Le prospettive del cambio euro/dollaro dopo il rialzo della Bce

Roberto Donzelli

10 Settembre 2022 - 17:58

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La Bce ha alzato i tassi di 0,75 punti base. Sarà sufficiente per rilanciare l’euro, che è arrivato al minimo storico contro il dollaro?

Le prospettive del cambio euro/dollaro dopo il rialzo della Bce

Il crollo dell’euro contro il dollaro è stato sicuramente uno degli elementi più importanti in questo 2022, almeno sul fronte economico.

L’economia del Vecchio Continente è molto debole, strangolata dall’alto prezzo delle materie prime in generale e del gas in particolare, elemento fondamentale soprattutto per le due locomotive industriali europee, Germania e Italia. Una situazione che potenzialmente può frenare la Bce nel rialzare i tassi

Gli Usa, da questo punto di vista, si trovano meglio e per questo gli analisti si aspettano una Fed con meno remore nel rialzo dei tassi, come ha anche fatto capire chiaramente Powell nel suo ultimo discorso.

Il risultato di questa situazione è stato il costante rafforzamento del dollaro sull’euro.

Euro ai minimi da 20 anni

Il cambio euro/dollaro esordì intorno a 1,16-1,18 nel 1999. I primi periodi non furono facili per la moneta unica, che rapidamente si deprezzò contro il dollaro, per poi riprendersi gradualmente e tornare sopra la parità nel 2002.

Da allora, non capitò più che la moneta europea scendesse sotto il cambio 1:1 contro la valuta Usa. Nel mentre, arrivò persino a un massimo di oltre 1,60 nel corso del 2008.

Il 2022, però, ha visto un drastico cambiamento di scenario e, per i motivi visti prima, abbiamo visto il cambio sotto la parità per la prima volta dopo 20 anni.

Ma cosa succederà ora con la Bce che ha aumentato i tassi addirittura di 0,75 punti?

La Bce alza i tassi e altri rialzi ci aspetteranno

In parte questo rialzo era già atteso e scontato dal mercato. L’aumento di 0,75 punti porta il tasso di riferimento a 1,50%. Ancora dietro il 2,50% della Fed, ma comunque un aumento importante per l’Istituto di Francoforte.

Non solo, ma altri aumenti sono all’orizzonte e abbastanza scontati. Infatti, al momento l’economia europea sembra incredibilmente resiliente e lo scenario base della Bce prevede sì un rallentamento, ma non una recessione.

Insomma, la lotta all’inflazione sembra essere sempre il focus principale anche nel Vecchio Continente.

Quindi la discesa dell’euro è terminata?

L’euro può scendere ancora

Non c’è dubbio che la moneta unica abbia subito un calo molto molto forte. Tuttavia, è fuori discussione che l’economia americana sia posizionata molto meglio, se non altro per via dell’autonomia energetica (e alimentare) degli Usa.
Questo vuol dire che l’Europa, e con essa la sua moneta, è molto più vulnerabile. Tradotto, la discesa potrebbe continuare.

C’è comunque da dire che, anche in questo scenario, sicuramente gran parte del calo dovrebbe esserci già stato.

Molto dipenderà dall’andamento del conflitto in Ucraina. Se si andasse verso una soluzione nel giro di qualche mese, molti degli elementi che hanno reso l’euro più vulnerabile si affievolirebbero.

Prevedere il futuro non è facile, ma è difficile immaginare oggi un cambio euro/dollaro a 0,7-0,8. Chi voleva «speculare» al ribasso sul cambio avrebbe dovuto posizionarsi prima. Puntare oggi su un nuovo forte calo dell’euro è una scommessa molto più rischiosa.

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