I tagli fiscali di Trump stanno migliorando l’economia USA?

Quanto hanno influito davvero le tassazioni più basse introdotte dalla riforma fiscale di Donald Trump e come sono cambiati gli atteggiamenti d’acquisto degli americani?

I tagli fiscali di Trump stanno migliorando l'economia USA?

I tagli fiscali in arrivo dalla riforma Trump hanno portato a una crescita dei salari americani quest’anno. La domanda che ora incombe sull’economia degli Stati Uniti è se i cittadini stanno investendo quei soldi in più per risparmiare e pagare debiti, o se li stanno utilizzando per fare più acquisti.

I dati sulle vendite al dettaglio di marzo in arrivo dal Dipartimento del commercio nella giornata di oggi aiuteranno a dare una risposta più precisa e attuale. Intanto gli economisti scommettono sul fatto che i consumatori stiano finalmente aprendo un po’ di più i loro portafogli, grazie in parte all’aumento degli importi delle buste paga e ai rimborsi fiscali del 2017 concessi dallo Zio Sam.

In attesa dei numeri ufficiali di marzo, la previsione media degli analisti vede le vendite in aumento dello 0,4% rispetto a febbraio. In questo modo si interromperebbe la serie di tre flessioni che è stata la più lunga dal 2015, causata principalmente dai postumi di una spesa alimentata dal debito, dopo il trionfo delle spese nel quarto trimestre del 2017.

James Knightley, chief economist di ING, ha scritto in una nota che l’economia statunitense continua a creare posti di lavoro in quantità significative, e le riduzioni delle tasse stanno portando più soldi nelle tasche delle famiglie. La previsione è che il flusso di cassa avrà la meglio per il momento, implicando una prospettiva positiva per la spesa dei consumatori.

Un rimbalzo delle vendite al dettaglio significherebbe che i tagli fiscali del presidente Donald Trump stanno contribuendo a stimolare la crescita, in un’economia che dipende in gran parte dalla spesa dei consumatori. Trump e il Congresso guidato dai Repubblicani hanno anche tagliato le tasse sulle società, una mossa in parte mirata all’aumento dei salari, che devono ancora crescere in maniera significativa.

Gli americani avevano frenato le spese nei tre mesi precedenti, deludendo gli osservatori di mercato e concludendo un primo trimestre relativamente debole per quel che riguarda la spesa dei consumatori. Le vendite al dettaglio di gennaio avevano fatto registrare un calo dello 0,3% rispetto a dicembre, quando erano rimaste ferme, mentre le attese degli analisti erano per un aumento dello 0,2%.
Questo ha tenuto a bada le previsioni di crescita dell’economia, con gli analisti che prevedono un aumento del PIL a un ritmo annuo del 2,2% nel periodo gennaio-marzo, in calo rispetto al 2,9% nel trimestre precedente.

Le vendite di auto maggiori del previsto a marzo, secondo i dati di settore arrivati all’inizio di aprile, hanno dato una spinta alle vendite complessive al dettaglio: gli acquisti di automobili e veicoli leggeri sono saliti a quota 17,4 milioni di dollari a marzo, il mese migliore di questo 2018.

I tagli alle tasse hanno probabilmente sostenuto la spesa durante lo scorso mese, dato che l’umore dei consumatori è salito al livello più alto dal 2004. Mentre le assunzioni sono diminuite rispetto a febbraio, i salari sono aumentati e il tasso di disoccupazione è rimasto ai minimi dal 2000.

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