È guerra economica tra USA e Russia?

La Russia paragona le sanzioni statunitensi a una dichiarazione di guerra economica e minaccia di rispondere con altri mezzi

È guerra economica tra USA e Russia?

Le sanzioni che gli USA hanno intenzione di imporre a Mosca rappresentano una dichiarazione di guerra economica.

È quanto affermato dal primo ministro russo Dmitry Medvedev, in riferimento all’annuncio di misure restrittive da parte statunitense per via del tentato avvelenamento con il gas nervino di Serghej Skripal, ex spia russa, e successivamente della figlia Julija.

Solo qualche giorno fa il Dipartimento di Stato americano ha annunciato la sua mossa, che mira a punire la violazione delle regole internazionali per l’utilizzo di armi chimiche, come disciplinato da un’apposita legge del 1991.
Ma la Russia si è sempre dichiarata estranea alla vicenda, criticando gli Stati Uniti e dicendosi pronta a rispondere “con altri mezzi”.

Medvedev parla di guerra economica e si dice pronto a una replica

Secondo quanto riferito da Reuters, il primo ministro russo avrebbe dichiarato che eventuali limitazioni ad operazioni bancarie o penalizzazioni dirette a specifiche valute imposte dagli USA potrebbero essere definite un’inequivocabile “dichiarazione di guerra economica”.

Medvedev avrebbe poi aggiunto l’intenzione di reagire economicamente, politicamente o, se necessario, “con altri mezzi”.
Il tutto a seguito dell’annuncio dello scorso mercoledì da parte dell’amministrazione Trump, che ha previsto sanzioni contro Mosca per il caso Skripal, indicando il 22 agosto come data di avvio.

Serghej Skripal, ex spia russa, è stato ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato avvelenato in Gran Bretagna il 4 marzo scorso. Sua figlia Yulia, accorsa a fargli visita, ha ricevuto lo stesso trattamento.

Secondo prime segnalazioni le misure USA riguarderanno beni sensibili legati a questioni di sicurezza nazionale, e potrebbero arrivarne altre a distanza di 90 giorni qualora gli States considerino ancora viva la minaccia armi chimiche da parte russa.

Il Cremlino si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, definendo “inverosimili” le accuse degli States.

Il rublo crolla ai minimi di due anni sul dollaro

Sulla scia dei timori legati ad ulteriori sanzioni statunitensi, il rublo ha toccato i minimi di quasi due anni. Il dollaro ha invece registrato i massimi contro la valuta russa da novembre del 2016.

Il biglietto verde ha guadagnato il 5,8% sul rublo dalla fine di luglio e il 14,6% dall’inizio dell’anno.
Nel frattempo, i credit default swap a 5 anni della Russia hanno raggiunto il loro massimo di nove settimane alla notizia delle sanzioni.

Trump ha evitato di commentare gli sviluppi della faccenda, che hanno anticipato di poche settimane il summit tra lo stesso tycoon statunitense e il Presidente russo Vladimir Putin a Helsinki, in Finlandia.

Durante quell’incontro era emersa in un primo momento un’apparente solidarietà del Presidente con Mosca, circostanza poi smentita.
Tanto che l’amministrazione USA ha dichiarato di essere pronta a imporre una seconda serie di sanzioni alla Russia dopo 90 giorni dall’avvio, qualora il Cremlino non dovesse garantire determinati criteri.

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