Lavoro di cittadinanza: cos’è e come funziona l’ultima idea di Renzi

Lavoro di cittadinanza: cos’è e come funziona l’ultima proposta fatta da Matteo Renzi in tema di Welfare, che sembrerebbe però essere frutto di un’idea di Brunetta per Forza Italia.

Lavoro di cittadinanza: cos’è e come funziona l’ultima proposta fatta da Matteo Renzi in tema di welfare, ma che per prima parrebbe essere stata pensata da Renato Brunetta per rilanciare Forza Italia.

Il lavoro di cittadinanza quindi nasce con questo piccolo giallo: il primo a parlarne pubblicamente è stato Matteo Renzi in un’intervista al Messaggero, ma già due settimane prima Ugo Magri su La Stampa ne parlava come l’ultima trovata di Renato Brunetta in tema di welfare.

Al reddito di cittadinanza che da sempre è il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, Renzi quindi vorrebbe proporre in alternativa il lavoro di cittadinanza, scippando parrebbe l’idea a Silvio Berlusconi e Forza Italia.

Vediamo allora cos’è e come funziona il lavoro di cittadinanza, chi lo potrebbe richiedere e quanto dovrebbe costare allo Stato approvare un provvedimento del genere.

Lavoro di cittadinanza: cos’è e come funziona

Reduce dalle battaglie in seno al Pd, sfociate con col scissione dei Democratici e Progressisti e nelle primarie indette per il prossimo 30 aprile, Matteo Renzi torna dal suo viaggio in California con una proposta molto forte in tema di welfare.

Intervistato dal Messaggero, l’ex premier punta nuovamente sul lavoro per riconquistare quella fiducia degli italiani che ultimamente sembrerebbe essergli venuta meno. Quindi difesa del Jobs Act, taglio dell’Irpef ma soprattutto lavoro di cittadinanza.

A primo ascolto, sembrerebbe essere una proposta molto simile al reddito di cittadinanza proposto da tempo dal Movimento 5 Stelle, che invece viene bollata da Renzi come lesiva dell’articolo 1 della Costituzione, in quanto non garantirebbe lavoro e dignità agli italiani ma solo assistenzialismo.

Il lavoro di cittadinanza invece si baserebbe su principi differenti. Ogni disoccupato potrebbe fare richiesta di accedervi, con lo Stato che gli garantirebbe un posto di lavoro per 3 mesi.

Finito il periodo di lavoro, nel caso poi che l’azienda non confermasse il lavoratore, questo potrà usufruire di altri 3 mesi di indennità di disoccupazione, per poi poter fare una nuova richiesta.

Una proposta quindi questa del lavoro di cittadinanza che andrebbe a rivoluzionare il mondo del lavoro e della disoccupazione. Unico problema e non di poco conto è il costo paventato per lo Stato: circa 10 miliardi.

Garantire un lavoro a tutti invece che un salario per non fare nulla, questo è il principio del lavoro di cittadinanza proposto da Matteo Renzi. Un’idea che però sembrerebbe esser frutto della mente di Renato Brunetta, che l’avrebbe messa a punto per la campagna elettorale di Forza Italia.

Lavoro di cittadinanza: lo scenario politico

Dalle prime dichiarazioni e volontà programmatiche che iniziano a trapelare da parte dei vari esponenti politici, sembrerebbe essere assodato che la prossima campagna elettorale si giocherà tutta sul tema del lavoro e del welfare.

Difficile che possa essere il contrario: la situazione dell’Italia è sempre più critica in materia, il Jobs Act non ha dato i frutti sperati e cresce sempre più il numero delle persone in difficoltà. Anche chi ha un lavoro, spesso però non riceve un salario adeguato per sostenere i costi.

Milioni di italiani che quindi sarebbero pronti a votare il partito o il candidato capace di mettere sul piatto la proposta più interessante in tema di welfare. Il Movimento 5 Stelle con il suo reddito di cittadinanza da tempo ha lanciato la propria idea.

Anche se diverse regioni governate dal Partito Democratico come il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Basilicata e la Puglia di Michele Emiliano hanno adottato misure simili al reddito di cittadinanza, Renzi invece penserebbe a garantire un lavoro invece che soldi a chi è disoccupato.

Terreno questo fiutato anche da Silvio Berlusconi, che si starebbe preparando alla ennesima campagna elettorale basata su colpi ad effetto. Oltre a ritoccare le pensioni minime e al banco alimentare, Brunetta avrebbe imbastito nelle scorse settimane anche il lavoro di cittadinanza.

Una proposta però che ancora non è stata dichiarata pubblicamente. Cosa invece che è stata fatta da Matteo Renzi, anche se capiremo meglio come il candidato alla segreteria del Pd intenda strutturare il lavoro di cittadinanza il prossimo 10 marzo, quando al Lingotto inizieranno i lavori per stilare il suo programma elettorale.

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