Zero leggi in quaranta giorni: il triste record del governo Conte

Dopo oltre un mese dalla sua nascita il governo Conte non ha ancora convertito in legge nessun decreto: zero anche le proposte parlamentari.

Zero leggi in quaranta giorni: il triste record del governo Conte

Se il nuovo governo avesse avuto lo stesso piglio usato dai propri principali esponenti per postare video o post sui vari social, a questo punto saremmo già a buon punto per la realizzazione del programma targato Lega-5 Stelle.

Invece l’esecutivo carioca guidato da Giuseppe Conte finora non ha convertito in legge nessun decreto mentre latitano anche le proposte dei parlamentari: mai nessun governo aveva fatto nel concreto così poco negli ultimi anni.

Il “governo del cambiamento”

Senza dubbio può essere definita “storica” la nuova maggioranza di governo, vista la contemporanea assenza di Forza Italia e del Partito Democratico che finora si erano alternati al governo durante la Seconda Repubblica.

Ecco perché c’è stata più di una voce che ha parlato di una Terza Repubblica con l’avvento al potere del Movimento 5 Stelle in tandem con la Lega, due forze politiche che sono state premiate alle ultime elezioni proprio per la loro feroce critica al modus operandi dei partiti finora di governo.

Anche se bisogna dire che dal punto anagrafico la Lega è il partito più datato in Parlamento e che il suo leader Matteo Salvini ricopre incarichi politici dal 1998, senza dubbio il nuovo corso del carroccio può essere considerato una novità al pari dei 5 Stelle.

Raggiunta l’intesa sul programma di governo, le aspettative su questo esecutivo giallo-verde erano tante quante le promesse fatte dai due partiti sia in campagna elettorale che nelle settimane dopo il voto del 4 marzo.

Invece finora il governo è stato sostanzialmente immobile, con le commissioni partite dopo venti giorni e il Consiglio dei Ministri che soltanto alla ottava seduta ha dato via libera al Decreto Dignità, che ora inizierà il suo iter parlamentare.

Anche da parte dei deputati e senatori non è arrivata alcuna proposta di legge, con il calendario che prima della pausa di agosto vede in programma votazioni solo su cinque decreti tra cui, oltre al già citato Dignità, anche sul riordino delle deleghe ministeriali e la cessione delle unità navali alla Libia.

Gli altri governi

Preso atto della poca incisività del nuovo esecutivo, che fa il paio con la poca consistenza politica del suo premier, vediamo allora come si sono comportati durante le prime settimane i governi che hanno caratterizzato le legislature nel nuovo millennio.

Nello specifico non prenderemo in esame i governi Monti, Renzi o Gentiloni che, anche se hanno approvato provvedimenti ex novo in breve tempo come il Salva Italia, il Jobs Act e il Salva Risparmio, potevano contare su un Parlamento già avviato e operativo.

Governo Letta (28 aprile 2013 - 14 febbraio 2014)

  • Anche il governo Letta per vedere la luce dovette passare per intricate trattative tra i vari partiti. Nonostante questo il 15 maggio arrivò il primo via libera allo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, con il sì definitivo che è datato 5 giugno.
  • Nel Consiglio dei Ministri del 17 maggio invece il governo decise di sospendere il pagamento della rata di giugno dell’Imu, sbloccando e rimpinguando anche i fondi a disposizione per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Governo Berlusconi IV (8 maggio 2008 - 12 novembre 2011)

  • Dopo la larga vittoria alle elezioni del 2008, quello che è stato l’ultimo governo presieduto da Silvio Berlusconi se la prese un po’ comoda, approvando però in via definitiva l’11 giugno il Decreto Alitalia mantenendo così la promessa elettorale.
  • Prima della pausa estiva a luglio però il governo dette una notevole accelerazione approvando, sempre in maniera definitiva, l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, il Lodo Alfano e il Trattato di Lisbona (atto quasi formale questo).

Governo Prodi II (17 maggio 2006 - 24 gennaio 2008)

  • Quello che in fin dei conti è stato l’ultimo governo puro di centrosinistra con alla guida Romano Prodi, per prima cosa il 30 giugno dette vita al decreto Bersani-Visco sulle liberalizzazioni.
  • Nelle settimane seguenti l’esecutivo si rivelò essere abbastanza letargico e contraddistinto da forti tensioni interne, approvando definitivamente soltanto il rifinanziamento delle missioni italiane all’estero e il discusso indulto voluto dall’allora ministro Mastella.

Governo Berlusconi II (11 giugno 2001 - 20 aprile 2005)

  • Nei primi Consigli dei Ministri di quello che è stato il più duraturo dei governi Berlusconi, vennero presi provvedimenti per la diminuzione delle accise sui prodotti petroliferi (approvato in via definitiva il 30 luglio) e per la riforma dei reati societari.
  • Prima della pausa estiva, il 31 luglio il governo approvò definitivamente il ddl per il Rilancio dell’Economia, mentre in uno sprint tra il 2 e il 3 agosto vennero approvati il decreto Ministeri, quello Rifiuti, sui Reati Societari e delle Infrastrutture.

Visto che al momento non sono iniziate le votazioni nemmeno per un decreto legge, se il governo Conte non dovesse accelerare i tempi il rischio concreto sarebbe quello di arrivare alla pausa di agosto senza aver portato a casa nemmeno un provvedimento.

Nonostante l’ampia maggioranza parlamentare e le grande intenzioni, il governo del cambiamento allora stato delle cose è fermo al palo come schiacciato dalla lotta sotterranea tra Lega e 5 Stelle per avere più visibilità.

A settembre però dovrà essere imbastita la legge di Bilancio, primo grande atto politico del governo carioca: dopo mesi di grandi promesse, gli italiani ora si aspettano anche solo un segnale dell’annunciato cambiamento.

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