Materie prime: oro oltre i 1.300 dollari nel 2019?

Secondo gli analisti di WisdomTree il sentiment sul metallo giallo è eccessivamente negativo, il vero responsabile del crollo sembra dovuto ad un posizionamento speculativo sui future. Operazioni di copertura sulle posizioni corte potrebbero dare lo spunto necessario per l’inizio di un rally

Materie prime: oro oltre i 1.300 dollari nel 2019?

Secondo Nitesh Shah, Director of Research di WisdomTree, il recente calo del 4% dell’oro, in atto da fine giugno, risulta eccessivo e fattori come l’aumento dei rendimenti obbligazionari e l’apprezzamento della valuta statunitense, non sono comunque sufficienti a giustificare il ribasso dei prezzi.

Per l’esperto la causa del calo del metallo prezioso è piuttosto da attribuire ad un crollo del sentiment, misurato tramite un posizionamento speculativo sul mercato dei future, che è sceso ai minimi dal 2011.

La fiducia degli investitori nei confronti dell’oro è in calo a causa della mancata performance positiva durante il sell-off sui mercati emergenti. Tuttavia, considerato il positivo andamento ottenuto dai titoli azionari dei mercati sviluppati durante quel periodo, non sorprende il fatto che i prezzi dell’oro non siano saliti. Questo scenario suggerisce che gli investitori durante il crollo semplicemente non erano alla ricerca del bene rifugio.

Proprio per questo eccessivo pessimismo, il metallo giallo sembra pronto per un rally. “A nostro avviso l’oro chiuderà l’anno vicino ai 1.270 dollari l’oncia e raggiungerà i 1.320 dollari l’oncia nel terzo trimestre del prossimo anno, in rialzo dai 1.200 dollari l’oncia attuali”, afferma Shah.

Il rialzo dei tassi di interesse e l’allentamento delle pressioni inflazionistiche dovrebbero incidere negativamente sul prezzo dell’oro, mentre il deprezzamento del biglietto verde dovrebbe influire positivamente, ma secondo l’esperto questi scenari non sorprenderanno il mercato.

L’esperto ritiene che i prezzi dell’oro chiuderanno il periodo previsionale in aumento, soprattutto in conseguenza del miglioramento del sentiment inspiegabilmente così negativo.

A cambiare il sentiment, spiega Shah, potrebbe essere una condizione di ripresa, anche moderata, che favorirebbe operazioni di copertura delle posizioni corte, intensificando l’aumento dei prezzi e ponendo le basi per l’inizio di un rally.

Inoltre, i rischi legati alle guerre commerciali, ai negoziati sulla Brexit e alle tensioni finanziarie, potrebbero attirare l’attenzione degli investitori sul metallo giallo come “bene di rifugio”.

“In conclusione, diversi risultati rimangono ancora possibili per l’oro ma nel nostro scenario di base ci aspettiamo che i prezzi salgano superando i 1.320 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2019, soprattutto come risultato del posizionamento speculativo sulla ripresa dei mercati dei future con la copertura delle posizioni corte”, conclude Nitesh Shah.

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