I Brics si alleano contro Bretton Woods, un accordo storico che rovescerà la finanza mondiale

I Brics firmano un accordo volto a rovesciare l’attuale assetto finanziario internazionale. Nascono la NDB e il CRA, «alternative emergenti» al FMI e alla Banca Mondiale. Ecco in cosa consiste l’intesa che potrebbe modificare la Finanza mondiale

Ve li ricordate i BRICS? E’ da un po’ di tempo che in Italia non si parla di loro. Sottovalutati da tutti e riuniti dentro la definizione di «Paesi emergenti», nel corso degli anni ne hanno fatta di strada e oggi puntano a sovvertire l’assetto della Finanza Mondiale nato ai tempi di Bretton Woods. Ma forse è meglio andare con ordine.

BRICS: cosa sono?
Era il 2001 l’anno in cui l’economista Jim O’Neill, presidente della Goldman Sachs Asset Management, nell’ambito della sua teoria sul rilievo economico, coniò l’acronimo BRIC riferendosi a Brasile, Russia, India e Cina, quattro Nazioni la cui economia aveva cominciato a crescere di anno in anno e che secondo lui, nel corso del tempo, si sarebbero trasformate in importanti realtà finanziarie internazionali.

Qualche anno più tardi al quartetto si sarebbe aggiunto anche il Sudafrica e il famoso acronimo avrebbe acquisito la S finale, divenendo BRICS.

I BRICS e l’accordo di Fortaleza
Fino ad oggi, i BRICS rappresentavano cinque Paesi accomunati da una parallela crescita economica, ma totalmente slegati tra loro. Ognuno aveva le proprie caratteristiche, ognuno seguiva la propria strada senza incrociare quella degli altri. Nel luglio del 2015 però, le cose sono cambiate e adesso Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica mirano a diventare una realtà unitaria, forte basata su un’intesa politica che potrebbe cambiare l’assetto della finanza mondiale.

Il 15-16 luglio infatti, a Fortaleza (Brasile) si è tenuto un summit dei leader di queste Nazioni, nel corso del quale è stata siglata uno storico accordo volto a modificare il sistema finanziario nato ai tempi di Bretton Woods (1944). Un patto che potrebbe comportare il superamento della finanza immaginata da Keynes, ma che soprattutto potrebbe far vacillare l’antica supremazia americana.

Da Bretton Woods a Fortaleza
Nel luglio 1944, nell’ormai celeberrima cittadina del New Hampshire fu firmato un accordo grazie al quale nacquero due delle istituzioni guida del sistema finanziario mondiae: il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale. Ma in quel frangente nacquero anche le basi che avrebbero portato l’America a diventare la prima potenza economica mondiale e il dollaro la valuta di riferimento a livello globale.

Nel corso del summit di Fortaleza i BRICS hanno deciso di siglare un’intesa politica fondata su principi e assetti ben diversi da quelli attuali. I 5 Paesi avranno gli stessi diritti, gli stessi poteri e soprattutto lo stesso peso economico. A guidare il loro operato ci saranno due nuove istituzioni create ad hoc: la New Development Bank (NDB) e il Contingency Reserve Arrangement (CRA). Entrambe le entità verranno gestite a turno dai vari Paesi, un anno per uno.

L’accordo mira anche a ridefinire il peso che queste Nazioni hanno all’interno del sistema economico internazionale. Oggi i BRICS rappresentano un quarto dell’economia mondiale. A spiccare è soprattutto l’economia cinese che quest’anno dovrebbe addirittura superare il primato americano. Oggi però, la crescita dei cinque Paesi sembra non essere riconosciuta a livello mondiale. All’interno del Fondo Monetario infatti, i BRICS continuano ad avere solo il 10,3% dei voti. La Cina, per fare l’esempio più eclatante, ha un potere inferiore a quello posseduto dai Paesi del Benelux.

Il nuovo assetto nato da Fortaleza ha dunque lo scopo di creare un sistema finanziario in cui a rivaleggiare con Washington ci sarà Shanghai. Le nuove istituzioni create a luglio infatti, avranno sede nella capitale cinese, rendendo de facto XI Jinping il leader di un nuovo blocco finanziario che avrà un enorme potere in Asia, in Africa e in Sudamerica.

I BRICS tra NDB e CRA
Brasile, India e Sudafrica in particolare, grazie alla NDB riusciranno ad accedere a prestiti miliardari che serviranno a finanziare la costruzione di infrastrutture. Le istituzioni nate a Fortaleza rappresenteranno de facto un’alternativa ai diktat imposti da Banca Mondiale e FMI e consentiranno ai BRICS di svilupparsi in base alle loro specifiche esigenze.

La New Development Bank avrà a disposizione un capitale iniziale pari a 50 miliardi di dollari, mentre il Contingency Reserve Arrangement metterà insieme le riserve valutarie dei cinque (41 miliardi la Cina, cinque il Sudafrica e diciotto ciascuno per India, Russia e Brasile), utilizzandole in caso di necessità.

Per il primo anno a presiedere la NDB ci sarà un rappresentante indiano, mentre il CRA sarà guidato da un brasiliano. Alla Russia sarà assegnata invece la carica di presidente del board of governors.

Ad oggi, non c’è alcuna certezza su come funzionerà questo nuovo accordo politico economico. Alta è la probabilità che il superamento di Bretton Woods porti a un sistema finanziario bipolare guidato da USA da un lato e Cina dall’altro. Ciò che è certo invece, è che l’intesa siglata a luglio ha sicuramente un valore storico importantissimo che potrebbe nel corso dei decenni ridefinire e modificare ciò che siamo oggi.

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