Pensioni PA e part time: staffetta generazionale al via ma i contributi resteranno a carico degli statali

Simone Casavecchia

30 Aprile 2015 - 08:55

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Prosegue la discussione della Delega sulla Pubblica Amministrazione con l’approvazione della staffetta generazionale in versione soft: sarà possibile il part time nella PA prima della pensione ma gli statali dovranno pagarsi i contributi da soli.

Mentre a Montecitorio si consumava la prima votazione dell’Italicum, una più composta aula del Senato è stata impegnata ieri nella votazione di alcuni importanti emendamenti al disegno di legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione.

Il più più importante provvedimento approvato ieri è quello relativo alle pensioni e ai prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione e all’attuazione del part time prima della pensione al fine di favorire la cosiddetta staffetta generazionale.

Come avevamo già anticipato qualche giorno fa, il provvedimento contenuto in un emendamento presentato dal Senatore Hans Berger, del Gruppo per le Autonomie (GAL), introduce la cosiddetta staffetta generazionale «soft», ossia un meccanismo in cui molte delle responsabilità ricadranno sui cittadini e non sul legislatore.

E’ opportuno ricordare che, anche se il disegno di legge delega dovrà tornare alla Camera per la seconda votazione, dopo i voti sugli ultimi articoli che si terranno oggi al Senato, le modifiche votate ieri hanno valenza pressoché definitiva, dal momento che il secondo voto della Camera ha carattere tendenialmente confermativo. Ecco quali sono le principali misure introdotte nella riforma della pubblica amministrazione.

Prepensionamento nella pubblica amministrazione e part time
In base all’emendamento approvato ieri, al fine di favorire il ricambio generazionale, le pubbliche amministrazioni e gli altri enti pubblici potranno proporre ai dipendenti statali prossimi alla pensione di trasformare il loro rapporto di lavoro a tempo pieno in un part time, con uno stipendio ridotto.
I lavoratori prossimi alla pensione avranno comunque sempre l’ultima parola, spetterà quindi a loro decidere se accettare o meno la proposta di part time: accettando tale proposta consentiranno di liberare nuovi posti di lavoro e agevoleranno, quindi, il processo di assunzione di nuovi dipendenti, più giovani, pur dovendo accettare una riduzione dello stipendio, commisurata, appunto, alla riduzione del numero di ore di lavoro.

Pensioni e contributi previdenziali
Il provvedimento votato ieri dal Senato, nell’ambito dell’approvazione del disegno di legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione, è stato anche denominato staffetta generazionale a costo zero o staffetta generazionale soft, dal momento che la principale novità, correlata all’ipotesi di part time per il prepensionamento, riguarda i contributi previdenziali.
I dipendenti statali prossimi alla pensione, che avranno deciso volontariamente per il part time e il conseguente taglio dello stipendio, dovranno, infatti, continuare a versare per intero i contributi previdenziali se non vorranno avere ripercussioni negative sul proprio montante contributivo e, quindi, sull’importo della loro pensione.
Ciò significa che metà dei contributi (quella per il lavoro diventato part time) resterà a carico dello Stato ma che l’altra metà dei contributi dovranno essere versati dal lavoratore che ha optato per il part time in vista della pensione.
Lo Stato, quindi, non metterà un euro per questa staffetta generazionale, dal momento che, come recita il testo approvato, le risorse economiche risparmiate sulle retribuzioni andranno a finanziare nuove immissioni in ruolo, anche se senza

«nuovi o maggiori oneri a carico degli enti previdenziali e delle amministrazioni pubbliche»

Proprio questa clausola di neutralità finanziaria che ha permesso di ottenere il via libera della Commissione Bilancio, dal momento che scompare dal testo della legge delega ogni riferimento al versamento (della totalità) dei contributi previdenziali da parte delle amministrazioni statali, ridefinisce pesantemente l’impianto del disegno di legge riguardo alle pensioni nella pubblica amministrazione ed è stata oggetto di forti critiche non solo da parte delle opposizione ma anche da parte di alcuni membri della maggioranza.
E’ stato notato, infatti, dalla senatrice Maria Grazia Gatti (PD) che

«per realizzare un effettivo ricambio generazionale è necessario che lo stato ci metta qualcosa in termini di contribuzione previdenziale, altrimenti si tratta di un semplice part time, per di più poco vantaggioso per il lavoratore»

La staffetta generazionale, condizionata dall’accettazione di un part time da parte dei dipendenti più anziani che saranno costretti a pagarsi anche una parte dei contributi, resterà quindi, con ogni probabilità, l’ennesimo provvedimento azzoppato e reso nullo.

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