Pensione di invalidità agli stranieri: sarà così anche per il reddito di cittadinanza?

La pensione di invalidità civile spetta a tutti gli stranieri, a stabilirlo è l’ordinanza della Corte di Cassazione del 1° ottobre 2018. Sarà così anche per il reddito di cittadinanza?

Pensione di invalidità agli stranieri: sarà così anche per il reddito di cittadinanza?

Tutti gli stranieri con regolare permesso di soggiorno hanno diritto alla pensione di invalidità civile. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23763 del 1° ottobre 2018 che potrebbe aprire a novità anche in merito al reddito di cittadinanza.

Per tutte le prestazioni che rispondono a bisogni primari del richiedente non possono esserci differenze tra i requisiti richiesti ai cittadini italiani e agli stranieri e per poter richiedere la pensione di invalidità civile non è indispensabile essere titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo.

Il riconoscimento della pensione di invalidità a tutti gli stranieri regolari apre alla possibilità di presentazione di ricorsi per tutte le domande rigettate dall’INPS ma, soprattutto, l’ordinanza della Corte di Cassazione potrebbe rappresentare un precedente per il reddito di cittadinanza.

Il Governo, al lavoro sul disegno di Legge di Bilancio 2019, ha più volte annunciato che il reddito di cittadinanza spetterà soltanto agli italiani. Per gli stranieri attualmente l’orientamento del M5S è quello di prevedere come requisito quello della residenza in Italia da almeno 10 anni.

Regole che tuttavia, anche a fronte dell’ordinanza della Cassazione sulla pensione di invalidità agli stranieri, rischiano di creare una discriminazione non rispettosa dei principi previsti dalla Costituzione italiana.

La pensione di invalidità spetta a tutti gli stranieri regolari: ecco la decisione della Cassazione

Per aver diritto alla pensione di invalidità civile non è necessario essere in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo.

L’ordinanza della Corte di Cassazione si pone in netto contrasto con l’interpretazione dell’INPS e della Corte di appello di Genova, che avevano negato ad un cittadino straniero il diritto alla pensione di invalidità per gli anni precedenti a quelli in cui era maturato il requisito di residenza minima di cinque anni che permette, per l’appunto, di ottenere l’ex carta di soggiorno.

Nell’ordinanza n. 23763 del 1° ottobre 2018 la Corte di Cassazione stabilisce, anche in considerazione degli orientamenti della Corte europea e in base al principio di non discriminazione stabilito dall’articolo 14 del CEDU che ogni norma di carattere restrittivo è riconosciuta come priva di giustificazione.

La pensione di invalidità civile quindi spetta a tutti i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia “da tempo apprezzabile e in modo non episodico”.

A conclusione dell’ordinanza, la Corte di Cassazione a differenza di quanto sostenuto dall’INPS afferma che ai fini del riconoscimento di prestazioni sociali necessarie per rispondere ai bisogni primari della persona non è consentita alcuna differenziazione tra italiani e stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno. Alla base della pronuncia risiedono i principi inviolabili stabiliti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione.

Dalla pensione di invalidità al reddito di cittadinanza: perché spettano anche agli stranieri

L’ordinanza della Cassazione sul riconoscimento della pensione di invalidità civile a tutti gli stranieri regolari apre alla necessità di un cambio di rotta da parte del Governo sui requisiti per richiedere il reddito di cittadinanza.

In una recente intervista il Vice Premier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha ribadito che non tutti gli stranieri avranno diritto al reddito di cittadinanza, che dovrebbe partire dal 2019, ma soltanto quelli soggiornanti in Italia da almeno 10 anni.

L’esclusione degli stranieri dal sussidio anti-povertà rischia tuttavia di causare non pochi problemi, anche a seguito della recente pronuncia della Corte di Cassazione.

Bisogna chiarire che quando si parla di stranieri l’attuale Governo fa riferimento soprattutto agli extra-comunitari, seguendo la linea politica dettata dalla Lega, mentre al contrario pare ormai dato per assodato che non vi potranno essere limitazioni all’erogazione del sussidio di cittadinanza agli appartenenti all’UE residenti in Italia.

La stessa impossibilità di stabilire “requisiti discrezionali e valutazioni individuali” relative a prestazioni di sicurezza sociale dovrebbe riguardare anche la definizione della platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, così come richiamato dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza 14.6.16 C-308/14.

Il reddito di cittadinanza non potrà essere negato agli stranieri e questo perché ancor prima della Giurisprudenza di merito bisogna far riferimento a quelli che sono i principi fondamentali della Costituzione.

Lega e Movimento 5 Stelle dovranno prestare particolare attenzione nella definizione dei requisiti per l’accesso al reddito di cittadinanza ma, soprattutto, non potranno far finta di ignorare le norme e le pronunce di diritto della Cassazione.

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