Wall Street registra una chiusura in picchiata, per il Nasdaq (a -4,43%) il peggior calo dall’estate 2011. Male il settore tecnologico
Pagina nera quella di oggi per Wall Street, il forte calo registrato in chiusura ha cancellato i guadagni di tutto il 2018.
A soffrire è soprattutto il settore tecnologico, con il Nasdaq Composite che ha perso il 4,43% a 7.108,40 punti: il peggior calo giornaliero registrato dal mese di agosto 2011. Netflix è crollato di oltre il 9%. Il Dow Jones è sceso di oltre 600 punti, un calo del 2,4%. L’S&P500 invece ha perso oltre il 3%.
Crollo Wall Street, preoccupazioni agitano il mercato statunitense
Negli ultimi giorni sono state numerose le motivazioni che hanno scosso Wall Street: dall’aumento dei tassi di interesse alla crescente regolamentazione sulla privacy che sta interessando i colossi della tecnologia, dopo lo scandalo dei dati personali diffusi da Facebook, fino all’intensificarsi della guerra commerciale con la Cina.
A questo si aggiungono le tensioni delle ultime ore alimentate dai pacchi bomba recapitati a esponenti democratici: Clinton, Barack Obama e alla Cnn, o ancora il caso del giornalista saudita Jamal Khashoggi che rischia di rovinare i rapporti con Turchia e Arabia Saudita. Tali episodi hanno tutti contribuito ad agitare gli animi.
Non fanno bene ai mercati neanche le dichiarazioni di Donald Trump che continua ad accusare la Fed e il suo presidente Jerome Powell di rovinare l’economia del Paese. Secondo gli analisti, questo atteggiamento potrebbe portare la Banca centrale ad alzare ulteriormente i tassi d’interesse a dimostrazione della propria autonomia.
Intanto, i titoli tecnologici ne hanno risentito: le azioni di Facebook sono calate del 4%. Amazon ha perso il 5%. Anche Apple, multata dall’Antitrust, ha registrato un calo di circa il 3%.
Stessa sorte per Google, che ha dovuto affrontare i problemi di privacy che hanno danneggiato Facebook, in particolare in relazione al suo canale YouTube.
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