurre l’impatto ambientale. L’agricoltura verticale permette di risparmiare il 95% di acqua.

L'agricoltura verticale come soluzione per avere più cibo e meno emissioni

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In futuro sarà necessario aumentare la produzione alimentare diminuendone il costo e l’impatto ambientale. L’agricoltura verticale ha questo obiettivo.

Secondo l’Onu, entro il 2050 il mondo avrà bisogno del 60% di cibo in più per sfamare i suoi abitanti. In qualche modo, l’umanità dovrà trovare un modo di aumentare la produzione alimentare globale, ma anche rendere più efficienti settori come l’allevamento e l’agricoltura. Il tutto, ovviamente, diminuendo – se non azzerando – l’impatto ambientale di queste pratiche.

Cos’è l’agricoltura verticale

Se non vi sembra una missione particolarmente facile, è perché non lo è: serviranno nuove tecnologie e innovazioni per riuscire nell’impresa. Una di queste, secondo molti studiosi, è l’agricoltura verticale, quel tipo di coltivazione indoor con cui si fanno crescere piante e ortaggi in serra, una sopra all’altra, usando delle strutture particolari simili a piloni.

A renderla importante per il nostro futuro è la possibilità di consumare meno terreno e usare meno acqua, perché il vertical farming riesce a riutilizzare tutta quella non assorbita dalle piante, in un ciclo continuo. Non sono dettagli da poco: secondo una stima, questo tipo di agricoltura userebbe il 95% di acqua in meno di quella tradizionale, un dato incredibile specie alla luce della siccità che sta colpendo l’Italia e buona parte del mondo. La coltivazione indoor, inoltre, permette di replicare le condizioni ideali per frutta e ortaggi lungo tutto l’anno, aumentandone la produzione, ad esempio con luci artificiali di nuova generazione in grado di diminuire del 40% l’energia consumata.

La ricerca in questo campo è appena cominciata: per ora l’obiettivo principale è quello di abbassare i prezzi – e la varietà – dei prodotti coltivati, in modo da renderli competitivi nel mercato. Ma è questione di tempo, perché gli investimenti nel settore stanno aumentando, come dimostra il caso dell’italiana Planet farms, su cui ha recentemente puntato Renzo Rosso.

L’obiettivo per il futuro è garantire una fornitura continua di verdura e fibre vegetali per il cibo “plant based”, utilizzando fattorie piccole e verticali. Queste realtà si stanno infatti sviluppando a pochi passi dai principali centri urbani del mondo, posizionandosi vicine a mercati enormi e in continua espansione, che possono servire velocemente. Del resto, la maggior parte delle persone vive nelle grandi città, e in futuro questa percentuale non farà che aumentare: è proprio qui che bisogna agire.

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