Il vaccino acquistato dall’UE non basta: l’allarme di BioNTech

Antonio Cosenza

2 Gennaio 2021 - 12:31

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Ugur Sahin, amministratore delegato della BioNTech, è preoccupato per il ritardo accumulato da alcuni candidati ai vaccini. Al momento le dosi acquistate dall’Unione Europea non sono sufficienti.

Il vaccino acquistato dall'UE non basta: l'allarme di BioNTech

Vaccino per il Covid: se l’inizio della campagna vaccinazioni in Italia e in Europa poteva far sperare per l’uscita dalla situazione di emergenza, le ultime dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato della BioNTech - l’azienda tedesca che insieme alla Pfizer ha realizzato l’unico vaccino che al momento ha ottenuto l’autorizzazione dell’UE - gettano nuove ombre sul futuro.

Questo perché dimostrano che sul fronte vaccino siamo più indietro di quanto pensassimo in quanto le sole dosi prodotte da Pfizer e BioNTech non sono sufficienti per contrastare in tempi rapidi la pandemia.

Nel dettaglio, Ugur Sahin - amministratore delegato dall’azienda tedesca - ha lanciato l’allarme al Der Spiegel riguardo al fatto che il solo vaccino da loro realizzato non sarà sufficiente per arrivare all’immunità di gregge in tempi brevi.

Fornire all’Unione Europea le dosi acquistate in tempi rapidi non sarà semplice; a tal proposito Sahin si è detto dubbioso riguardo all’ottimismo mostrato dall’UE in fase di trattativa, in quanto al momento gli altri candidati al vaccino hanno accumulato diversi ritardi.

Vaccino Covid: l’allarme lanciato dalla BioNTech

I più ottimisti dovranno ricredersi: “al momento la situazione” - sul fronte vaccino - “non è buona”. Lo ha dichiarato al Der Spiegel Ugur Sahin, amministratore delegato della BioNTech, il quale ha spiegato che al momento si sta venendo a creare un buco in quanto mancano altri vaccini che possano affiancarsi a quello realizzato dall’azienda tedesca.

Il buco che si è venuto a creare deve essere coperto da BioNTech la quale sta facendo il possibile per aumentare la produzione, tanto da stringere un accordo con cinque case farmaceutiche (e sono in corso trattative con altre).

A preoccupare Sahin sono i ritardi accumulati sulla tabella di marcia da alcuni candidati vaccini. Ritardi che l’Unione Europea sembra non avesse preventivato: come spiegato dall’amministratore della BioNTech, infatti, al momento gli ordini fatti dall’UE per il vaccino Pfizer “sono insufficienti”, ma la poca richiesta è stata motivata dal fatto che da Bruxelles erano convinti che in tempi brevi sarebbero arrivate molte altre aziende con i loro vaccini, così da avere rapidamente “un insieme di fornitori diversi tra cui scegliere”.

Un piano che secondo Sahin “ha senso” ma tuttavia non prendeva in considerazione che le aziende che non hanno ancora completato la fase di sperimentazione potessero bloccarsi arrivate ad un certo punto.

BioNTech ci sta provando ad accelerare la produzione ed è anche per questo che a febbraio verrà inaugurato un nuovo centro di produzione nella città tedesca di Marburg, con il quale sarà possibile produrre altre 250 milioni di dosi entro la prima metà del 2021.

Ma la speranza di tutti è che presto sul mercato arrivino anche altri vaccini, così da avere nell’immediato più dosi a disposizione di cui disporre.

Vaccini: quali altri sono in dirittura d’arrivo?

Ancora pochi giorni, in realtà, e sul mercato europeo potrebbe arrivare un secondo vaccino oltre a quello realizzato dalla Pfizer BioNTech: si tratta di quello di Moderna, il quale dovrebbe ottenere l’approvazione nella giornata del 6 gennaio.

Una buona notizia, ma preoccupano i ritardi accumulati dagli altri candidati ai vaccini. In particolare, a preoccupare Sahin sembrano essere i vaccini sui quali stanno lavorando Oxford Astrazeneca e Sanofi Gsk, i quali sono più indietro.

L’EMA, infatti, sta tardando nel concedere il via libera: per quanto riguarda il vaccino Oxford Astrazeneca il problema sembra dipendere da alcuni errori metodologici commessi nella prima sperimentazione, mentre Sanofi ha annunciato uno slittamento in quanto il vaccino si è rivelato meno efficace negli anziani.

I ritardi di questi due “congelano” 80 milioni di dosi per l’Italia (ossia quelle che erano state opzionate), ma perlomeno con il via libera di Moderna il nostro Paese potrà contare - come spiegato da Franco Locatelli - su altre 10 milioni e 600 mila dosi di vaccino arrivando così a 62 milioni di dosi a disposizione.

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