Comitati civici, già 380 in tutta Italia: così Renzi si prepara ad andare oltre il PD?

Alessandro Cipolla

20 Novembre 2018 - 11:07

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Intervistato dal Corriere della Sera, Ivan Scalfarotto annuncia che già sono 380 i comitati civici voluti da Matteo Renzi che sono nati in sole tre settimane.

Comitati civici, già 380 in tutta Italia: così Renzi si prepara ad andare oltre il PD?

Mentre a Roma andava in scena l’Assemblea Nazionale che ha dato il via al percorso che porterà alle primarie del Partito Democratico, c’era chi in parallelo continuava a lavorare al progetto dei comitati civici annunciati da Matteo Renzi durante l’ultima Leopolda.

Intervistato dal Corriere della Sera Ivan Scalfarotto, uno degli esponenti dem più vicini all’ex premier, ha infatti annunciato che in sole tre settimane sono stati 380 i comitati civici che sono nati in tutto il paese.

Anche se Scalfarotto ha ribadito come questo progetto non sia un partito ma un movimento, è indubbio come i comitati civici possano rappresentare per Renzi, grande assente all’Assemblea romana, una sorta di base per intraprendere in futuro una strada diversa da quella del PD.

Crescono i comitati civici

È un movimento che può parlare con persone di tutte le opinioni. E non è un partito perché come comitati non ci vogliamo sostituire alle tradizionali forze politiche. Siamo pronti ad avere rapporti con tutti, tranne che con la Lega e il Movimento 5 Stelle”.

Parola di Ivan Scalfarotto, l’incaricato di coordinare il progetto lanciato da Matteo Renzi durante l’ultima Leopolda. Intervistato dal Corriere della Sera, il deputato ha annunciato che in sole tre settimane sono già nati 380 comitati civici che a primavera si raduneranno in una riunione nazionale.

Intanto ci stiamo muovendo sul territorio - ha spiegato Scalfarotto - Abbiamo fatto un’iniziativa quando Battiston è stato rimosso dall’Agenzia spaziale italiana in nome della libertà di scienza, abbiamo sostenuto la manifestazione Sì Tav a Torino, e firmato una petizione per rimettere in piedi Casa Italia subito dopo i danni del maltempo”.

Guardando alle elezioni europee di fine maggio, il coordinatore dei comitati civici ha poi negato in maniera categorica che ci possano essere delle possibilità di una corsa separata dal Partito Democratico.

Le mosse di Matteo Renzi

In attesa di vedere come andranno a finire le primarie, dove al momento non ha appoggiato nessuno dei candidati in lizza, Matteo Renzi sembrerebbe giocare d’attesa puntando tutto sulla crescita dei suoi comitati.

Come sottolineato anche dal professore Roberto D’Alimonte nella nostra intervista, i comitati civici potrebbero essere “l’ossatura di una nuova formazione politica come ha fatto Emmanuel Macron in Francia”.

Prima di lanciarsi nell’avventura di un nuovo partito, Renzi quindi potrebbe preferire cercare innanzitutto di creare un radicamento nel territorio avvicinandosi a vari movimenti civici. Una base questa su cui poi in futuro potrà nascere un nuovo soggetto politico.

Nonostante la sua grande vicinanza con Macron, che alle elezioni europee correrà con una sua propria lista mentre il PD naturalmente farà gioco di squadra con il PSE, al momento per l’ex premier i tempi per un addio potrebbero non essere maturi.

A prescindere dalle tempistiche, appare irreale comunque immaginare ancora un futuro di Matteo Renzi all’interno di un Partito Democratico che ormai appare sempre più ostile a quello che è stato il suo candidato alle disastrose ultime elezioni politiche.

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