Piazza Affari: lo spread sotto 400 punti base non fa paura

L’indice FTSE Mib si scrolla di dosso le tensioni mentre Tria vola in Lussemburgo per un confronto con i Ministri delle finanze europei. Un trader commenta: con spread sotto 400 punti Cet1 delle banche non a rischio

Piazza Affari: lo spread sotto 400 punti base non fa paura

Piazza Affari parte bene questa mattina e tenta di scrollarsi di dosso le tensioni che venerdì scorso hanno azzoppato le performance dell’indice e dei titoli del paniere. La ripartenza odierna è favorita dal rialzo dei titoli petroliferi con Tenaris e Saipem in testa, ma lo stato di allerta sui titoli bancari quotati rimane alto.

In questo quadro, mentre oggi il Ministro dell’Economia e delle finanze Giovanni Tria si confronterà in Lussemburgo con gli altri ministri finanziari dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, il rendimento del BTP a dieci anni si porta sui massimi delle ultime quattro settimane, a 3,22%, da 3,15% di venerdì. Lo spread con il Bund di pari scadenza si allarga a 273 punti base (+7 punti base). Si indebolisce anche il biennale, a 1,12%, da 0,99% della chiusura precedente.

“L’allargamento dello spread BTP /Bund avutosi a chiusura di trimestre è un elemento negativo che però non mette a rischio la posizione delle banche con impatti stimati nell’ordine di 10 punti base a livello di Cet1 ratio (indice di solidità patrimoniale)”, ha commentato un trader interpellato da Money.it, che aggiunge “vediamo criticità per il settore nel caso in cui lo spread dovesse andare stabilmente in area 400 punti base. Preferiamo banche di grandi dimensioni rispetto a quelle meno capitalizzate”.

Maggior reticenza, invece, per Pietro Di Lorenzo, organizzatore di Investing Roma di cui Money.it sarà media partner nell’edizione del 5 ottobre prossimo: “La Long black candle disegnata venerdì dal FTSE Mib ha annullato nel giro di poche ore buona parte del rialzo faticosamente raggranellato nel corso del mese. Considerando il tono sprezzante verso i mercati di voci autorevoli del governo e soprattutto i massicci ordini di vendita visti nell’asta di chiusura di venerdì in particolare su alcuni titoli bancari (Banco BPM, Intesa Sanpaolo e altri) non è escluso che l’ondata di panic selling sia esaurita. Possibile che gli acquirenti tentino una reazione sull’eventuale test del supporto in area 20.300 punti”.

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