La “flat tax integrativa” al 15% è un condono

Ipotesi “dichiarazione integrativa” con “flat tax” per fare la pace fiscale: anche in questo caso si utilizzano molti termini tecnici ma non si pronuncia mai la parola condono...

La “flat tax integrativa” al 15% è un condono

Il Governo Lega M5S si è sforzato in diverse occasioni nel voler distinguere la pace fiscale dal condono, così come dalla rottamazione delle cartelle di renziana memoria.

Tuttavia, tutte le ipotesi di cui si parla in queste settimane non possono non essere definite come dei veri e propri condoni fiscali, con tutto ciò che ne consegue in termini di credibilità del sistema fiscale nel suo complesso.

L’ultima ipotesi allo studio dell’Esecutivo - secondo quanto riportato sia dall’Agenzia Ansa che dal Sole24Ore - è un maxi condono per i periodi di imposta compresi tra il 2013 ed il 2017.

“Flat tax” al 15% con dichiarazione integrativa: super termine tecnico per non parlare di condono

In questi giorni il Governo starebbe studiando una maxi sanatoria per i periodi di imposta compresi tra il 2013 ed il 2017.

Per questo periodo si pensa di applicare una flat tax ovvero un’imposta sostitutiva o flat tax al 15% ad integrazione dei mancati ricavi/redditi dichiarati dai contribuenti nel periodo oggetto di intervento.

Secondo il leader della Lega e ministro dell’interno Matteo Salvini “dal 2019 ci sarà la pace fiscale saldo e stralcio per chi avrà dei debiti, per quello che mi riguarda, sotto i 500.000 euro”.

Di conseguenza, lo sconto o flat tax o che dir si voglia verrebbe applicato non solo su sanzioni ed interessi ma anche sulle maggiori imposte non versate a suo tempo.

Proprio su questo punto si gioca la partita politica più importante, ovvero accorciare le distanze tra quanto dichiarato dalla politica e quanto applicato realmente. Al momento, purtroppo, dobbiamo registrare come ai proclami - “mai più condoni!” - non stiano seguendo i fatti. È bene sottolineare, tuttavia, che i testi circolati rappresentano solo delle bozze, quindi attendiamo i provvedimenti ufficiali prima di fornire delle valutazioni definitive, anche se le premesse non sono ottimali. Chiamare addirittura flat tax l’ennesima imposta sostitutiva dell’Irpef su imponibili che avrebbero dovuto scontare le aliquote ordinarie appare quantomeno discutibile..

Che fine ha fatto la vera flat tax?

Sulla nuova flat tax, invece, la bozza di testo del decreto legge fiscale circolata nelle ultime ore non lascia trapelare alcun testo provvisorio su cui ragionare.

Nelle intenzioni dichiarate dalla maggioranza parlamentare, tuttavia, la flat tax consisterebbe in un allargamento dell’attuale regime forfettario, con un innalzamento del limite dei ricavi a 65.000 euro per tutti.

Restano alcune incognite legate a:

  • coefficienti di redditività > verranno confermati quelli attuali o ci saranno delle modifiche?
  • effettiva estensione del limite di ricavi a 65.000 euro per tutte le categorie di contribuenti;
  • obblighi connessi al nuovo sistema di fatturazione elettronica (i forfettari saranno esonerati ma occorre comprendere bene come la fattura elettronica inciderà, per esempio, sugli obblighi di cui al quadro RS).

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