Fondo integrazione salariale: si amplia la platea dei datori di lavoro. Le novità Inps

L’Inps ha fornito chiarimenti sul Fondo d’integrazione salariale. Più beneficiari e modalità di richiesta. Ecco tutte le novità.

Nuove indicazioni dall’Inps sul Fondo d’integrazione salariale.
La circolare che trovate in allegato fornisce nuove indicazioni sulla platea dei beneficiari, sulle tempistiche e sulle procedure per accedere al Fondo di integrazione salariale che, si ricorda, prevede due prestazioni: l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.

Le misure a sostegno di datori di lavoro e dipendenti si applicano già a partire dallo scorso gennaio, ma la circolare Inps ha previsto nuove modalità ed ha ampliato la platea dei lavoratori e di datori di lavoro che potranno, potenzialmente, accedere al Fondo di integrazione salariale.

Il Fondo di integrazione salariale, dal 2016, si applica a datori di lavoro e lavoratori dipendenti, in costanza di lavoro, che non rientrano nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che non usufruiscono di Fondi di solidarietà bilaterali.

Ma quali sono le nuove indicazioni sull’accesso al Fondo di integrazione salariale che ha fornito l’Inps e, soprattutto, quali sono le categorie di lavoratori e datori di lavoro che possono accedere alla prestazione?

Vediamole insieme.

Fondo d’integrazione salariale: l’assegno di solidarietà e assegno ordinario

Il Fondo d’integrazione salariale, si ricorda, prevede due modalità d’erogazione: l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.

L’assegno di solidarietà è una prestazione a sostegno del reddito sostenuta dai datori di lavoro che, per evitare licenziamenti plurimi, stipulano con i sindacati degli accordi collettivi aziendali per la riduzione dell’orario di lavoro.

L’assegno ordinario è, invece, una prestazione che il Fondo d’integrazione salariale prevede per i dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti - compresi gli apprendisti - posti in sospensione per difficoltà aziendali, difficoltà di mercato, riorganizzazione aziendale o crisi aziendale.

La prestazione del Fondo d’integrazione salariale potrà avere le seguenti durate massime, anche relativamente a periodi non continuativi:

  • 36 mesi di assegno di solidarietà;
  • 24 mesi di assegno di solidarietà + 6 mesi assegno ordinario + 6 mesi assegno ordinario;
  • 24 mesi di assegno di solidarietà + 6 mesi assegno ordinario + 6 mesi assegno di solidarietà.

Fondo d’integrazione salariale: ecco le indicazioni Inps sui beneficiari

Con la circolare Inps si amplia la platea dei beneficiari delle tutele del Fondo d’integrazione salariale: si applica anche ai datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti.

Il numero di dipendenti occupati è verificato mensilmente, in riferimento alla media occupazionale del semestre precedente.
L’ulteriore chiarimento che arriva dall’Inps per l’accesso al Fondo d’integrazione salariale riguarda proprio la determinazione del numero di dipendenti occupati: vengono conteggiati i lavoratori con contratto di lavoro subordinato e gli apprendisti con contratto di lavoro professionalizzante, in più i lavoratori a domicilio e i dirigenti.
Inoltre, i lavoratori a tempo parziale, che vengono computati nel numero dei lavoratori dipendenti in proporzione alle ore lavorative effettuale; stessa modalità di computo per i lavoratori intermittenti, conteggiati in proporzione all’orario svolto nel semestre precedente.

L’Inps inoltre ha stabilito la decorrenza delle nuove disposizioni circa i beneficiari del Fondo d’integrazione salariale: il Fondo, a decorrere dal 1 gennaio 2016, assicura tutela in costanza di rapporto di lavoro per lavoratori di datori di lavoro con una media maggiore di cinque dipendenti.

Fondo d’integrazione salariale: i limiti d’accesso alle risorse

La circolare Inps stabilisce, inoltre, un limite aziendale per l’accesso alle risorse del Fondo d’integrazione salariale. Il tetto aziendale verrà introdotto gradualmente; non è previsto alcun limite per l’anno 2016.
Dal 2017 fino al 2022 il tetto aziendale verrà calcolato in percentuale rispetto all’ammontare della contribuzione ordinaria dovuta.
Gradualmente, l’Inps procederà in questo modo:

  • 2017: tetto aziendale 10 volte rispetto a contribuzione ordinaria dovuta;
  • 2018: 8 volte;
  • 2019: 7 volte;
  • 2020: 6 volte;
  • 2021: 5 volte;
  • 2022 in poi: 4 volte.

La gradualità dell’applicazione delle disposizioni relative all’accesso al Fondo d’integrazione salariale è adottata con l’obiettivo di agevolare le aziende nei primi anni di operatività del Fondo.

Fondo d’integrazione salariale: modalità di presentazione della domanda

Per la richiesta di accesso all’assegno di solidarietà, i datori di lavoro sono tenuti a presentare domanda in via telematica alla struttura territoriale Inps competente per unità produttiva, entro 7 giorni dall’accordo sindacale; la riduzione dell’orario lavorativo deve avvenire entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Alla domanda bisognerà allegare:

  • l’accordo collettivo aziendale;
  • l’elenco dei lavoratori in forza all’unità produttiva.

Per l’accesso all’assegno ordinario, invece, la domanda dovrà essere presentata all’Inps territoriale non prima di 30 giorni e non oltre 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Circolare Inps 176, 9 settembre 2016, Fondo d’Integrazione Salariale

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