Bail in, pericolo scampato? Ecco il nuovo piano salva-banche

Approvato dal Governo il nuovo piano salva-banche: con 3,6 miliardi in salvo Banca Marche, Banca dell’Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti. Nessun bail in: cosa vuol dire per correntisti, azionisti ed obbligazionisti?

Via libera del Governo per il nuovo decreto legge salva-banche, il Consiglio dei Ministri si è riunito in via straordinaria nel pomeriggio di domenica per approvare il piano da 3,6 miliardi di euro con il quale saranno messe in sicurezza le quattro medio-piccole banche italiane che da mesi erano commissariate e si muovevano verso un destino carico di incertezze.

Le banche che beneficeranno del piano di salvataggio saranno quattro: Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti. Stavolta il bail out avverrà secondo i nuovi regolamenti sulle crisi bancarie e per questo i conti pubblici italiani dovrebbero essere al riparo, ecco perché.

Salvataggi bancari, un procedimento tutto nuovo

La crisi delle quattro banche sarà gestita con l’intervento della nuova Autorità di risoluzione, costituita dalla Banca d’Italia secondo quanto dettato dal regolamento UE/2014/806. Questo prevede che per i salvataggi bancari non sarà più necessario denaro pubblico, ma sarà impiegato il Fondo di risoluzione nazionale, formato grazie al contributo delle banche sane italiane.

No al bail in, correntisti e investitori al sicuro: via libera dall’UE

Secondo quanto approvato dal Consiglio dei Ministri il piano non prevede il cosiddetto bail-in, ossia il salvataggio messo in opera con l’utilizzo di soldi privati provenienti dai correntisti con conti superiori ai 100 mila euro o dai fondi di azionisti e obbligazionisti degli istituti in difficoltà. Inoltre il Governo ha voluto sottolineare che il decreto legge approvato

“consente di dare continuità all’attività creditizia e ai rapporti di lavoro, tutelando pienamente i correntisti [...] Non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione”

Questo ha fatto sì che le resistenze in seno alle istituzioni europee si smorzassero e la stessa Unione Europea ha dato il via libera al Governo italiano. Secondo il commissario UE Margrethe Verstager, il piano

“riduce al minimo l’uso dei fondi pubblici e le distorsioni della concorrenza”.

Un’operazione da 3,6 miliardi

Il fondo di risoluzione erogherà 3,6 miliardi di euro per capitalizzare le quattro banche in crisi e il sistema bancario si farà così carico di tutti i costi dell’operazione. La somma potrà rientrare nei prossimi mesi tramite il recupero dei crediti o la cessione delle banche salvate o di parte dei loro asset. Adesso l’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia supervisionerà l’operazione e per le quattro banche salvate saranno designati nuovi amministratori.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.