Campari accelera al ribasso in avvio di seduta e nella tarda mattinata di oggi, 29 ottobre 2026, il titolo tratta a 6,174 euro, con una perdita del -5,91% rispetto alla chiusura di ieri a 6,56 euro. Nel corso della mattinata le oscillazioni sono state ampie, tra un massimo di 6,244 e un minimo di 6,072, con volumi già sopra i 7 milioni di pezzi. Il FTSE MIB, nello stesso arco di tempo, si muove in territorio molto più contenuto: il calo di Campari è quindi un fatto specifico del titolo, non un effetto di mercato generale.
A muovere le quotazioni è la pubblicazione, dopo la chiusura di ieri, dei conti dei primi nove mesi del 2026: numeri che, a prima vista, non giustificherebbero un calo di questa portata.
I numeri dei nove mesi
Nel comunicato ufficiale diffuso da Campari Group il 28 ottobre 2026 il gruppo ha indicato vendite nette per 777 milioni di euro nel solo terzo trimestre, in crescita del 3,2% a valori riportati e del +3,4% organico, con un effetto perimetro del -2,4% (soprattutto per le cessioni di brand non prioritari, tra cui Cinzano e Averna) e un effetto cambi positivo del 2,2%. Nei primi nove mesi le vendite nette si fermano a 2.289 milioni di euro, +0,4% a valori riportati e +2,9% organico.
A livello geografico l’Europa, che pesa per il 45,8% del fatturato, è cresciuta del 3,8% organico nei nove mesi (+8% organico nel solo terzo trimestre), trainata da Italia e Regno Unito. I mercati in sviluppo, trainati dal Brasile, segnano un +9,3% organico. È il Nord America, il 36,3% del fatturato del gruppo, a pesare sul sentiment: +1,0% organico nei nove mesi ma -2% organico nel solo terzo trimestre, con tequila e aperitivi ancora in crescita e il resto del portafoglio in affanno in un contesto di consumo difficile.
Perché il mercato ha reagito male
Il punto che ha spaventato gli investitori è la guidance per l’intero 2026: Campari ha confermato l’obiettivo di circa il +3% di crescita organica del fatturato di gruppo, ma ha rivisto al ribasso le attese sul Nord America, dove ora prevede un lieve calo del fatturato a fine anno, per dinamiche più deboli in alcune categorie nella seconda metà dell’anno e per una base di confronto elevata nel quarto trimestre dello scorso esercizio. In compenso l’Europa dovrebbe crescere più delle attese precedenti. Il gruppo si attende inoltre un miglioramento organico del margine Ebit rettificato, che include però un impatto negativo di 20 milioni di euro legato ai dazi USA, solo in parte compensato dal recupero di 15 milioni di euro di rimborsi sui dazi pagati nel 2025.
Secondo quanto riportato da Reuters, diversi investitori istituzionali speravano in una crescita organica ancora più robusta nel terzo trimestre e in un possibile rialzo della guidance annuale: da qui la delusione. Citi ha confermato il giudizio «buy» nonostante tutto, mentre Equita ha abbassato la raccomandazione a «hold», citando la recente corsa del titolo e un contesto più complicato negli Stati Uniti.
Il CEO Simon Hunt ha parlato di un «sesto trimestre consecutivo di crescita organica del fatturato», rivendicando la strategia dei «fewer, bigger bets» - meno marchi, ma con investimenti più concentrati - e confermando l’obiettivo di crescita per l’anno nonostante quello che ha definito un «contesto di mercato complesso».
Il quadro tecnico prima della diffusione dei conti
Alla chiusura del 28 ottobre, prima della pubblicazione dei risultati, il quadro tecnico di Campari era ancora impostato al rialzo: prezzo sopra tutte le medie mobili principali, golden cross tra le medie a 50 e 200 sedute risalente a 12 sedute prima, RSI a 62,3 e performance del +9,18% nell’ultimo mese. Le resistenze indicate per la seduta di ieri erano in area 6,62 e 6,67, i supporti a 6,49 e 6,43: livelli che il titolo ha ampiamente sfondato già nelle prime battute di oggi, portandosi sotto anche la soglia psicologica di 6,20 euro. Più in basso, la media mobile a 50 sedute (6,08 euro) e quella a 100 sedute (5,87 euro) diventano ora i riferimenti più immediati, mentre il supporto di lungo periodo più solido resta in area 5,90, toccato tre volte nei mesi scorsi.
Non è la prima volta quest’anno che una trimestrale spiazza il mercato su Campari: era già successo a maggio, quando il titolo era arrivato a perdere oltre il 10% dopo i conti del primo trimestre (Azioni Campari affondano di oltre il 10% in Borsa, perché Piazza Affari boccia i conti del I trimestre), salvo poi recuperare nei mesi successivi. Il titolo era tornato al centro dell’attenzione anche a inizio ottobre, quando Money.it si era chiesta se la sottovalutazione relativa di Campari, Stellantis e Amplifon rispetto al resto di Piazza Affari fosse destinata a durare (Piazza Affari sui massimi. La sottovalutazione fermerà i ribassi delle azioni Stellantis, Campari e Amplifon?).
Resta da capire se la correzione di oggi sia un’occasione o il segnale di un problema più strutturale sul mercato americano, che per Campari vale oltre un terzo del fatturato. Il gruppo conta sul traino di aperitivi e tequila per compensare la debolezza del resto del portafoglio negli Stati Uniti, ma la base di confronto resterà impegnativa anche nel quarto trimestre.
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