Pensione di reversibilità: cos’è, a chi spetta e importi 2018

La pensione di reversibilità spetta di diritto al coniuge, ma anche ai figli e nipoti nel rispetto di alcuni requisiti. Quali sono e come fare domanda? Scopriamolo.

Pensione di reversibilità: cos'è, a chi spetta e importi 2018

Si definisce pensione di reversibilità il trattamento previdenziale che viene riconosciuto ai familiari superstiti di un defunto (se a sua volta risultava titolare di una pensione di vecchiaia, anzianità o inabilità).

Quindi, grazie alla pensione di reversibilità il trattamento previdenziale maturato dal defunto non si estingue con la sua morte poiché viene riconosciuto ai suoi familiari in presenza di determinate condizioni.

A tal proposito è importante capire quando si ha diritto alla pensione del familiare defunto e quali sono gli importi riconosciuti a seconda delle circostanze; il calcolo della pensione di reversibilità, infatti, dipende dai familiari ai quali questa viene riconosciuta come approfondiremo meglio di seguito.

Vediamo quindi quali sono le regole che che disciplinano i beneficiari della pensione di reversibilità, approfondendo i requisiti necessari affinché questa spetti al coniuge, ai figli e agli altri familiari.

Quando spetta al coniuge?

Il coniuge ha sempre diritto alla pensione di reversibilità. È considerato coniuge a tutti gli effetti anche chi ha sottoscritto un’unione civile.

In caso di separazione il coniuge ha diritto all’assegno di reversibilità, anche se i requisiti cambiano per la separazione con addebito. In questo caso potrà farne domanda solo se il superstite percepiva un assegno di mantenimento.

In caso di divorzio la pensione di reversibilità può essere richiesta se si era titolari di assegno divorzile. Nel caso di nuove nozze del coniuge defunto sarà necessario rivolgersi ad un Tribunale per il riconoscimento delle quote sull’importo complessivo.

Il coniuge superstite che è passato a nuove nozze perde i requisiti alla pensione di reversibilità. Ha di diritto però una tantum a due annualità dell’importo in pagamento.

Quando spetta ai figli?


I figli possono richiedere la pensione di reversibilità se sono minorenni, oppure studenti di scuola secondaria (fino a 21 anni), studenti universitari (fino alla laurea o al massimo fino a 26 anni), inabili (a prescindere dall’età) e se risultavano a carico del genitore al momento della morte.

Quando spetta ai nipoti?


I nipoti possono ottenere la pensione di reversibilità se sono minorenni e se risultano a carico dei nonni al momento della morte.

Quando spetta ai genitori e ai fratelli e alle sorelle?

La pensione di reversibilità, in caso di mancanza di coniuge, figli o nipoti, spetta ai genitori se hanno un’età di almeno 65 anni, se non risultano titolari di pensione e se risultavano a carico del defunto al momento della sua morte.

Nel caso di assenza di tutti i familiari sopra elencati potranno essere titolari di pensione di reversibilità i fratelli e le sorelle a condizione che gli stessi siano celibi o nubili e inabili, che non siano titolari di pensione e che risultassero a carico del loro parente alla sua morte.

Quando i familiari sono a carico?

Come abbiamo appena visto, per poter rientrare all’interno delle persone che hanno diritto al calcolo della pensione di reversibilità un requisito spesso richiesto è quello di risultare a carico della persona venuta a mancare. I vincoli economici da dover far valere in questi casi sono vari e per i figli maggiorenni si distinguono tre casi differenti.

Eccone l’elenco con i requisiti economici per la pensione di reversibilità aggiornati al 2018:

  • figli maggiorenni con reddito inferiore ai 8.575,39 euro annui (ovvero l’importo del trattamento minimo aumentato del 30%);
  • figli maggiorenni inabili con reddito inferiore ai 16.664,36 euro annui (ovvero l’importo della pensione di invalidità civile):
  • figli maggiorenni inabili con pensione di accompagnamento e con reddito inferiore ai 22.860,56 euro (ovvero il valore della pensione di invalidità civile unitamente a quella di accompagnamento).


Oltre alla sussistenza dei requisiti economici indicati si dovrà provvedere a dimostrare che il richiedente sia stato effettivamente a carico del pensionato. La modalità più semplice (ma non l’unica possibile) è quella di dimostrare l’avvenuta convivenza con la persona in virtù della quale si richiede la pensione di reversibilità.

Come si calcola?

Di seguito vediamo la percentuale della pensione percepita dal defunto al momento della sua morte spettante a ciascuno degli aventi diritto nei vari casi:

  • 60% nel caso vi sia solo il coniuge;
  • 70% nel caso vi sia solo un figlio;
  • 80% nel caso vi sia il coniuge e un figlio;
  • 100% nel caso vi sia il coniuge e due o più figli o nel caso di tre o più figli;
  • 15% per ogni altro familiare.

Inoltre, è importante sottolineare che a partire dal 1° gennaio 2012 è prevista una decurtazione della percentuale che spetta al coniuge superstite nei casi in cui il deceduto abbia contratto matrimonio ad un’età superiore a 70 anni o la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni o il matrimonio sia stato contratto per un periodo di tempo inferiore ai dieci anni.

La decurtazione della pensione ai superstiti non opera qualora vi siano figli minori, studenti o inabili. Inoltre la somma di denaro viene ridotta delle seguenti percentuali se il titolare possiede altri redditi:

  • 25% se il reddito del beneficiario è superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • 40% se il reddito del beneficiario è superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • 50% se il reddito del beneficiario è superiore a 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Come fare domanda

La domanda per la pensione di reversibilità deve essere indirizzata all’Inps. La richiesta deve essere formulata unicamente tramite canali telematici e per inviarla con successo l’Inps ha messo a disposizione dell’utente una serie di possibilità. Nel caso la richiesta debba essere avanzata da minori, la domanda dovrà essere presentata dai suoi legali di rappresentanza.

La richiesta per la pensione di reversibilità può essere comunicata all’Inps avvalendosi di tre modalità principali:

  1. per via telefonica attraverso il Contact Center adibito al servizio. Per la rete fissa il numero gratuito da digitare è il 803164, per quella mobile invece è 06164164 e la tariffa dipende dal proprio operatore telefonico.
  2. utilizzando il sito web dell’Inps ed effettuando l’accesso con il PIN dispositivo.
  3. tramite gli intermediari autorizzati come patronati, caf, professionisti.

Non ci sono scadenze particolari per inviare la domanda per la pensione di reversibilità, dal momento che può essere presentata in qualsiasi momento successivo alla data del decesso. Riguardo il trattamento pensionistico privilegiato che afferisce alla gestione pubblica la richiesta non deve essere avanzata oltre i 5 anni dalla morte del pensionato. Si perde il diritto all’erogazione dei ratei di pensione trascorsi 10 anni dal decesso.

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