WeTaxi: la startup che mira a diventare l’Uber italiano

Ha appena raccolto 1,3 milioni di euro e sta per estendere il suo servizio a Roma e Milano: ecco WeTaxi, “l’Uber italiano”

WeTaxi: la startup che mira a diventare l'Uber italiano

È in procinto di portare il suo servizio anche a Roma e Milano WeTaxi, startup nata a Torino e intenzionata fin da subito a fare le cose in grande.

Proprio di fronte a una mossa così importante - come l’estensione in due delle maggiori metropoli italiane - vale la pena andare ad analizzare più da vicino la compagnia, che porta avanti una vera e propria collaborazione quotidiana con le cooperative di tassisti, puntando tutto sul mantra «prezzi chiari» fin dal primo istante per gli utenti.

WeTaxi ha origine da un progetto del Politecnico di Torino, ed esattamente come Uber permette di prenotare un taxi dal proprio smartphone, dando indicazioni precise sulla cifra massima che si potrà andare a spendere.

In continua crescita ed evoluzione, si muove in un binomio tra servizio taxi e car sharing, visto che sono proprio i tassisti a dare origine al servizio, e gli stessi possono anche continuare ad operare dai loro dispositivi.

WeTaxi: la startup che mira a diventare l’Uber italiano

Definita «l’Uber Italiano», WeTaxi punta decisamente in alto e fa della chiarezza sui prezzi il suo principio guida.

Nel prenotare una corsa infatti gli utenti sanno già precisamente qual è il costo al quale vanno incontro; ciò non toglie però che, qualora il tassametro indicasse una cifra minore, il cliente paghi effettivamente quella.

Ma la novità maggiore è che WeTaxi ha nelle sue fondamenta cooperative di tassisti, su cui di fatto si basa l’intero servizio.
In più, con il cosiddetto «taxi condiviso» gli utenti possono rintracciare una vettura che sta già effettuando il percorso desiderato con a bordo altre persone, con la quale è possibile condividere la spesa.

Anche in ragione di tutti questi elementi, la compagnia si è attirata l’interesse degli investitori, con un recente aumento di capitale pari a 1,3 milioni di euro, 700.000 dei quali in arrivo da privati e 600.000 da Mediocredito Italiano, che fa capo a Intesa Sanpaolo.

Le ultime due quote vanno ad aggiungersi a una lunga serie di investimenti fatti negli ultimi mesi, che hanno portato fino a 30 le realtà - divise tra istituti e privati - pronte a scommettere sul roseo futuro di WeTaxi.

Secondo Massimiliano Curto, fondatore della startup, il vero punto forte del progetto portato avanti è la “trasparenza”, riferita in particolar modo alla precisione sui prezzi ai quali gli utenti vanno incontro:

“La bandiera di WeTaxi è la trasparenza, e il nostro algoritmo - che calcola la tariffa massima in base alle tariffe comunali e alle condizioni di traffico in tempo reale - è fondamentale in questo senso. A Torino l’errore medio è di circa 30 centesimi, a Napoli qualcosa in più ma lo scarto si sta riducendo sempre di più”.

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Argomenti:

Italia Milano Uber startup

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