Debito globale, scatta l’allarme: cresce troppo e troppo velocemente

Il debito, a livello globale, cresce troppo e non sembrerebbe intenzionato a frenare la sua corsa. In particolare, preoccupa l’andamento della prima economia.

Debito globale, scatta l'allarme: cresce troppo e troppo velocemente

In continua crescita, il debito globale ha toccato nuovi massimi storici e, avvisano gli esperti, non ha nessuna voglia di smettere di crescere.

Due sono i Paesi che guidano la crescita del debito globale, guarda caso le prime due economie: Cina e Stati Uniti.

Debito globale: a quanto ammonta

Per conoscere a quanto ammonta il debito globale, bisogna ricorrere all’ultimo report elaborato dall’Istituto finanziario internazionale (IIF, Institute of International Finance).

L’IFF nel suo “Global Debt Monitor” pubblicato qualche giorno fa, ha calcolato che con l’incremento di 7,5 mila miliardi di dollari messo a segno nel primo semestre, il debito globale ha toccato l’ennesimo massimo storico.

L’istituto con sede a Washington ha calcolato che il debito globale ha superato i 250 mila miliardi di dollari.

In termini percentuali, al momento rappresenta oltre del 320% del Pil globale.

Debito globale: chi guida la crescita

La crescita del debito globale, rileva l’IIF, è guidata dalle prime due economie mondiali: Stati Uniti e Cina, che insieme rappresentano oltre il 60% del nuovo indebitamento.

In linea generale, nei Paesi sviluppati gran parte della crescita è riconducibile al settore pubblico mentre nei mercati emergenti a guidare l’incremento sono le società private.

L’esempio statunitense

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, negli ultimi mesi sono arrivati segnali che non lasciano tranquilli gli operatori:

  • scarso interesse per le aste del Tesoro Usa;
  • difficoltà del mercato repo a settembre che ha obbligato la Fed a nuove immissioni cash;
  • la possibilità, al vaglio del Tesoro, di reintrodurre le obbligazioni con scadenza 50 anni e un secolo.

I recenti problemi sul mercato dei capitali statunitense “potrebbero rappresentare - ha detto Catherine Mann, capo economista globale di Citi – un campanello di allarme”.

Di un eccessivo livello di indebitamento ha recentemente parlato anche un osservatore d’eccezione come Jerome Powell. “Il bilancio federale –ha detto mercoledì il governatore della Fed nel corso di un’audizione - è su un sentiero insostenibile”. “Con il passare del tempo, questo outlook potrebbe ridurre la volontà o la capacità dei policymakers di sostenere l’attività economica durante una recessione".

«Sono preoccupato che un debito federale elevato e in aumento possa, nel lungo termine, limitare gli investimenti privati e, di conseguenza, ridurre la produttività e la crescita economica» (Federal Reserve: Powell, ecco cosa faremo nel meeting di dicembre).

Debito globale: ecco chi rischia

Paesi altamente indebitati come il Giappone, Singapore, la Corea e gli Stati Uniti, “potrebbero essere esposti al rischio climatico […] visto l’elevato livello di risorse che la lotta al climate change richiederà”.

Menzione speciale anche per quegli emergenti che hanno preso a prestito in valuta estera, l’IIF cita nello specifico Turchia, Messico e Cile, per i quali i rischi potrebbero registrare una forte crescita nel caso in cui il tasso di crescita dell’economia dovesse rallentare ulteriormente.

Debito globale: perché sta aumentando

Al di là delle dimensioni, il problema è che l’incremento del debito è maggiore di quello dell’economia globale.

La ragione principale che spinge la crescita del debito globale è rappresentata dal fatto che indebitarsi non è mai stato così conveniente: tassi ai minimi storici hanno innalzato la tolleranza di governi e aziende alla crescita dell’indebitamento e il rinnovato approccio espansivo delle banche centrali promette di continuare ad alimentare il trend.

Debito globale: l’outlook

Sotto la spinta di Usa (il deficit di bilancio statunitense ad ottobre ha registrato un incremento del 34% annuo) e Cina, gli esperti dell’IIF stimano che il debito globale supererà quota 255 mila miliardi entro la fine dell’anno.

“Si tratta della fase espansiva (per la crescita economica, ndr) più lunga della storia ma è anche la più debole, anche a causa di un livello di indebitamento estremamente alto”, ha rilevato Liz Ann Sonders, Chief investment strategist di Charles Schwab.

“L’effetto potrebbe essere rappresentato una lieve e prolungata crisi nel corso degli anni, sulla scorta delle pressioni ribassiste sulla crescita cui abbiamo assistito”.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Debito pubblico

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \