Banche: Commissione europea proroga garanzie statali

La Commissione europea ha prorogato di 6 mesi le garanzie statali, ora slittate al 7 marzo 2019

La Commissione europea dà il via libera alla proroga delle garanzie statali.
Le cosiddette GACS - Garanzie sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze, nate da un accordo tra Italia e UE sulla Bad Bank - slittano così dal precedente termine del 6 settembre 2018 al nuovo termine del 7 marzo 2019.

Un provvedimento che si distingue come notizia positiva per le banche italiane, visti i diversi istituti di credito che l’hanno richiesta come Intesa Sanpaolo, BPER, Carige, Mps e Banco Bpm.

Si tratta della seconda proroga ottenuta dall’Italia, dopo quella di un anno del 2017. Un movimento in questa direzione si era già intuito prima dell’estate, quando il ministero dell’Economia aveva discusso il tema con la stessa Commissione, che ha ufficializzato il tutto tramite una nota.

Proroga GACS: già rimossi Npl per 33 miliardi di euro

Con il GACS la banca che lo richiede crea un titolo obbligazionario con sottostante i crediti deteriorati. In seguito, si stima la probabilità di realizzo delle sofferenze cartolarizzate, per poi spezzare il titolo il tre tranche, divise ognuna per rischio e conseguente rendimento.

Nel comunicato che commenta il provvedimento, la Commissione ha evidenziato come per le banche, nel processo di rimozione dei crediti deteriorati dai bilanci, la Gacs rappresenti “un’importante componente della strategia italiana”, volta a risolvere il problema della qualità degli asset bancari, con un “contributo significativo” già apportato nei suoi appena due anni di vita.

Da febbraio del 2016 (anno dell’entrata in vigore) fino a giugno del 2018 ha infatti portato alla rimozione di Npl per 33 miliardi di euro dal sistema bancario italiano, pari a più del 60% della riduzione totale di Npl in Italia del periodo.

Dalla Commissione è anche arrivata la conferma che la misura non costituisce aiuto di Stato, con la decisione che la garanzia statale sui titoli senior sarà remunerata a condizioni di mercato in base al grado di rischio (senior, mezzanine e junior, con la tranche più rischiosa - ma anche più redditizia - rappresentata da quella junior).

La proroga scadrà ora il 7 marzo del 2019 invece del 6 settembre 2018 stabilito precedentemente.

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