Chi è Geert Wilders? Programma elettorale del candidato alle Elezioni Olanda 2017

Chi è Geert Wilders, candidato populista, anti-UE e anti-Islam in corsa alle Elezioni Olanda 2017. Programma elettorale, biografica e ultimi sondaggi sul Trump olandese.

A pochi giorni della Elezioni Olanda 2017 viene da chiedersi chi è Geert Wilders, il candidato populista, euroscettico e anti-Islam che spaventa i mercati e che potrebbe essere il vincitore delle votazioni olandesi del 15 marzo. Qual è il suo programma elettorale e cosa succede se davvero Wilders vincesse le elezioni e diventasse il nuovo ministro d’Olanda?

In settimana i cittadini olandesi sono chiamati ad eleggere la nuova guida del Governo e il rispettivo Parlamento. Tra i 14 partiti candidati che si presentano alle elezioni in Olanda di quest’anno si prevede un scontro finale in un testa a testa tra il primo ministro uscente Mark Rutte e il temuto leader del partito populista, euroscettico e anti-islamico (Partito per la Libertà), Geert Wilders.

Chi è Geert Wilders e perché il suo programma elettorale fa paura? Ad essere più spaventate sono in particolare le forze europee moderate, progressiste e conservatrici, che vedono in lui, e in una sua eventuale vittoria, la prima tessera di un effetto domino che potrebbe mettere a serio rischio i valori che tengono unita l’Unione europea.

Di seguito vediamo chi è Geert Wilders, il candidato della forza populista di estrema-destra olandese, Partito per la Libertà, quante possibilità ha di diventare primo ministro dell’Olanda e qual è il suo programma elettorale.

Chi è Geert Wilders? Il “Trump olandese”

Soprannominato il “Trump olandese”, Geert Wilders sta cavalcando l’onda del populismo in Europa, alimentando i timori per il futuro dell’Eurozona e promettendo una riorganizzazione incerta qualora il suo partito di estrema destra dovesse vincere le Elezioni Olanda 2017.

Geert Wilders, 53 anni, è alla guida del Partito della Libertà (PVV), impegnato nella conquista della maggioranza dei voti tra gli olandesi alle votazioni di mercoledì 15 marzo.

Dalla fondazione del partito nel 2006, Wilders è salito velocemente alla ribalta sui media olandesi, europei e internazionali a causa della sua politica anti-immigrazione e alla posizione anti-Unione Europea. Condannato a dicembre per aver incitato alla discriminazione contro degli olandesi marocchini, il leader del PVV ha promesso una totale «de-islamizzazione» dei Paesi Bassi, al suon dello slogan «il proprio paese viene prima».

Queste parole, i suoi selvaggi capelli biondo platino, il successo sui social media e la sua oratoria a ruota libera lo hanno aiutato a guadagnare il soprannome di «Trump olandese» dalla stampa.

Uno degli obiettivi principali di Wilders all’interno del suo programma elettorale è quello di far uscire i Paesi Bassi dall’euro, evento che potrebbe sconvolgere i mercati finanziari europei, facendo rivivere i ricordi della recente crisi del debito sovrano in Europa, quando i timori per un’uscita della Grecia dal blocco valutario (la nota «Grexit») hanno scatenato il panico, in particolare sui mercati del debito.

Geert Wilders: programma elettorale

Geert Wilders ha annunciato la sua candidatura a primo ministro dell’Olanda lo scorso giugno durante un intervento alla Convention del Partito Repubblicano degli Stati Uniti a Cleveland. Durante il suo discorso, Wilders aveva dichiarato:

“L’Europa sta esplodendo. Abbiamo a che fare con attacchi terroristici quasi ogni settimana, quasi ogni giorno. Non voglio più musulmani in Olanda e sono orgoglioso di dirlo”.

Geert Wilders nel corso della sua carriera politica ha più volte fatto parlare di sé per le dure posizioni anti-islam ed euroscettiche. Di seguito vediamo quali sono i principali punti del programma elettorale di Geert Wilders.

I punti chiave del programma di Geert Wilders

  • De-islamizzazione dell’Olanda: divieto di indossare il velo islamico e di proferire espressioni islamiche che violano l’ordine pubblico; detenzione preventiva di musulmani radicali; denaturalizzazione ed espulsione dei criminali con doppia nazionalità; chiusura di tutte le moschee e scuole islamiche; messa al bando del corano;
  • Uscita dei Paesi Bassi dall’Unione euroepa (Nexit);
  • Introduzione democrazia diretta attraverso lo strumento del referendum vincolante;
  • Abolizione completa delle franchigie di assistenza sanitaria;
  • Riduzione delle tasse sulla casa;
  • Abbassamento dell’età minima per andare in pensione a 65 anni e indicizzazione delle pensioni integrative;
  • Taglio alla diminuzione dei soldi pubblici per l’assistenza domiciliare e per l’assistenza agli anziani;
  • Aumento dei finanziamenti per difesa e polizia;
  • Minori imposte sul reddito;
  • Dimezzamento delle tasse sulle automobili.

Il candidato populista in passato ha dichiarato di non prendere ispirazione dai moderni partiti ultranazionalisti di destra, ma di far riferimento alle linee politiche di Margareth Thatcher e di Pim Fortuyn, leader dell’estrema destra assassinato nel 2002 da un estremista ambientalista e animalista e di essere un convinto sostenitore dello stato di Israele.

Wilders è inoltre un sostenitore del neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tanto che all’indomani dell’elezione dichiarò:

“Quella di Trump è una vittoria storica, una rivoluzione”.

Perché Geert Wilders fa paura?

Ma non è il risultato delle elezioni in Olanda in sé a causare nervosismo, dicono alcuni analisti. È più quanto il loro risultato potrebbe significare per le prossime elezioni presidenziali francesi.

