Le quotazioni di Ferrari hanno raggiunto un supporto che, se violato, potrebbe dare inizio ad un incremento della pressione ribassista nel breve termine. Vediamo come operare con i Turbo Certificates di BNP Paribas
Ferrari
Da giugno 2019, i prezzi di Ferrari sono inseriti in una fase laterale, veleggiando intorno ai top storici, al momento posti a 152,55 euro.
Ferrari, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Lo scorso 10 settembre però, dopo aver effettuato il re-test della linea di tendenza che unisce i minimi del 27 giugno a quelli del 31 luglio 2019, le quotazioni hanno messo a segno una barra di estensione ribassista, la quale ha portato velocemente i prezzi al test del supporto a 137,95 euro, lasciato in eredità dai top dell’11 giugno 2019.
A creare un segnale di allarme, oltre al test della resistenza menzionata prima, è stato il pattern di bearish Engulfing che si è creato tra il 6 e il 9 settembre scorsi.
Anche se l’uptrend sul titolo rimane solido, i compratori sembrano (per il momento) aver perso la loro forza propulsiva, come evidenziato dalla candela di ieri, la quale è rimasta in inside con un corpo ridotto.
Sebbene la zona di concentrazione di domanda menzionata prima non è ancora stata violata, si potrebbe sfruttare un tentativo di riassorbimento per implementare un’operatività di stampo short con un migliore rapporto di risk/reward rispetto all’attendere che vengano rotti i minimi della seduta del 10 settembre.
Strategie operative su Ferrari
Visto l’evidente aumento di forza del fronte ribassista, si potrebbero valutare strategie di matrice short da 141,50 euro. Lo stop loss andrebbe posto a 147,20 euro, mentre l’obiettivo principale a 132 euro. Il target più ambizioso è invece identificabile a 129,50 euro, dove transita il supporto statico ereditato dai massimi del 15 giugno 2018.
Per questo tipo di operatività, il certificato Turbo Short di BNP Paribas di ISIN NL0013644271 e leva 3,31 si adatta particolarmente bene.
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