Johnson & Johnson fa il pieno di utili nel secondo trimestre

Pierandrea Ferrari

Commenta

Focus sui conti della casa farmaceutica USA Johnson&Johnson, produttrice dell’unico vaccino monodose anti-Covid.

Johnson & Johnson fa il pieno di utili nel secondo trimestre

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

La multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson, produttrice di uno dei quattro vaccini approvati in Italia dall’Aifa, ha svelato oggi i conti relativi al trimestre aprile-giugno. Numeri in crescita e oltre le aspettative degli analisti in tutte le voci, ma un nuovo studio getta ombre sull’efficacia del vaccino monodose statunitense nel contrasto alle varianti Delta e Lambda.

Johnson & Johnson fa il pieno di utili nel secondo trimestre

Nel dettaglio, Johnson & Johnson ha riportato un fatturato di 23,3 miliardi di dollari, +27,1% sullo stesso periodo dello scorso anno e oltre le attese degli analisti di 22,4 miliardi. L’utile netto, invece, ha registrato un aumento del 73,1% a 6,2 miliardi, mentre l’utile per azione - escluse le poste straordinarie - è salito fino a 2,48 dollari, +48,5% sul Q2 2020 e oltre il consensus di 2,29 dollari.

Per quanto riguarda le vendite, invece, il colosso farmaceutico ha comunicato che i volumi negli Stati Uniti sono cresciuti del 24,9% a 11,9 miliardi, mentre a livello internazionale è stato registrato un balzo del 29,5% a 11,3 miliardi. Sul fronte merci le vendite nel consumer health si sono attestate a quota 3,7 miliardi, +13,3%, nel ramo farmaceutico a 12,5 miliardi, +17,2%, e delle apparecchiature mediche a 6,9 miliardi, +62,7%.

Ombre sul vaccino Johnson & Johnson

Archiviato il trimestre, ora Johnson & Johnson si ritrova a fare i conti con i risultati di uno studio in pre-print che ha rilevato una efficacia insufficiente del vaccino monodose statunitense contro le varianti più diffuse tra le due sponde dell’Atlantico, le mutazioni Delta e Lambda. Lo studio è stato condotto in laboratorio su campioni di sangue e attende ancora la revisione dei pari, ma se quanto emerso dovesse essere confermato i vaccinati con il siero Johnson & Johnson - suggeriscono gli autori - dovrebbero essere sottoposti ad una seconda iniezione con vaccino a mRNA, e cioè Pfizer o Moderna.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su