Alta tensione tra Russia e Regno Unito, che rischi ci sono a livello internazionale?

Londra starebbe pensando a delle ritorsioni dopo il tentato omicidio della spia Skripal: si parla di una forma di boicottaggio dei Mondiali in Russia.

Alta tensione tra Russia e Regno Unito, che rischi ci sono a livello internazionale?

Se le elezioni presidenziali in Russia di domenica prossima sembrerebbero essere una mera formalità per Vladimir Putin, le problematiche per il leader del Cremlino arrivano tutte da oltremanica.

Dopo il tentativo di avvelenamento della spia Sergei Skripal avvenuto a Salisbury, la premier britannica Theresa May ha subito puntato il dito contro la Russia. I rapporti tra i due stati al momento sono così tesi che non vengono escluse anche clamorose ritorsioni da parte di Londra.

La spia che fa litigare la May e Putin

Non poteva che ambientarsi nella patria di James Bond l’ultimo intricato caso che vede coinvolte misteriose spie. Al centro di tutto infatti c’è Sergei Skripal, un cittadino russo che anche lui sarebbe un perfetto personaggio cinematografico.

Membro dei servizi segreti di Mosca, durante gli anni ‘90 Skripal decise di vendersi all’intelligence britannica passando ai sudditi sua Sua Maestà una lunga serie di documenti, tra cui anche l’intero elenco telefonico del GRU ovvero il servizio informazione delle Forza Armate russe.

Una collaborazione segreta questa che durò fino al 2004, quando Sergei Skripal venne scoperto da un infiltrato del Cremlino finendo agli arresti con l’accusa di alto tradimento. Sei anni dopo però nel 2010 venne rilasciato, in seguito a un complesso scambio con altre spie russe che invece erano detenute in Occidente.

Nonostante la libertà ritrovata Skripal ha continuato a collaborare con gli agenti britannici. Tutto questo fino a domenica scorsa quando, dopo aver pranzato con la figlia da poco arrivata dalla Russia, entrambi si sono accasciati su una panchina a Salisbury, cittadina meridionale del Regno Unito.

Padre e figlia ora sono ricoverati in condizioni critiche. La causa sarebbe un avvelenamento da gas nervino le cui tracce sarebbero state rinvenute all’interno del ristorante dove avevano mangiato.

Un caso questo che ricorda quello di Aleksandr Litvinenko, l’ex agente del Kgb morto a Londra nel 2006 dopo essere stato avvelenato con del polonio, sul quale però Theresa May non sembrerebbe essere disposta a passare sopra parlando apertamente di un “un attacco sfrontato contro il Regno Unito”.

Rischio ritorsioni

Non sembrerebbe avere dubbi la premier britannica nell’affermare che ci sarebbe la Russia dietro l’avvelenamento di Sergei Skripal. Vladimir Putin dal canto suo respinge ogni accusa, con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che ha definito le proteste di Londra uno “show da circo”.

Il governo inglese però è giunto a questa conclusione: visto il tipo di gas usato, se non è stata opera della Russia vuol dire che allora Mosca ha perso il controllo sui propri depositi. Dato questo out out, Theresa May ha concesso 24 ore di tempo all’ambasciatore russo nel Regno Unito per dare spiegazioni sull’accaduto.

Oltre all’indignazione del Regno Unito, nelle ultime ore si è aggiunta anche quella degli Stati Uniti. Lapidario è stato a riguardo il segretario di Stato Rex Tillerson: “L’avvelenamento dell’ex spia russa nel Regno Unito è chiaramente opera della Russia e provocherà una reazione”.

La replica del Cremlino è che si tratta soltanto di “fake news”, ma la situazione si è fatta sempre più tesa tanto che circolano con insistenza voci su possibili ritorsioni da parte del Regno Unito nel caso di un mancato chiarimento.

Oltre alla possibile cacciata dei diplomatici russi dal suolo britannico assieme a quei cittadini considerati vicini a Putin, ingenti sono gli affari economici intrattenuti da questi nell’isola, circola la voce anche di una possibile forma di boicottaggio dei Mondiali di calcio che si terranno proprio in Russia a partire da giugno.

I rapporti tra i due paesi sono quindi ai minimi storici, con l’avvelenamento della spia che potrebbe avere ripercussioni internazionali non soltanto a livello politico, ma anche economico e finanziario visti i diversi intrecci di affari che gli oligarchi russi intrattengono a Londra.

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