Forex, sterlina-dollaro si mantiene forte in vista di Fed e BoE: cosa aspettarsi?

Il cambio sterlina-dollaro attende le decisioni di Fed e BoE tenendo un andamento rialzista: vediamo le possibili evoluzioni di GBP/USD nei prossimi due giorni, decisivi.

Il cambio sterlina-dollaro cerca con oggi di dare seguito all’inizio di settimana positivo, arrivato ormai al test di quota 1,270 e distante una manciata di pip dai massimi degli ultimi due mesi.

La prova di forza della sterlina di queste ultime settimane rischia però di essere presto messa in discussione: sono in arrivo le riunioni di entrambe le banche centrali di USA e Regno Unito, con la prima molto più orientata all’azione della seconda.

L’attesa del mercato nei confronti della riunione Fed vive di chiare aspettative. Ci si attende un rialzo dei tassi di interesse americani di almeno 25 punti base, primo (e ultimo) intervento del 2016, con il movimento del dollaro di questi ultimi giorni che sembra prendere fiato prima di un nuovo sprint.

Dalla riunione BoE non si attendono invece novità, sebbene i dati incoraggianti su consumi e livello dei prezzi potrebbero portare Carney a fare uso di toni sostenuti e ottimisti per il futuro, alleggerendo così le pressioni sul pound, come già sembra avvenire dallo scorso mese.

Dopo aver visto le ultime importanti novità sul rublo russo, analizziamo ora la situazione di sterlina-dollaro alla vigilia di una due-giorni decisiva.

Forex, sterlina-dollaro in attesa di Fed e BoE: due riunioni “rialziste”?

Il cambio sterlina-dollaro è uno dei pochissimi cambi che, pur coinvolgendo il biglietto verde, viene da settimane di andamento favorevole all’altra valuta, in questo caso il pound.

Il merito è proprio della sterlina e del suo ottimo periodo di forma. Da un lato dati economici positivi su consumi e livello dei prezzi hanno reso meno cupe le prospettive, mentre dall’altro le procedure della Brexit si sono rallentate e con loro è rallentata l’azione punitiva del mercato nei confronti della valuta britannica.

Il risultato è il mantenimento di un trend tutt’ora rialzista per GBP/USD, che si vede ora costretto a subire l’importante test delle banche centrali, con aspettative che vorrebbero una messa in discussione dell’attuale inerzia.

La BoE, attesa giovedì, dovrebbe mantenere gli attuali parametri di politica monetaria invariati attraverso il prossimo anno, ma è lecito attendersi parole incoraggianti da parte del governatore Carney, con gli ultimi dati che potrebbero condurre a toni hawkish, quindi più ottimisti del solito.

L’eventuale impatto favorevole che la sterlina potrà ricevere dalla riunione BoE, tuttavia, dovrà vedersela con gli esiti della riunione Fed, in programma domani sera.

Il rialzo dei tassi USA dovrebbe giocare a favore del dollaro e, a meno di clamorose sorprese, andare quindi a controbilanciare, con un effetto potenzialmente maggiore, l’impatto positivo che il pound si attende dalle parole di Carney.

Il risultato potrebbe quindi essere un’interruzione del trend rialzista evidenziato nel seguente grafico H4 dalla trendline in verde:

Iniziato a fine ottobre, il percorso di recupero della sterlina ha portato GBP/USD dai minimi storici a 1,208 fino all’attuale test di quota 1,27, nei pressi dei massimi stabiliti la scorsa settimana, i più alti dall’evento dell’algoritmo notturno.

La resistenza a 1,267 accompagna e cerca di offrire sostegno per il ritorno al di sopra dell’1,27, con i target successivi che attendono la quotazione a 1,275 e 1,285.

Si tratta degli unici due riferimenti in una zona di prezzo poco frequentata e dove il cambio potrebbe costruirsene altri. In ogni caso lo scenario rialzista deve passare da questi livelli, e oltre questi livelli vivrebbe un ritorno ai valori di agosto e settembre.

L’impatto della Fed potrebbe però compromettere il rialzo, portare all’abbattimento della trendline e quindi verso una delle zone a più alta frequentazione degli ultimi mesi, ovvero il range 1,231-1,254.

Lo scenario potrebbe anche spingere la quotazione verso la fascia più bassa di minimi, compresa dalle linee arancioni tra l’1,21 e l’1,23, ma a quel punto sarà il turno della BoE e la sterlina avrebbe subito l’occasione per allontanarsi dalla zona di minimi.

Nonostante la Fed, infatti, non bisogna dimenticare che le prospettive per la sterlina e per il Regno Unito sembrano migliorare e quella che si è mostrata finora una delle valute più forti contro il dollaro USA potrebbe rimanere tale, anche dopo le riunioni delle due banche centrali.

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