6 azioni appena finite in condizioni di ipercomprato. Lo dice l’indice RSI

Laura Naka Antonelli

31 Agosto 2026 - 16:11

La prova del nove arriva dall’indice RSI (Relative Strength Index): sono 6 le azioni finite in una fase di overbought, dopo i rialzi della scorsa settimana.

6 azioni appena finite in condizioni di ipercomprato. Lo dice l’indice RSI

Sono 6, in tutto, le azioni che sono finte in una condizione di ipercomprato, ovvero di “overbought”, la scorsa settimana.

La prova del nove è arrivata da un parametro finanziario ben preciso, ovvero dall’indice RSI.

Cos’è l’RSI (Relative Strength Index). Le 2 soglie chiave

Acronimo di Relative Strength Index, l’RSI è un indice di momentum, nato nel 1978, che fornisce agli investitori, in particolare agli analisti tecnici, indicazioni sulla forza del momentum rialzista o ribassista dei prezzi di asset finanziari, come azioni e commodities.

In corrispondenza di un RSI che presenta un valore superiore ai 70 punti, l’asset viene considerato in una condizione di overbought, dunque di ipercomprato.

Quando l’indice viaggia al di sotto di quota 30, si parla invece di una fase, per l’asset, di ipervenduto.

Salesforce tra le 6 azioni scambiate sullo S&P 500 appena finite in condizione di ipercomprato

Sei sono le azioni scambiate sull’indice S&P 500 di Wall Street a essere finite in una condizione di ipercomprato, la scorsa settimana, sulla scia dei rialzi che hanno incassato in Borsa.

Tra queste Salesforce (ticker CRM), il cui RSI è balzato a quota 81 punti, sulla scia di un rialzo del titolo che, dall’inizio della settimana scorsa fino a venerdì scorso, è stato pari a +22%. A far scattare gli acquisti è stata la pubblicazione di una trimestrale, da parte di Salesforce, che ha battuto le attese, insieme alla notizia di una nuova partnership con Anthropic, la società sviluppatrice di modelli linguistici di grandi dimensioni.

L’annuncio dell’intesa con Anthropic ha smorzato le preoccupazioni legate all’AI (intelligenza artificiale), in particolare relative al rischio di un deterioramento generale delle prospettive del settore software, che avevano pesato sulle azioni nella prima metà dell’anno.

Questa narrativa della ’Saas-pocalypse’ è stata una vera assurdità”, ha commentato la scorsa settimana alla CNBC Marc Benioff, CEO di Salesforce, ricordando che “gli scettici avevano detto che i clienti avrebbero abbandonato la società, quando invece il tasso di abbandono è vicino ai minimi storici” .

Le altre azioni in fase di ipercomprato. C’è anche Microsoft

In condizioni di overbought sono finiti anche i titoli di Veeva Systems (ticker VEEV, con RSI pari a 77 punti), dopo un rally week to date pari a +12%, e le azioni della Big Tech americana Microsoft (ticker MSFT, con RSI a 73 punti), grazie a un rialzo del 6%.

Pari a 73 punti, dunque superiore alla soglia di 70 punti, è stato anche il Relative Strength Index di J.M. Smucker (ticker SJM), dopo un guadagno per i titoli pari a +6%.

Infine, le altre due azioni scambiate sullo S&P 500 scivolate in condizione di Overbought sono state quelle di ServiceNow (ticker NOW, con RSI pari a 72 punti, dopo uno scatto del 12%) e di DoorDash (ticker DASH, RSI pari a 71 punti, dopo un rialzo del 6%).

Non solo Salesforce e Microsoft, altri titoli “Overbought”

In condizioni di ipercomprato, oltre alle azioni di Salesforce e a quelle del gigante Microsoft, sono finite dunque altre azioni appartenenti al settore software.

Veeva Systems è infatti una società software specializzata nel settore life sciences, a cui appartengono soprattutto aziende farmaceutiche e biotech. Il gruppo è noto per fornire applicazioni cloud, dati, strumenti di intelligenza artificiale e servizi di consulenza utilizzati in aree come ricerca e sviluppo, studi clinici, gestione della qualità, attività regolatorie e commercializzazione dei farmaci.

In sostanza, Veeva Systems aiuta le aziende del comparto a sviluppare e portare sul mercato i prodotti in modo più efficiente e conforme alla normativa.

Anche Servicenow è una società di software per le aziende, specializzata nella gestione e automazione dei flussi di lavoro. Viene considerata una società tecnologica B2B che punta a rendere più efficienti i processi aziendali attraverso l’automazione e l’AI.

Doordash è una piattaforma tecnologica di local commerce e consegne on demand, che mette in contatto consumatori, ristoranti, supermercati, negozi e altri commercianti, gestendo gli ordini e la consegna attraverso i suoi corrieri indipendenti, chiamati Dashers.

La società opera oggi in oltre 40 Paesi e include nella propria presenza internazionale anche Wolt e Deliveroo. Deliveroo continua però a operare con il proprio marchio e la propria App.

Non è invece attivo nel settore software J.M. Smucker, gruppo americano di beni di consumo alimentari e prodotti per animali domestici, a cui fanno capo marchi molto noti come Jif (burro di arachidi), Folgers (caffè), Smucker’s (confetture e creme spalmabili). Si tratta dunque di una società più tradizionale e difensiva rispetto alle altre menzionate.

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