Italia, crisi sfiducia penalizza Piazza Affari: tensione su BTP stronca le banche

Torna l’alert spread sull’Italia: non solo Bund, si allargano i differenziali anche verso la Spagna. Banche le più penalizzate da questo contesto

Italia, crisi sfiducia penalizza Piazza Affari: tensione su BTP stronca le banche

L’autunno e le scadenze della legge di Bilancio 2019 si avvicinano e con l’avanzare dei giorni si intensificano le tensioni sul mercato italiano. Il rendimento del Btp decennale questa mattina ha toccato quota 3,20%, un livello che non vedeva dal maggio 2014. Allo stesso tempo lo spread BTP-Bund ha violato la soglia dei 280 punti base portandosi sui massimi degli ultimi cinque anni.

In questo contesto di forte avversione verso l’Italia si allargano anche i differenziali di rendimento nei confronti di Paesi i cui fondamentali non sono solidi come quelli della Germania.

Lo spread fra Btp e Bonos spagnoli ha toccato quota 177 punti base, un’ampiezza così non si vedeva dal 2012. Nel giugno 2016 il differenziale tra Roma e Madrid sulla parte decennale della curva era pari a zero.

Ieri il Ministro dell’Economia italiano Giovanni Tria, in missione diplomatica in Cina, si è affrettato a stemperare le tensioni ed ha detto di non vedere un problema di «sfiducia sull’Italia».

«Non abbiamo un problema di compratori» ha precisato il Ministro in un’intervista a China Radio, «gli investitori cinesi valuteranno se acquistare i titoli italiani, esattamente come gli investitori di altri paesi o italiani. Fino a oggi chi lo ha fatto non si è pentito e sono fiducioso che il giudizio positivo sulla stabilità finanziaria dell’Italia si rafforzerà nel momento in cui si concretizzerà la politica di bilancio del governo italiano» (clicca qui per approfondire il tema).

Piazza Affari soffre: perdono le banche che puntano sui BTP

Con il mercato obbligazionario sotto scacco anche le performance di Piazza Affari vengono contaminate dal segno meno. L’indice FTSE Mib, tipicamente a trazione bancaria, perde progressivamente tono i titoli dei principali istituti creditizi.

Nella giornata odierna soffrono in particolar modo UBI Banca e Unicredit, entrambe con una variazione negativa che ha toccato anche i 3 punti percentuali. In rosso anche gli altri istituti: Intesa Sanpaolo, Banco BPM e BPER Banca cedono circa un punto e mezzo.

Tutte le banche menzionate, giova ricordarlo, sono fra i principali detentori di titoli di Stato italiani. A tal proposito, secondo i dati preliminari forniti dalla Bce, a luglio il portafoglio titoli posseduto dagli istituti creditizi residenti nel Belpaese è salito sino alla cifra record di 383,544 miliardi di euro (380,481 miliardi di euro a giugno), massimi dal maggio del 2017. Si è trattato inoltre del settimo aumento consecutivo su base mensile.

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