Finlandia senza figli, nonostante i tanti aiuti statali. Gravi effetti sull’economia

Lorenzo Baldassarre

20 Settembre 2017 - 12:22

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Il numero delle nascite è sceso al suo minimo storico da 148 anni, nonostante il ricco sistema di welfare per le donne madri. L’Europa è preoccupata per l’economia finlandese.

Cosa fare quando lo Stato aiuta tantissimo le donne diventate madri, ma quest’ultime sono sempre di meno? Nonostante tutti i sostegni statali il tasso di natalità in Finlandia è bassissimo, al suo minimo negli ultimi 148 anni.

La Commissione Europea sostiene che questo problema rallenti l’economia finlandese, sempre più dipendente dagli over 65 anni.

Il problema della natalità in Finlandia

Difficile dire cosa fare quando lo Stato dà il suo meglio per aiutare le donne una volta diventate madri senza ricevere poi un buon riscontro sul tasso di natalità.

La Finlandia è la seconda migliore nazione al mondo per Save the Children dove diventare madre e i demografi sono preoccupati proprio per questo. I loro timori più grandi si rivolgono in particolar modo ai Paesi con un basso tasso di welfare, dove quindi la soluzione più ragionevole è migliorare le condizioni delle madri. In Finlandia il welfare è invece ottimo.

Al momento della nascita del figlio, le madri ricevono dallo Stato i cosiddetti baby-boxes, che contengono vestiti per bambini e prodotti per la loro salute. Introdotti nel 1937, servivano per limitare la mortalità infantile, che colpiva spesso le famiglie a basso reddito, alle quali doveva essere destinato inizialmente il pacchetto di aiuti, che furono poi distribuiti a tutte le famiglie.
Il Paese vanta inoltre un generoso contributo parentale e uno dei migliori sistemi di istruzione al mondo, senza considerare il reddito di cittadinanza.

Quali conseguenze economiche per la Finlandia?

La Commissione Europea ha espresso preoccupazione per la Finlandia. Infatti anche l’economia ne risentirà sul lungo termine. Un Paese senza figli non può reggersi.
L’OCSE ha dichiarato che la Finlandia, fra i paesi nordici, è il paese con meno giovani presenti fra la popolazione lavoratrice.
Inoltre la dipendenza dagli over 65 al lavoro è oggi intorno al 35%, ma la percentuale è destinata a salire.

La situazione è drammatica proprio perché non c’è soluzione. Un’alternativa potrebbe essere l’apertura delle porte agli immigrati, che potrebbero colmare l’assenza di figli finlandesi. Nel breve periodo tale soluzione non può essere presa in considerazione perché il governo in carica appartiene all’area di centro-destra, con il supporto dei nazionalisti, che è contraria all’immigrazione per non alterare il tessuto culturale del Paese.

Il leader dei socialdemocratici Antti Rinne, oggi all’opposizione, ha esortato le donne ad avere più figli per amor di patria.

Difficile rispondere a tale appello, in fondo la scelta della maternità è personale e seguita da tanti fattori, non sarà certo un contributo in denaro o il vivere in un paese che funzioni a decidere in tal senso. Certo, aiuta e non poco, ma la maternità resta una decisione sulla quale il governo e la politica in generale possono incidere poco.

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