Tesla: la nuova grande mossa in Cina

Tesla costruirà un impianto di produzione a Shanghai, in Cina. La mossa ha diversi intenti strategici. Vediamo quali

Tesla: la nuova grande mossa in Cina

Tesla realizzerà uno stabilimento a Shanghai.
È questo l’obiettivo - a quanto pare già piuttosto concreto - della società di auto elettriche, in procinto di costruire la sua seconda fabbrica. Per farlo, ha scelto la Cina.

L’impianto produrrà 500.000 veicoli all’anno, ovvero l’output esatto garantito dallo stabilimento principale dell’azienda a Fremont, in California (anche se non è stato ancora mai raggiunto un numero simile).

Tesla sarà l’unico proprietario della fabbrica, circostanza che si oppone per la prima volta alle politiche di Pechino, che ha sempre richiesto alle società straniere di entrare in joint venture con aziende del territorio.

Tesla in Cina: l’operazione

Il CEO Elon Musk è a Shanghai al momento, per presenziare a una cerimonia con le autorità del governo locale.
La società prevede di dare avvio ai lavori di costruzione non appena avrà ottenuto le necessarie approvazioni da Pechino. Ci vorranno circa due anni per realizzare l’impianto, altri due o tre anni saranno necessari per arrivare a raggiungere una produzione di 500.000 veicoli l’anno.

Ancora nessuna rivelazione precisa per quel che riguarda il costo dello stabilimento, ma il governo locale ha dichiarato che sarà il più grande progetto di produzione nella storia di Shanghai finanziato almeno in parte da investimenti stranieri.
Non ancora certo nei dettagli, inoltre, il grado di indipendenza della nuova fabbrica. Le prime dichiarazioni ufficiali sono arrivate da un portavoce dell’azienda:

“L’impegno di Tesla sul mercato cinese è molto forte e non vediamo l’ora di produrre ancora più auto per i nostri clienti qui. L’annuncio di oggi non avrà alcun impatto sulla nostra produzione negli Stati Uniti, che continuerà a crescere”.

Perché la Cina?

La Cina è il mercato maggiore per quanto riguarda le vendite di auto nuove, e marchi automobilistici provenienti da tutto il mondo si sono affrettati a costruire impianti sul suo territorio negli ultimi vent’anni.

Storicamente, alle aziende del settore automobilistico sono sempre stati affiancati partner cinesi.
Ma il governo Xi Jinping è reduce dalle pressioni subite da Stati Uniti e dai Paesi europei a causa di joint venture forzate e il presunto furto di proprietà intellettuale. Circostanza utilizzata da Trump per spiegare i suoi dazi su 50 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Ad aprile il Paese ha annunciato che avrebbe iniziato ad allentare le sue esigenze di joint venture per le case automobilistiche straniere, visto che le restrizioni sulla produzione di auto elettriche sono state rimosse quest’anno.

Secondo il governo cinese Tesla sarebbe interamente proprietaria della fabbrica, ma sembra che nell’accordo debba rientrare un investimento condiviso tra Tesla e le autorità locali.
Secondo quanto diffuso dal governo, Tesla e la città di Shanghai collaboreranno su tecnologia, ricerca e sviluppo.

Tesla si è sempre mostrata interessata ad espandere la produzione in Cina, ma voleva mantenere il controllo sulla sua produzione. In passato aveva già rivelato l’intenzione di costruire una fabbrica a Shanghai, anche se non aveva annunciato alcun dettaglio.

Avere uno stabilimento in Cina vuol dire anche ridurre i rischi in arrivo dalla guerra commerciale, considerando che Pechino ha già imposto una tariffa del 40% sui veicoli importati dagli Stati Uniti.
Proprio a seguito di questo, Tesla ha aumentato il prezzo della Model X e della Model S in Cina. Le auto costruite in Cina, anche dalle case automobilistiche statunitensi, non sono soggette a questa tariffa.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Tesla Motors

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.