Grecia: l’Eurogruppo dice no all’estensione del piano di salvataggio

L’Europa si prepara al piano B; niente estensione da parte dell’Eurogruppo al piano di salvataggio per permettere il referendum il 5 luglio. Varoufakis abbandona le trattative.

E’ ufficiale: l’Eurogruppo, riunito questa sabato pomeriggio, rifiuta la richiesta della Grecia di estende il piano di salvataggio attuale - che scade il 30 giugno - affinché il Paese ellenico possa organizzare un referendum per chiedere al popolo di esprimersi sul piano di riforme proposto dai creditori.

I ministri delle finanze dell’Eurozona sono impegnati a discutere la prossima mossa dopo che il primo ministro della Grecia Tsipras ha annunciato la decisione shock di indire un referendum sul programma di salvataggio proposto dai creditori.

Arrivando a Bruxelles, il presidente dell’Eurogruppo - Jeroen Dijsselbloem - ha detto ai giornalisti di essere rattristato riguardo l’annuncio di Tsipras, dopo settimane di trattative e appena cinque giorni prima della fine del piano di salvataggio attuale.

Dijsselbloem ha suggerito che l’Eurogruppo potrebbe ormai aver esaurito la pazienza nelle trattative con la Grecia, dichiarando:

Sono negativamente molto sorpreso dalla decisione di oggi da parte del governo greco.
Così, hanno apparentemente respinto le proposte finali delle istituzioni.

Il ministro tedesco Wolfgang Schauble ha commentato dicendo che la Grecia ha ormai messo fine ad un confronto, e diversi altri ministri ritengono che potrebbe essere il momento per l’Europa di prendere in considerazione un piano B, ovvero come gestire il default greco, e la potenziale uscita della Grecia dalla moneta unica.

Il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, però, ha detto che il lavoro dell’eurogruppo continuerà con la Grecia.
Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze della Grecia, ha chiesto all’Eurogruppo una piccola estensione del piano di salvataggio per consentire il referendum che si terrà il 5 luglio.

Ma la proposta di estensione è stata rifiutata.

Intanto in Grecia sono in corso lunghe code ai bancomat di Atene, in reazione all’annuncio shock annuncio di Tsipras avvenuto nella tarda serata di venerdì.

Il Parlamento greco voterà questa sera tardi (alla mezzanotte di Atene) la possibilità di indire realmente il referendum.
Il ministro degli Interni, Nikos Voutsis, ha esortato tutte le parti a sostenere il piano, ma alcuni partiti di opposizione si rifiutano.

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