Manutenzione caldaia e bollino blu. Quali sono le scadenze obbligatorie, i costi medi degli interventi e le sanzioni fino a 3.000 euro per chi salta i controlli.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Con l’arrivo dell’autunno e con le temperature che iniziano ad abbassarsi, molte famiglie hanno già acceso i riscaldamenti. Ma le regole per la gestione della caldaia domestica richiedono precisi adempimenti se si vuole garantire la sicurezza della casa ed evitare il rischio di incorrere in sanzioni che partono da 500 euro.
L’impianto per il riscaldamento domestico deve essere mantenuto efficiente e per le caldaie a gas sotto i 100 kW va ripetuto obbligatoriamente ogni 4 anni. Pur essendo un obbligo di legge, questo è anche essenziale per ridurre i consumi ed evitare che l’impianto si possa rompere durante i mesi più freddi (costringendo a rimanere senza riscaldamenti proprio quando servono di più).
La normativa, in Italia, si divide tra manutenzione ordinaria della caldaia e controllo delle emissioni (il cosiddetto bollino blu). Muoversi in anticipo permette non solo di pianificare i controlli ed evitare sanzioni amministrative, ma anche non dover attendere per settimane prima che i tecnici abilitati siano disponibili.
La manutenzione ordinaria della caldaia
Tra manutenzione della caldaia e controllo delle emissioni ci sono profonde differenze e non vanno confuse perché hanno logiche, scadenze e scopi diversi.
La manutenzione è un intervento che permette di mantenere l’impianto sicuro, efficiente e, al tempo stesso, consente di renderlo più duraturo nel tempo. Un po’ come il tagliando dell’auto.
Il tecnico smonta la camera della combustione della caldaia, pulisce il bruciatore e lo scambiatore di calore, i punti dove si accumula maggiormente la fuliggine. Inoltre verifica la pressione del vaso di espansione e controlla che i ventilatori e i sistemi di sicurezza funzionino.
L’obiettivo principale della manutenzione è quella di assicurarsi che la caldaia non abbia fughe di gas o di monossido di carbonio e di prevenire guasti improvvisi, ma serve anche a mantenere il consumo di gas basso.
Per la manutenzione ordinaria non sono previste scadenze fissate dalla legge, solitamente si vedono le istruzioni previste, al riguardo, dal produttore della caldaia o da quanto consiglia l’installatore. Va detto che nella maggior parte dei casi un controllo annuale permette di assicurarsi la massima sicurezza.
Analisi dei fumi e Bollino Blu
L’analisi dei fumi è un controllo previsto dalla legge per tutelare l’ambiente ed assicurarsi il miglior rendimento energetico. Si effettua per verificare che la caldaia non inquini e non sprechi gas.
Il tecnico, in questo caso, inserisce una sonda nel condotto di scarico dei fumi per misurare la quantità di monossido di carbonio e di anidride carbonica prodotta dai fumi.
Se i valori rientrano in quelli previsti dalla legge il tecnico rilascia il cosiddetto bollino blu. Per le caldaie domestiche a gas con potenza inferiore a 100 kW la legge prevede un controllo ogni 4 anni. Se l’impianto è a combustibile liquido o solido, invece, la scadenza è ogni 2 anni.
In ogni caso si consiglia di verificare anche se regole regionali impongano scadenze diverse.
Quanto costa la manutenzione della caldaia?
In molti casi l’analisi dei fumi viene eseguita nel corso del controllo annuale per la manutenzione della caldaia. In ogni caso, vediamo nello specifico quanto costa mantenere la caldaia in condizioni perfette.
Per la manutenzione ordinaria il costo medio oscilla tra i 70 e 100 euro e include la pulizia del bruciatore, la verifica della pressione e il controllo dei vari componenti.
L’analisi dei fumi, invece, costa dai 60 agli 80 euro e nel costo è compreso anche il bollino blu (che prevede una tassa di trasmissione telematica dovuta alla Regione che va da 7 a 15 euro).
Se si sceglie l’intervento combinato di manutenzione e analisi dei fumi il costo varia dai 100 ai 140 euro. In questo caso si tende a risparmiare perché impiegare il tecnico per entrambi i controlli nella stessa sessione abbatte i costi della chiamata.
Attenzione, però: se durante la pulizia si scoprono elementi usuranti, il costo dei ricambi è da sommare alla tariffa della manutenzione. Molte ditte offrono dei piani di abbonamento per la manutenzione annuale, il bollino blu e, in alcuni casi, la chiamata gratuita in caso di guasto improvviso.
leggi anche
Dal 1° gennaio 2027 arriva la nuova lettura consumi del riscaldamento in condominio. Cosa cambia?
Sanzioni e multe per chi salta i controlli della caldaia
Sono previste multe sia per la mancata manutenzione ordinaria sia per il mancato aggiornamento dell’analisi dei fumi. Per il mancato intervento per la manutenzione ci sono sanzioni che vanno da 500 euro a 3.000 euro. La sanzione viene applicata a chi non ha fatto eseguire le operazioni di pulizia o di manutenzione in base alle scadenze previste dal produttore. Se durante l’ispezione non si mostra il libretto della caldaia o questo risulta incompleto o non aggiornato con i timbri, la multa aggiuntiva che si rischia va da 500 a 600 euro.
Come avvengono i controlli? I controlli sulla manutenzione non avvengono a domicilio, ma in modo digitale. Quando il tecnico esegue il controllo registra telematicamente il rapporto tecnico. Il sistema, quindi, incrocia i dati dell’impianto con quelli dei rapporti di manutenzione e del bollino blu: in assenza di riscontro l’ispezione scatta a campione. Le multe, tra l’altro, possono essere retroattive e andare a colpire fino a 5 anni prima: se per due anni, ad esempio, non è stata effettuata la manutenzione, i controlli possono contestare entrambe le annualità.
Chi è obbligato alla revisione e alla manutenzione?
A dover effettuare i controlli sulla caldaia è il responsabile dell’impianto, ovvero colui che ne risponde legalmente. Nello specifico sono responsabili:
- gli inquilini sono responsabili della manutenzione ordinaria della caldaia e dell’analisi dei fumi, perché l’obbligo grava su chi si occupa dell’immobile;
- i proprietari sono obbligati a sostenere i costi di installazione e gli eventuali adeguamenti alle norme di legge;
- gli amministratori di condominio sono responsabili degli impianti centralizzati per conto del condominio.
Sono esentati dall’obbligo dei controlli dei fumi i dispositivi di riscaldamento come stufe elettriche, radiatori elettrici, caminetti aperti, scaldabagni per la produzione dell’acqua calda sanitaria.
Le scadenze sono fissate in modo differenziato e nello specifico:
Per gli impianti a gas (metano o GPL):
- potenza compresa tra 10 kW e 100 kW (classiche caldaie domestiche): controllo fumi ogni 4 anni.
- potenza superiore a 100 kW (impianti condominiali o industriali): controllo fumi ogni 2 anni.
Per gli impianti a combustibile liquido (gasolio) o solido (legna, pellet):
- potenza compresa tra 10 kW e 100 kW: controllo fumi ogni 2 anni.
- potenza superiore a 100 kW: controllo fumi ogni anno.
leggi anche
Quanto costa cambiare la caldaia in Italia?
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.