Carige, lascia anche Queirolo: cosa succede alla banca?

È ancora bufera sul CdA di Banca Carige, che con le odierne dimissioni di Iliaria Queirolo registra il quinto membro in uscita da inizio luglio

Carige, lascia anche Queirolo: cosa succede alla banca?

Non c’è tregua per Banca Carige, che si confronta oggi con le dimissioni di Iliaria Queirolo, membro del CdA.

Si tratta del quinto abbandono da luglio ai vertici dell’azienda, dopo l’addio del presidente Giuseppe Tesauro a cui ha fatto subito seguito quello di Vittorio Malacalza, per poi salutare definitivamente i consiglieri Francesca Balzani e Stefano Lunardi, anche membri del comitato rischi.

Ilaria Queirolo è membro del comitato remunerazione dell’istituto; ha dato le dimissioni con effetto immediato, ed è già stato programmato un cda per domani che mira a definire una risposta alla BCE. La Banca Centrale Europea aveva chiesto proprio a luglio alla società italiana di ripianare diverse situazioni interne, su tutte la governance in contrasto, oltre al rispetto dei requisiti patrimoniali.

La circostanza arriva solo pochi giorni dopo i conti semestrali dell’azienda, che hanno fatto registrare perdite nette anche se con un rosso in miglioramento rispetto allo scorso anno.

Carige, quinto addio in un mese: cosa sta succedendo?

A lasciare sono stati Giuseppe Tesauro, Vittorio Malacalza, Francesca Balzani, Stefano Lunardi e oggi Ilaria Queirolo, tutte partenze non prive di ripercussioni in borsa per il titolo.

Le origini della bufera possono probabilmente essere rintracciate nel disaccordo con governance e controllo dell’istituto manifestato da Malacalza e Tesauro, con lo stesso ex presidente che aveva parlato all’abbandono di “sopravvenute divergenze relative a governance e gestione”.

Ma secondo diverse fonti Tesauro avrebbe lasciato anche per un’avversione alle politiche bancarie e alle “frequentazioni personali” dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino.

Molto critici anche gli abbandoni di Lunardi e Balzani, che in occasione delle dimissioni hanno accusato la società di “svendere i gioielli di famiglia” ed etichettato Fiorentino come un “uomo solo al comando”.

Gli investitori guardano con timore al caos interno e hanno dato vita in più occasioni a una vera pioggia di vendite sulle azioni Carige.

Al di là del CdA di domani, un’altra data cruciale per la banca è rappresentata dall’assemblea dei soci convocata per il 20 settembre, dove i vertici sono chiamati a esprimersi sulla revoca dello stesso consiglio chiesta da Malacalza e Mincione lo scorso 10 luglio, quando Fiorentino sfidò Tesauro a colpi di querele.

In quell’ambito furono per la prima volta approfondite le già accennate radici più profonde della mossa di Malacalza, che parlò del principale indagato per la vicenda giudiziaria legata al nuovo stadio della Roma, Luca Parnasi, legandolo, anche se solo per vie traverse, alla vicenda:

“[...] La divulgazione dell’intercettazione della conversazione telefonica tra il sig. Luca Parnasi e il dott. Paolo Fiorentino ha assunto per me particolare significato alla luce del fatto che quest’ultimo, proprio nei giorni immediatamente precedenti all’arresto dell’avv. Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato, decantandomene le qualità professionali”

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Argomenti:

Italia Banca Carige

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