Le elezioni in Olanda potrebbero servire come precursore di quanto può accadere in Francia, dove il candidato populista anti-UE Marine Le Pen sembra forte. In caso di vittoria dei populisti in Europa, il futuro dell’Unione Europea potrebbe essere fortemente minacciato.

Dato che la Francia è vista come uno dei cardini del progetto europeo, gli analisti temono una vittoria della Le Pen possa significare l’inizio della fine dell’euro, nato come moneta comune nel 1999 e ora utilizzato da 19 membri dell’UE.
Una rottura della zona euro si preannuncia essere uno dei più grandi shock finanziari ed economici della storia moderna.

La Deutsche Bank ha calcolato che l’impatto cumulativo ammonterebbe ad un calo del 25-30% dell’euro rispetto al dollaro.

Il calo nel breve termine potrebbe essere ancora più grande se la fuga di capitali sarà di grandi dimensioni. L’unico lato positivo per l’euro è che la Fed ha molto più spazio rispetto alla BCE per stimolare attraverso la politica monetaria, compensando in parte la debolezza dell’euro.

Wilders, le elezioni in Olanda e gli ultimi sondaggi politici

All’inizio dell’anno, i sondaggi indicavano un vantaggio per il Partito per la libertà, suggerendo che avrebbe potuto conquistare fino a 25 posti al parlamento dei Paesi Bassi, che di posti ne ha 150 posti. Negli ultimi sondaggi, invece, il partito è sceso alle spalle dei liberali di centro destra,guidati dal primo ministro Mark Rutte.
Tuttavia, a seguito della rinnovata tensione tra Turchia e Olanda di questo fine settimana, l’avversione agli immigrati turchi potrebbe incoraggiare più persone a votare per Wilders.

I liberali (VVC) sono decisamente in vantaggio rispetto al PVV di Wilders negli ultimi sondaggi.

Ma anche se Wilders dovesse conquistarsi la maggioranza, secondo gli analisti gli investitori non dovrebbero preoccuparsi.
A causa della natura frammentaria della politica olandese - si prevede saranno 14 i partiti che riusciranno a vincere almeno un seggio in Parlamento - una coalizione è il risultato più probabile per il prossimo Governo. E Wilders, secondo gli esperti, non riuscirà nell’impresa dato che nessun altro grande partito olandese vuole collaborare con lui.

In questo scenario, un altro partito - probabilmente i Liberali di Rutte - potrebbe avere la possibilità di formare un Governo, mantenendo la minaccia populista in Europa sotto controllo.

La perdita del primato nei sondaggi da parte di Wilders è vista come causa di ciò che Bloomberg descrive come l’«effetto Trump». Le prestazioni e le misure adottate dal presidente degli Stati Uniti stanno facendo avere dei ripensamenti ad alcuni elettori, influendo sul sostegno del populista olandese.

Tuttavia, lo stesso «effetto Trump» non ha intaccato l’entusiasmo per Le Pen alle elezioni francesi. Il candidato di estrema destra e anti-UE - che condivide molte delle opinioni di Trump e Wilders - potrebbe vincere al primo turno del voto presidenziale il 23 aprile ma perderebbe in occasione del ballottaggio inevitabile il 7 maggio.

Chi è Geert Wilders? Biografia

Geert Wilders è nato il 6 settembre 1963 a Venlo, municipalità dei Paesi Bassi nella provincia del Limbrigo, da madre indonesiana di professione insegnante e da padre olandese, scampato alle persecuzioni naziste. Wilders, dopo alcune esperienze nel settore delle assicurazioni, negli anni ’90 inizia la sua carriera nella politica, dapprima come ghostwriter, poi, dal 1998, come deputato per il Partito popolare per la libertà e la democrazia (VVD) - dal quale venne espulso nel 2004 per le sue radicali posizoni anti-islam in merito all’opposizione sull’ingresso della Turchia nell’Unione europea.

Nel 2006 Wilders fonda quindi quello che sarebbe diventato a tutti gli effetti il proprio partito, il Partij voor de Vrijheid (Partito per la Libertà), con il quale in quello stesso anno si presentò alle elezioni legislative conquistano 9 seggi. Da quella tornata elettorale ad emergere fu una netta vittoria dei partiti euroscettici, che nel 2005 avevano portato avanti la battaglia referendaria (vinta) per il NO alla Costituzione europea.

Il picco dei consensi Wilders lo raggiunse tra il 2009 e il 2010, quando alle rispettive elezioni europee e legislative raccolse il 16,97 e il 15,4% dei consensi. Dal 2010 al 2012 Wilders appoggiò dall’esterno il governo di minoranza olandese formato da VVD e CDA (Appello Cristiano Democratico) e guidato da Mark Rutte. Il ritiro dell’appoggio da parte di Wilders al governo nel 2012 portò a nuove elezioni, nelle quali però il PVV non riuscì a ripetersi ottenendo “solo” il 10,1% dei consensi.

Geert Wilders: le accuse di xenofobia e la condanna per discriminazione

Per le sue posizioni anti-islam Geert Wilders lo scorso dicembre è stato condannato da un tribunale olandese per aver insultato, durante un comizio tenutosi nel 2014, i cittadini marocchini residente in Olanda e per aver incitato alla discriminazione.

Nel 2008 per denunciare il fondamentalismo islamico e mettere in cattiva luce quello più moderato, Wilders, ha inoltre girato un film intitolato Fitna. Il lungometraggio all’epoca venne pesantemente criticato dal governo olandese e “boicottato” dalle reti televisive nazionali, mentre venne definito dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon “offensivo e islamofobico”. Attualmente il film è visibile su YouTube in versione integrale.

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