Tassa di soggiorno, novità Decreto Fiscale 2020: stangata in arrivo per i turisti

Un emendamento al Decreto Fiscale raddoppia la tassa di soggiorno fino a 10 euro a notte a persona, ma solo nei capoluoghi di provincia visitati da un flusso di turisti venti volte superiore al numero di residenti. La risposta del mondo alberghiero alla novità.

Tassa di soggiorno, novità Decreto Fiscale 2020: stangata in arrivo per i turisti

Tassa di soggiorno, un emendamento al Decreto Fiscale 2020 raddoppia l’importo dovuto da turisti e visitatori, ma solo per alcuni Comuni.

In particolare, l’aumento della tassa di soggiorno interessa quei capoluoghi di provincia che vengono visitati da un numero di turisti venti volte superiore al numero di residenti.

La normativa vigente prevede che la tassa di soggiorno arrivi al massimo a 5 euro al giorno a persona. Con l’emendamento in questione al Decreto 124/2019 l’importo massimo che i turisti dovranno sborsare potrà arrivare fino a 10 euro.

Un aumento non da poco, perché se i Comuni con le giuste caratteristiche decidessero di applicare la tassa di soggiorno raddoppiata, si tramuterebbe in una vera e propria stangata per i turisti.

Ma quali sono i Comuni con i requisiti richiesti? Secondo una nota del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, sono poche, e tra queste ci sono Rimini e Firenze.

Tassa di soggiorno raddoppiata dal Decreto Fiscale 2020, nel mirino Firenze e Rimini

Le novità legate agli emendamenti approvati al Decreto Fiscale 2020 dopo la lunga nottata di trattative del 2 dicembre riguardano anche il settore turistico.

In particolare, è stato presentato un emendamento, a prima firma di Martina Nardi del PD, che raddoppia la tassa di soggiorno, portandola fino a un massimo di 10 euro a notte.

L’aumento della tassa di soggiorno, però, non avviene in modo indiscriminato, ma possono scegliere di elevarla solo quei Comuni capoluoghi di provincia con un flusso di turisti che sia venti volte superiore a quello dei residenti.

Questa stangata al portafogli del turista però non si applica alle città più grandi, come Roma, Milano o Venezia, dove è già possibile aumentarla oltre i canonici 5 euro.

Nel mirino finiscono città più piccole, ad esempio Firenze e Rimini, come conferma una nota sul sito del MIBACT pubblicata il 1° dicembre:

“Secondo le ultime statistiche e tenendo conto delle specificità normative di Roma e Venezia (dove già è possibile aumentare), la misura riguarda pochissimi casi, come Firenze e Rimini, che presentano percentuali superiori a 20. I sindaci delle due città, se lo riterranno, potranno usufruire di questa norma per compensare i numerosi servizi offerti ai milioni di turisti che ogni anno le frequentano e per finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali.”

L’aumento della tassa di soggiorno quindi non riguarda tutti i Comuni italiani, ma viene applicato secondo criteri di “adeguatezza e proporzionalità”.

Aumento tassa di soggiorno nel Decreto Fiscale 2020, stangata per i turisti

L’emendamento al Decreto 124/2019 collegato alla Legge di Bilancio 2020 che dà la possibilità ai Comuni di alzare la tassa di soggiorno fino a raddoppiarla non interessa solo le città d’arte come Firenze.

A venire colpiti saranno i turisti che prediligono piccoli centri, come Jesolo, Sorrento, Positano, Capri, Ischia, Cortina.

Insomma, le città medie e piccole, sia di mare che di montagna, che non hanno moltissimi residenti ma che durante le stagioni turistiche vengono “invase” dai visitatori.

Durissima la risposta di Federalberghi, che si lamenta delle promesse fatte al settore turistico, ad esempio in seguito al fallimento della Thomas Cook Group, che non incentivano il settore turistico, anzi “la mucca da mungere resta sempre la stessa”.

Barnabò Bocca, il Presidente di Federalberghi, ha dichiarato al Corriere della Sera che con questo emendamento si colpirebbero solo alcune località turistiche, danneggiando l’immagine del sistema alberghiero italiano a livello internazionale.

Inoltre ha affermato:

“Sorprende che in tutta la manovra finanziaria l’unica misura che riguarda il settore del turismo abbia un carattere punitivo e non ci sia alcuna politica o norma volta a favorirne lo sviluppo.”

Il settore alberghiero dunque sta facendo sentire la propria voce contraria all’aumento della tassa di soggiorno. Vedremo se sarà ascoltato o se l’emendamento proposto otterrà l’approvazione dal Parlamento entro il 25 dicembre 2019.

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