Pensioni novità, addio Quota 41: salta l’incontro tra Governo e sindacati su precoci ed usuranti

Riforma pensioni precoci: slitta ancora la decisione del Governo che annulla il tavolo delle trattative fissato per domani. Per usuranti e precoci ancora in bilico le manovre. Di seguito le ultime notizie.

Le novità per le pensioni e la riforma del settore pensionistico non sono incoraggianti, dal momento che il tavolo delle trattative non si terrà più come stabilito. Governo e sindacati dovevano incontrarsi il 21 settembre, ma dalle ultime notizie l’incontro non avverrà.
Giuliano Poletti ha spiegato che l’incontro è stato rimandato per avere un quadro chiaro della questione e approfondire le possibili manovre.

La questione per i precoci e gli usuranti rimane quindi insoluta e continua ad essere il principale problema di sindacati e staff governativo. Le soluzioni per queste categoria non solo non si trovano, ma comportano un gettito che al momento lo Stato italiano non ha.
L’Ape è stata decisa e le trattative dell’ultimo incontro con i sindacati avevano dato buoni risultati, ma per i precoci la soluzione finale non sembra giungere.

La riforma delle pensioni ha molti nodi da sciogliere ancora e in molti attendevano l’incontro di domani come svolta per la questione. Saltando però le trattative ci si aspettano anche delle conseguenze per l’introduzione della riforma nel pacchetto di norme per la Legge di Stabilità.
Se non si trova una soluzione alle varie questioni che ancora sono rimaste insolute l’intero pacchetto di riforme rischia di saltare.

A quanto pare Governo e sindacati non sono ancora pronti per proporre delle soluzioni alternative alla Quota 41 e a ideare una strategia vincente per i lavoratori precoci e per coloro che svolgono professioni usuranti.
Vediamo cosa è successo oggi, perché sono saltate le trattative di domani e per quando è previsto il prossimo incontro.

Pensioni novità, precoci e usuranti: l’incontro tra Governo e sindacati salta

L’incontro si preannunciava infuocato, dal momento che Governo e sindacati hanno visioni diametralmente opposte sulla questione dei precoci. I segretari continuano a chiedere di applicare la Quota 41, ma il Governo ormai ha deciso: nella riforma entrerà il bonus contributivo.

Poletti ha annunciato inoltre che il tavolo delle trattative stabilito per domani sarà spostato a martedì 27 settembre, dal momento che le parti in causa devono cercare di chiarire la questione. Si devono continuare ad approfondire alcuni argomenti della riforma delle pensioni e soprattutto capire quali sono i punti su cui insistere maggiormente.
Fino a questo momento il lavoro svolto nelle trattative ha portato a buoni risultati, dice il Ministro del Lavoro, bisogna quindi chiudere nel migliore dei modi.

Sembra stano però che per un incontro fissato da settimane nessuna delle due parti avesse un piano pronto e delle proposte idonee ad essere discusse. Susanna Camusso da tempo lamentava la mancanza di dati certi per la distribuzione dei fondi, ma nessuno pensava che si sarebbe giunti a spostare le trattative per queste problematiche.

Il rinvio degli accordi può portare a gravi conseguenze per i lavoratori, che non solo potrebbero vedere rinviata la riforma delle pensioni, ma potrebbero anche non avere delle soluzioni per i settori più a rischio, quali precoci e usuranti.

Pensioni novità, addio definitivo Quota 41: perché non ci sarà l’incontro

A fare le spese di questo momento di incertezza sono i lavoratori più deboli, che verranno come ogni volta messi in un angolo e addirittura rischiano di non essere presi in esame dalla riforma.
Il Governo non ha fondi sufficienti per tutelare tutti e punta tutto sull’Ape e propone di introdurre il bonus contributivo a partire dai 16 anni per i precoci.

Poletti e Nannicini continuano però a non dare informazioni su quali siano i requisiti minimi e il funzionamento della manovra per questa categoria. Con l’incontro di domani sarebbero dovute arrivare le risposte a tutte queste domande, ma il rinvio non fa ben sperare.
Camusso aveva inoltre chiarito nei giorni scorsi che il punto centrale della questione sarebbe stato il nodo dei precoci e che le riforme per questa categoria sarebbero dovute essere chiare.

Le trattative quindi potrebbero essere saltate anche per mancanza di dettagli, che il Governo forse potrebbe ancora non aver messo a punto. Oggi si dovevano anche mettere in chiaro le penalizzazioni che prevedeva l’Ape e capire in che modo avrebbero influito sull’assegno pensionistico, ma per tutto ciò si dovrà attendere il 27 settembre giorno in cui è stato fissato un altro incontro per la riforma delle pensioni.

Pensioni novità, addio Quota 41: precoci ormai di fronte al bonus contributivo

Il Governo ha deciso di spostare il giorno delle trattative, ma di certo non ha cambiato idea sulle soluzioni da prendere per i precoci. Non può infatti introdurre la Quota 41 dal momento che mancano le coperture necessarie per attuare la manovra non sembrano essere sufficienti.
Per il bonus invece le risorse sono reperibili, dato che parte solo parte dei lavoratori precoci potranno accedere al bonus.

Il contributo infatti sarà disponibile solo per coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 16 anni e non verrà attuato a coloro che invece sono entrati nel mercato del lavoro dopo la maggiore età.
Non è ancora chiaro in che modo funzionerà il bonus dato che il Governo non ha ancora dato dei parametri o delle direttive al riguardo.

I precoci per mancanza di fondi potrebbero essere quindi lasciati indietro e rimanere tra le categorie non tutelate dalla riforma delle pensioni. Molti attendono il tavolo che si terrà il 27 settembre, per capire come ha intenzione di procedere il Governo e soprattutto come si applicherà il bonus contributivo.

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