Trump all’attacco: la Fed è impazzita

Sotto accusa la decisione della Fed di alzare i tassi di interessi, secondo Trump la politica della Banca centrale avrebbe causato il tonfo di Wall Street

Trump all'attacco: la Fed è impazzita

Donald Trump si scaglia contro la Federal Reserve e sbotta davanti ai giornalisti: “la Fed è impazzita, sta commettendo errori”. Concetto ribadito poi in un’intervista alla Cnbc:

“La Fed sta andando alla deriva. Non so quale sia il loro problema, ma l’aumento dei tassi è ridicolo”,

ha detto.

La decisione della Banca Centrale americana di alzare troppo, e troppo in fretta, i tassi di interesse non è piaciuta al presidente USA, infuriato dopo il crollo di Wall Street. Si tratta della pagina più nera registrata dalla Borsa americana negli ultimi 8 mesi.

Le accuse del presidente

Donald Trump accusa l’Istituto di credito di aver causato la caduta degli indici con l’attuazione di una politica che definisce ‘troppo severa’. I tassi ora sono attestati tra il 2 e il 2,25%. Ma la Banca centrale, che ha già aumentato tali valori tre volte dall’inizio dell’anno, prevede un ulteriore rialzo per il prossimo mese di dicembre.

Non è la prima volta che Trump si scontra con i vertici della Banca: già nei mesi scorsi era più volte accaduto; il Tycoon, contro ogni regola dettata dal Galateo istituzionale, aveva interferito con le decisioni della Fed, commentandole negativamente e mettendo a rischio l’indipendenza dell’Istituto.

Eppure l’attuale presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, è stato proprio lui a volerlo al vertice. Intanto, dalla Casa Bianca più volte hanno dovuto correggere il tiro:

“Noi, in quanto amministrazione, appoggiamo assolutamente l’indipendenza della Fed,”

aveva commentato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin lo scorso luglio ed era stato lo stesso Trump lo scorso mercoledì a dire che non si sarebbe più intromesso.

Giornata nera per Wall Street

Secondo alcuni analisti questo “giovedì nero” per le azioni e bond, che da febbraio scorso non registravano un calo così forte, sarebbe frutto non dell’aumento dei tassi di interesse, ma dell’ondata di vendite su titoli tecnologici: Netflix ha perso l’8,38%; meno 6,15% per Amazon, un calo del 4,6% per Apple e Google, meno 8,4% per Twitter.

A preoccupare gli investitori sarebbe anche la flessione dei rendimenti sui titoli di Stato Usa e l’impatto della guerra dei dazi con Pechino, che rischia un’escalation nelle prossime settimane. Le aziende hi-tec sono infatti sono quelle che più risentono delle misure protezionistiche volute da Trump.

Elezioni Mid Term

Le turbolenze che stanno interessando Wall Street rischiano di indebolire il presidente Trump che si prepara alle elezioni di medio termine, previste per il 6 novembre prossimo. Pertanto, c’è particolare attesa per l’apertura odierna. Il calo registrato nelle scorse ore era sì atteso, ma non in queste dimensioni. Trump ora teme una ripercussione sulla propria rielezione.

Il Dow Jones - lo ricordiamo - ha perso il 3,10%; il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, il 4,08%; lo S&P il 3,27%. L’ondata negativa di Wall street ha persino contagiato l’Asia dove la Borsa di Tokyo ha chiuso con un sonoro tonfo. Anche l’europa, però, non è stata esentata dal sell off azionario.

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