Stabile organizzazione: definizione e novità 2018

Stabile organizzazione: definizione modificata dalla Legge di Bilancio 2018, che introduce importanti novità all’articolo 162 del TUIR. Ecco il testo.

Stabile organizzazione: definizione e novità 2018

Stabile organizzazione: cos’è e quali sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018?

Per effetto delle novità introdotte la definizione di stabile organizzazione di cui all’art. 162 del TUIR viene integrata fino a ricomprendere non più soltanto le sedi fisse di imprese non residenti ma anche la significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato.

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio all’art. 162 del TUIR slegano, dunque, la definizione di stabile organizzazione dalla presenza fisica delle imprese in Italia e il tutto al fine della corretta applicazione della web tax a partire dal 2019.

Ecco la definizione di stabile organizzazione di cui all’art. 162 del TUIR alla luce delle novità della Legge di Bilancio 2018.

Stabile organizzazione: definizione e novità 2018

La definizione di stabile organizzazione è contenuta all’articolo 162 del TUIR, in cui è individuata come “una sede fissa di affari per mezzo della quale l’impresa non residente esercita in tutto o in parte la sua attività sul territorio dello Stato”.

Il comma 2 dell’art. 162 del TUIR individua nel dettaglio quando un’impresa è da considerarsi come stabile organizzazione in Italia. La Legge di Bilancio 2018 modifica proprio quanto previsto dal comma 2, introducendo alcune importanti novità.

Nel dettaglio, con l’aggiunta della lettera f bis al comma 2 dell’art. 162 del TUIR, viene previsto che tra i criteri per l’individuazione di una stabile organizzazione vi sia anche:

“f-bis) una significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato costruita in modo tale da non fare risultare una sua consistenza fisica nel territorio stesso.”

Stabile organizzazione: novità art. 162 TUIR

Tra le modifiche alla definizione di stabile organizzazione, la Legge di Bilancio 2018 sostituisce i commi da 4 a 7 dell’art. 162 del TUIR.

Ecco di seguito il testo dell’art. 1010 della Legge di Bilancio 2018 con tutte le novità introdotte:

4. Fermi restando i commi da 1 a 3, la dizione “stabile organizzazione” non comprende:
a) l’uso di una installazione ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all’impresa;
b) la disponibilità di beni o merci appartenenti all’impresa immagazzinati ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
c) la disponibilità di beni o merci appartenenti all’impresa immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di un’altra impresa;
d) la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare beni o merci o di raccogliere informazioni per l’impresa;
e) la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini dello svolgimento, per l’impresa, di ogni altra attività;
f) la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini dell’esercizio combinato delle attività finanziarie menzionate nelle lettere da a) ad e);

4-bis. Le disposizioni del comma 4 si applicano a condizione che le attività di cui alle lettere da a) a e) o, nei casi di cui alla lettera f), l’attività complessiva della sede fissa d’affari siano di carattere preparatorio o ausiliario.

5. Il comma 4 non si applica ad una sede fissa d’affari che sia utilizzata o gestita da un’impresa se la stessa impresa o un’impresa strettamente correlata svolge la sua attività nello stesso luogo o in un altro luogo nel territorio dello Stato e lo stesso luogo o l’altro luogo costituisce una stabile organizzazione per l’impresa o per l’impresa strettamente correlata in base alle previsioni del presente articolo, ovvero l’attività complessiva risultante dalla combinazione delle attività svolte dalle due imprese nello stesso luogo, o dalla stessa impresa o da imprese strettamente correlate nei due luoghi, non sia di carattere preparatorio o ausiliario, purché le attività svolte dalle due imprese nello stesso luogo, o dalla stessa impresa, o dalle imprese strettamente correlate nei due luoghi, costituiscano funzioni complementari che siano parte di un complesso unitario di operazioni d’impresa.

6. Ferme le disposizioni dei commi 1 e 2 e salvo quanto previsto dal comma 7, se un soggetto agisce nel territorio dello Stato per conto di un’impresa non residente e abitualmente conclude contratti o opera ai fini della conclusione di contratti senza modifiche sostanziali da parte dell’impresa e detti contratti sono in nome dell’impresa, oppure relativi al trasferimento della proprietà, o per la concessione del diritto di utilizzo, di beni di tale impresa o che l’impresa ha il diritto di utilizzare, oppure relativi alla fornitura di servizi da parte di tale impresa, si considera che tale impresa abbia una stabile organizzazione nel territorio dello Stato in relazione a ogni attività svolta dal suddetto soggetto per conto dell’impresa, a meno che le attività di tale soggetto siano limitate allo svolgimento delle attività di cui al comma 4 le quali, se esercitate per mezzo di una sede fissa di affari, non permetterebbero di considerare questa sede fissa una stabile organizzazione ai sensi delle disposizioni del medesimo comma 4.

7. Il comma 6 non si applica quando il soggetto, che opera nel territorio dello Stato per conto di un’impresa non residente, svolge la propria attività in qualità di agente indipendente e agisce per l’impresa nell’ambito della propria ordinaria attività. Tuttavia, quando un soggetto opera esclusivamente o quasi esclusivamente per conto di una o più imprese alle quali è strettamente correlato, tale soggetto non è considerato un agente indipendente, ai sensi del presente comma, in relazione a ciascuna di tali imprese.

7-bis. Ai soli fini del presente articolo, un soggetto è strettamente correlato ad un’impresa se, tenuto conto di tutti i fatti e di tutte le circostanze rilevanti, l’uno ha il controllo dell’altra ovvero entrambi sono controllati da uno stesso soggetto. In ogni caso, un soggetto è considerato strettamente correlato ad un’impresa se l’uno possiede direttamente o indirettamente più del 50 per cento della partecipazione dell’altra o, nel caso di una società, più del 50 per cento del totale dei diritti di voto e del capitale sociale, o se entrambi sono partecipati da un altro soggetto, direttamente o indirettamente, per più del 50 per cento della partecipazione, o, nel caso di una società, per più del 50 per cento del totale dei diritti di voto e del capitale sociale.

Web tax anche alla stabile organizzazione dal 2019

Tra le ragioni della modifica alla definizione di stabile organizzazione vi è senza dubbio la web tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 e in vigore dal 2019.

A partire dal 1° gennaio 2019 la web tax, con aliquota fissa al 3% si applicherà alle prestazioni di servizi effettuate tramite mezzi elettronici e rese nei confronti di imprese residenti nel territorio dello Stato e delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

Tra le stabili organizzazione verranno ricomprese, per effetto della nuova definizione e delle novità della Legge di Bilancio 2018, anche quelle imprese con significativa e continuativa presenza economica in Italia, anche nel caso di assenza di sede fissa.

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