Forex, dollaro canadese attende decisione sui tassi: USD/CAD destinato al rialzo secondo BofA

Il cambio dollaro USA-dollaro canadese rimane stabile sotto l’1,33 in vista dell’intervento della Bank of Canada: sono diversi i fattori pronti a trainare il CAD, secondo BofA al ribasso.

Il cambio dollaro USA-dollaro canadese cerca di trovare stabilità dopo il recente crollo avuto con l’accordo dell’OPEC e il conseguente apprezzamento del petrolio.

Alle ore 16:00 di oggi è attesa la decisione da parte della Bank of Canada sui tassi di interesse, attualmente fissati al +0,50%. Le previsioni del mercato non guardano a nessun tipo di intervento, con la banca centrale del paese che ha diversi aspetti da monitorare.

L’arrivo del 2017 è per gli Stati Uniti un’incognita e di riflesso non può lasciare tranquillo neanche il Canada, sia per quanto riguarda la gestione dei tassi di interesse da parte della Fed che per ciò che concerne l’attitudine di Trump nei confronti del NAFTA.

Dopo aver visto le previsioni per il 2017 di euro-dollaro, capiamo ora perché Bank of America Merrill Lynch crede in uno scenario rialzista per USD/CAD.

Forex, USD/CAD sotto l’1,33 attende BoC: chiusura di 2016 in rialzo secondo BofA

Il cambio dollaro USA-dollaro canadese ha reagito, come prevedibile, in maniera piuttosto sensibile agli ultimi eventi che hanno portato il petrolio ad un veloce apprezzamento.

La valuta domestica ha quindi visto aumentare il proprio valore, correlato positivamento con l’oro nero, in uno scenario macroeconomico che ha accompagnato questa situazione con altre notizie positive per il Canada.

Le vendite al dettaglio, il tasso di disoccupazione e l’inflazione hanno negli ultimi mesi mostrato un cammino incoraggiante dal punto di vista della Bank of Canada, che però è destinata a non intervenire nella giornata di oggi sui tassi di interesse.

La situazione è infatti più complessa di quello che sembra.

Nonostante il governatore Poloz abbia rivisto le stime dell’inflazione dopo gli ultimi dati, con la previsione di un raggiungimento del target voluto nel corso del 2017, altri fattori rischiano di compromettere la salute del CAD.

I pericoli, sottolineati da Bank of America Merrill Lynch, riguardano innanzitutto la prossima riunione della Fed e l’aspettativa che verrà attuato un percorso di rialzo dei tassi di interesse USA più convinto di quello che ad oggi non crede il mercato.

Un gap a livello dei tassi di interesse tra USA e Canada sarebbe il principale fattore a trainare un’alterazione del rapporto di forza tra le valute dei due paesi, ovviamente incrinato a favore del biglietto verde.

Se infatti esiste una variabile che più del petrolio va a influenzare il valore del CAD è proprio il differenziale nei tassi rispetto agli USA, scenario che dal 14 dicembre e per il corso del 2017 rischia di fare la differenza.

Inoltre, sottolinea la banca di investimento americana, il North America Free Trade Agreement e la volontà espressa da Trump di rivederlo in maniera sostanziale rappresentano un fattore di rischio per il Canada, che sarebbe destinato a soffrire questo scenario che lo riguarda in prima persona.

Quindi una difficoltà nelle esportazioni non-energetiche, la perdita di competitività nel caso in cui il NAFTA venga pesantemente rivisto e soprattutto un atteggiamento della Fed più convito del previsto sono i fattori che secondo BofA trascineranno USD/CAD verso l’1,36 entro fine 2016 e verso l’1,43 nel corso del 2017.

Ora il cambio è fermo sotto quota 1,33, come osservabile dal seguente grafico H4:

La recente rottura del canale rialzista con l’accordo dell’OPEC e il crollo che ne è seguito ha visto un provvisorio stop in corrispondenza del supporto a 1,323, con la quotazione equidistante anche dalla resistenza a 1,335.

L’effetto di oggi della decisione sui tassi di interesse potrebbe non avere particolari ripercussioni su USD/CAD, il cui trend a breve termine rimane per ora ribassista e vede come successivo target l’1,313, dopo un eventuale abbattimento di quota 1,323.

Il percorso al rialzo previsto da BofA potrebbe cominciare proprio in vista della riunione Fed, prevista per la prossima settimana, e dovrà come prima cosa attraversare le resistenze a 1,335 e 1,342.

A quel punto il livelli record degli ultimi mesi sarebbero vicini e la ripresa del trend rialzista del dopo estate verrebbe realizzata, con la possibilità di vivere davvero lo scenario prefigurato dalla banca di investimento americana.

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