Split payment, ufficiale l’abolizione per i professionisti

Split payment: l’abolizione per i professionisti è stata approvata in via ufficiale con il Decreto Dignità ed è la vera importante novità fiscale per i titolari di partita IVA.

Split payment, ufficiale l'abolizione per i professionisti

Split payment, abolizione ufficiale per i professionisiti grazie all’approvazione del Decreto Dignità.

Nel testo del provvedimento contenente novità in materia di lavoro e di fisco trova conferma uno degli annunci del Ministro del Lavoro e del Mise Luigi Di Maio.

In un incontro svoltosi il 25 giugno 2018 con il presidente di Confprofessioni Gaetano Sella, il leader del M5S aveva annunciato l’abolizione dello split payment per i liberi professionisti, soltanto la prima delle categorie interessate all’eliminazione dell’adempimento.

Al contrario, nonostante gli annunci e le richieste, non vi è stata l’abolizione del redditometro e dello spesometro e i contribuenti titolari di partita IVA dovranno accontentarsi, a dire il vero, davvero di poche briciole.

Abolizione split payment per i professionisti: ecco cosa prevede il Decreto Dignità

Siamo pronti ad abolire lo split payment, partendo dai liberi professionisti. Stiamo lavorando per inserire il provvedimento nel primo decreto legge sulle semplificazioni.

A dichiararlo era stato Luigi Di Maio che, con l’approvazione del Decreto Dignità, conferma la promessa.

Il testo del decreto prevede, nello specifico, che le disposizioni in materia di IVA e scissione dei pagamenti previste dall’articolo 17-ter, comma 1, del d.p.R 26 ottobre 1972, n.633, non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

I professionisti sono stati la categoria più penalizzata dall’obbligo di split payment perché sui loro compensi è già prevista l’applicazione della ritenuta Irpef alla fonte del 20%.

Il meccanismo, introdotto con il fine di incrementare le entrate IVA per lo Stato e combattere l’evasione fiscale, incide negativamente sull’economia del settore.

L’abolizione dello split payment per i liberi professionisti è il primo passo verso la semplificazione fiscale che il nuovo Governo intende perseguire ed è a dire il vero l’unica misura promessa che ha trovato reale conferma nel Decreto Dignità.

Split payment, spesometro, redditometro: tutte le novità mancate del DL Dignità

Accanto all’abolizione dello split payment, Di Maio aveva annunciato (già dai tempi della campagna elettorale) che tra i primi provvedimenti del Governo vi sarebbero stati la cancellazione dello spesometro e del redditometro.

Il DL approvato il 2 luglio 2018, tuttavia, non introduce novità di rilievo e siamo ben lontani dall’abolizione dei due strumenti di contrasto all’evasione.

In particolare, in merito allo spesometro, abbiamo assistito ad una vera e propria beffa ai danni di imprese e professionisti in quanto il Decreto si limita a prorogare una scadenza già, di fatto, “prorogata”.

La scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute nel terzo trimestre viene fissata al 28 febbraio 2019. L’invio telematico dello spesometro in sostanza non subirà modifiche ed è importante sottolineare come, sulla base di quanto attualmente previsto, ancor prima del Decreto Dignità era prevista la possibilità di inviare lo spesometro del terzo trimestre 2018 entro il 28 febbraio 2019, optando quindi per l’invio semestrale.

Il decreto legge in oggetto, sembra incredibile ma è così, non fa altro che statuire una situazione già prevista...

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